Auguri da Marilyn[audio:happy-birthday-radiopereira.mp3] E’ stata una bella sorpresa quella che mi hanno fatto i ragazzi della redazione.
Il raggiungimento della soglia dei 2.000 fan su facebook è un bellissimo risultato e merita sicuramente una sottolineatura, un festeggiamento… ma certo non osavo sperare di ricevere gli auguri da Marilyn come fosse un compleanno.

Il merito del raggiungimento di questo traguardo è prima di tutto dei nostri numerosissimi fan e di tutti coloro che in questi anni hanno offerto il loro importante e disinteressato contributo a Radio Pereira.
Li voglio ringraziare uno per uno:
Barbara Piperno, Federica Campi, Caterina Baldi, Caterina Montesi, la new entry Mariangela Lecci, Vanny Rosso, Giancarlo Magnanelli, Andrea Zucchi, Mauro Panunzi, Stefano Fiorelli, Mauro Finetti, Riccardo Iannello, Federico Tamburini, Simone Cecchini, Carlo Betti, Andrea Marzi.

Grazie anche a Cristina Monti per aver prestato la voce a Marylin
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Pereira

10 Commenti

  1. @ Gaioing
    Grazie della misura e della lucidità. Sottoscrivo.
    @ Federico Tamburini e altri
    Apprezzo molto il vostro approccio appassionato ma… per cortesia, leggete Gaioing e rilassatevi!
    Vi imploro, prendete le cose con più leggerezza e soprattutto, guardate tutto il quadro, non solo un aspetto. Ad esempio vogliamo parlare dei deliziosi auguri di Marylin? Li pretendo ad ogni compleanno!!!!!!
    E poi Fb. Noi dobbiamo resistere al brutto, e farlo con ogni mezzo lecito, Fb lo è, mica ne dobbiamo essere innamorati, per quello c’è la Radio…

  2. @Vanny e Federico

    Facebook è la vetrina appariscente, RadioPereira è la sostanza vera.

    Con Facebook appaio… con RadioPereira sono.

    Personalmente non mi sono mai iscritto a Facebook, non mi piace, però ci son finito lo stesso.
    Sono in una foto assieme a mia sorella, che, per pubblicarla, avrebbe dovuto chiedere il mio consenso…figurati!
    Con Facebook , e questo è il suo limite, i confini della privacy sono a rischio.

  3. Sono completamente d’accordo. Usciamo. Continuando a postare articoli che ci piacciono ognuno sui rispettivi profili, ma togliendo la nostra casa dalle mani dei cattivi.

  4. Premetto (scusate ma è d’obbligo) che la mia non è una critica, ma una considerazione, una valutazione; si sta facendo un viaggio insieme su questa bella nave, dove io sono salito (come ospite tra l’altro!) in una fredda mattina di due anni fa, credo fosse a Ulaan-Baatar, Pereira mi vide e mi invitò a bordo. Credo di sapere abbastanza bene cosa possa rappresentare Facebook per un sito, per un contenitore che intende essere un divulgatore di idee ed esperienze così diversificate tra loro. Facebook è certo un moltiplicatore incredibile di contatti e visite ma su questo punto, caro Vanny, ci si dovrebbe confrontare. Perché il discorso che fai tu può avere un certo livello di pericolosità. E’ giusto utilizzare un mezzo corrotto per ottenere visibilità, o maggiore visibilità? Pensando anche e soprattutto a cosa rappresenta Radiopereira, pensando a chi la abita e la vive, pensando alle campagne di sensibilizzazione che si sono portate avanti in passato, pensando per cosa si combatte, pensando a quali sono le idee comuni e fondanti. Ecco pensando a tutto questo ci si dovrebbe chiedere se Facebook sia appropriato per Radiopereira. Certo si perderebbe tanto andandosene da Facebook (tra l’altro cancellarsi è praticamente impossibile) ma in cosa si guadagnerebbe? Ripeto, la mia non è una critica ma non vuole avere nemmeno la velleità di una provocazione.

  5. Auguri a Radio Pereira , l’ unico vero evento cult di
    Pesaro !
    Anzi dirò di più…
    se il CUP unico regionale di prenotazione lo avessero affidato a Radio Pereira , sarebbe venuto meglio e mooooooolto a minor costo !
    Avrei chiesto a Pereira di aiutarlo personalmente allo scopo.

    A proposito.. ho sentito dire che l’hanno dato a ItalKappa, che in genere si occupa di giardini e cimiteri… sarà vero?

    Poi.. visto il patatrac , Spacca avrebbe nominato un manager che opera al di sopra di Mezzolani… sarà vero?

    Poi.. un manager sanitario pesarese, di cui mi sfugge il nome, che peraltro si era molto impegnato per l’elezione di Spacca, vistosi scavalcato da quello alla fine nominato , ci sarebbe rimasto molto male….
    sarà vero?

  6. Considerazione più che giusta, anzi giustissima. Si preannuncia una bella conversazione su un tema che interessa tutti. Ho letto l’articolo di Rowan e ieri ho anche segnalato su twitter la traduzione de “il post” e… sono d’accordo su tutto, e Facebook non mi piace. Anche Google sta facendo esattamente tutto questo (non so se vi siete mai accorti che la pubblicità che vi appare è giá tarata sui vostri interessi), e anche la ricerca è personalizzata ma potete disattivare tutto ciò seguendo queste istruzioni.

    Resistere a Facebook si potrebbe, ma quali altri mezzi ci sono per ottenere un pò di visibilità gratuita? Certo per chi ha denaro in quantità è facile divulgare un’idea, un prodotto, un sito… purtroppo funziona così e grandi cagate avranno più successo di cose belle, basta avere denaro. Anche in politica non vince chi ha il programma migliore bensì chi ha più fondi per la campagna elettorale, ed è una cosa triste assai.

    Di contro Internet e i social network offrono una opportunitá di divulgazione a chi prima non l’aveva e la privacy si può anche tutelare, è difficile vendere dati che non si hanno e spesso siamo proprio noi a fornire dati personali che potremmo anche tenerci per noi, vedi l’uso diffuso di Faccialibro. In questo twitter è molto più sobrio, per ora, ve lo consiglio anzi, e qui trovate Radio Pereira.

    A presto, presumo e… in bocca al lupo Radio Pereira!

  7. considerazione a mio avviso molto importante ed interessante. estendendo questo tipo di ragionamento a tutto quello che succede “in rete” ne vedremmo delle belle! non me ne intendo granchè, ma penso che quello che accade con facebook più o meno accadrà anche con altri siti, nel senso che ci saranno -penso- delle aziende che immagazzinano i dati sulle preferenze che esprimiamo più o meno direttamente anche soltanto con le parole che digitiamo nei motori di ricerca.
    è il futuro, bellezza…. (o no?)
    p.s. ho l’impressione che con questo post – o meglio con il commento di tamburini – arriverete ad un nuovo record: quello del numero di commenti 🙂

    AUGURI PEREIRA!

  8. Non vorrei mai rovinare la festa ma questo post sui duemila fan (non erano amici una volta?!) mi porta a una considerazione. Qualche giorno fa su Wired Inghilterra, David Rowan, il direttore del suddetto giornale, ha scritto un editoriale dal titolo “Sei motivi per non iscriversi a Facebook“. Il motivo numero 1 è: ” Facebook e Google sono società nate per fare soldi dando la possibilità agli inserzionisti di sapere con precisione cosa vi piace e cosa no, accedendo ai vostri like, interessi, fotografie e connessioni sociali. Questo spiega la complessità dei vari settaggi sulla privacy. Per esempio, il disclaimer sulla privacy di Facebook in inglese è passato dalle 1.004 parole del 2005 alle 5.830 di oggi (e, come fa notare il New York Times, la Costituzione americana ne ha 4.543). Rowan ammira l’impero messo in piedi da Mark Zuckerberg, ma non si fida di lui. Il motivo numero 3: Le informazioni che date per qualcosa, verranno usate anche per qualcos’altro…
    I database con le nostre informazioni si stanno intersecando sempre di più. Rowan fa un esempio estremo, ma non troppo: ordinate una pizza per telefono, e il computer che prenderà l’ordine accederà anche al vostro curriculum, ai voti che avete preso in passato, ai prestiti in biblioteca. E l’impiegata della pizzeria vi proporrà opzioni in base ai risultati che leggerà, come una pizza al tofu in caso siate grassi. E i sondaggi mostrano che già il 35 per cento delle aziende rifiutano i candidati per le informazioni che trovano sui social network. Il motivo numero 6: E oltrettutto, perché vendere a un’azienda le proprie conversazioni?
    Un giorno leggerete quelle 5.830 parole e vi accorgerete che Facebook detiene il diritto di fare più o meno ciò che vuole con i vostri dati, compreso venderli a chiunque paghi abbastanza. Sì, dice Rowan, Facebook è gratis, ma con mezzo miliardo di utenti che lo usano è ora di chiedersi quanto stia facendo bene o male alla società.” Allora mi chiedo: per una radio che ha nel dna l’istinto alla resistenza non sarebbe arrivato il momento di resistere anche a Facebook?

  9. Grazie a tutto lo staff. le menti, le braccia e i cuori pulsanti che sono il motore della passione della radio. chi lavora davanti e chi lavora dietro le quinte. chi ascolta e chi dice. l’intreccio delle persone che ci collaborano sono per me come l’ingranaggio tra mozzo, pedale, cambio, catena.

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