Studio Chomsky da molti anni e ancora ammiro la sua straordinaria lucidità.
Mi sento in colpa, caro Noam, per non averti nominato a suo tempo come padre co-fondatore di questo blog.
Provvedo alla imperdonabile svista pubblicando questo tuo scritto che sta girando in rete, lucido e buono – purtroppo – per tutte le stagioni, a partire da quella che stiamo vivendo qui in Italia.
Un abbraccio a te.
p.s.
Chiedo a tutti i frequentatori del blog che in questi giorni si sono confrontati accesamente di usare questo scritto come un manifesto, come una bibbia laica, dalla quale partire per parlare tutti, di qualunque tendenza si sia, la stessa lingua. Con onestà e rispetto.
Pereira
Leggevo tempo fa che la maggior parte degli Italiani non ha le capacità base per interpretare la realtà. Cioè se leggono un giornale o guardano un grafico o una tabella, in pochi riescono a capirne il significato. Ecco mi chiedo quanti italiani anche leggendo le parole di Chomsky le riescano a capire. Mentre scrivevo sono andato a vedere se ritrovavo l’articolo che ne parlava… eccolo qui: Tullio De Mauro, da Internazionale marzo 2008. leggetelo, è esplicativo.