Proposta indecente, ma tutt’altro che pericolosa: facciamo del sano “balconing” e ci tuffiamo insieme nelle atmosfere di fine anni ’60. Per la precisione corre l’anno 1969 e il popolo festante di Woodstock si inchina al genio della piccola Janis.
Pereira dice, del resto è l’unico tra noi che ha assitito a quel concerto, che al tempo aveva ancora in testa tutti i suoi capelli. Dice anche, dando questa volta prova di ammirevole saggezza, che non potevamo, nel nostro piccolo e a 40 anni dalla morte di Janis Joplin, non ricordarla con un nostro contributo.
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@ Claudia
Grazie per aver notato la cura con cui Giancarlo e gli altri ragazzi curano ogni post, qui è tutto “fatto a mano” altro che copia e incolla da Wiki…
Grazie per aver ricordato Janis!!
e soprattutto grazie per non aver fatto copia e incolla da wikipedia,cosa che ho trovato in molti articoli che,tra l’altro, dicevano cose abbastanza inesatte…
e quindici giorni prima dell’overdose di J.J. se ne era andata un’altra J. quella di Jimi Hendrix! Qualche mese dopo anche la terza j. verrà sepolta. Sempre overdose.
Nel 1969 avevo già superato i 100 anni da un pezzo quindi esserci fisicamente non mi fu possibile. Ma ricordo benissimo l’impatto che ebbe anche in Italia, da lì si spandeva uno spirito che entusiasmava i giovani e chi attendeva un cambiamento, un’alternativa. Ricordo altrettanto bene lo spaesamento e il rifiuto degli ambienti conservatori.
A questo proposito ricordo a tutti un bellissimo post pubblicato da noi qualche tempo fa, ve lo consiglio, è sempre commovente.
@Pereira
Pereira, eri a Woodstock anche fisicamente oppure hai seguito l’evento emotivamente ?
Personalmente mi sono accorto di Woodstock solo negli anni 80!…Che spreco!
Ringrazio la redazione di Radio Pereira del simpatico, delicato omaggio, scrivo solo per correggere l’affermazione riguardante i capelli, a quel tempo li avevo già perduti.
E non ho mai amato le protesi.