Pino DanieleUna amico, gran lavoratore, si è finalmente concesso una vacanza la scorsa settimana e si è recato a Ischia, domenica e lunedì della scorsa settimana, per una gita fuori stagione. Tornando, mi ha raccontato lo sconcerto che ha vissuto lunedì quando – si trovava in una pizzeria e alla tv stava per cominciare il programma di Saviano – il proprietario ha preso (imbracciato?) il telecomando per cambiare canale con una smorfia fra il disprezzo e lo schifo. Ha messo su Rete 4.
Il mio amico, tipo fumantino, stava per dire qualcosa. Sono contento che abbia rinunciato. Il problema diventa: come difendere il sud da se stesso? E il nord?

Leggo sul Corriere di oggi l’adesione di Pino Daniele al partito anti Saviano, probabilmente aderirà anche alla raccolta di firme del Giornale di Feltri.

Povero Pino, ha detto una cosa tremenda: “Non dà nessun fastidio alla camorra, se così fosse sarebbe già morto.” No Pino, sono quelli come te che lo stanno ammazzando facendogli il trattamento Falcone. Mi chiedo come è possibile che un artista possa dire una cosa così ignorante. Forse sopravvaluto gli artisti o forse la frustrazione nel vedere la propria grandezza artistica ormai sfiorita da decenni, nonostante il sostegno dei musicisti più califfi del mondo, ha tolto lucidità a colui che è stato un grande.
Coraggio Pino, quando non si ha più niente da dire meglio smettere e lasciare un buon ricordo.

Pereira

8 Commenti

  1. MI DISPIACE,
    MA SULLA FENOMENOLOGIA SAVIANEA, IL GRANCHIO E’ GROSSO ASSAI.

    E IL DANNO PURE: ALLA SINISTRA!

    SAVIANO, E ALTRI COME LUI, NON FANNO ALTRO CHE RADICALIZZARE IL CONSENSO BIPOLARE (NEL SENSO DI PRO O ANTI BERLUSCONI) CHE GIA’ C’E’.

    ROBERTO S. NON SPOSTA UN SOLO CONSENSO, ANZI FA SCAPPARE DAL CAMPO I COSIDDETTI MODERATI DEL PD: IN DEFINITIVA AVVANTAGGIA SILVIO.

    IL QUALE SILVIO, SE SAVIANO NON CI FOSSE DOVREBBE INVENTARLO.

    E, INSIEME A LUI, TRAVAGLIO, FLORES D’ARCAIS E SIMILARI.

    LO SO CHE NON CONDIVIDERETE, MA LO SPETTACOLO DEL PALASHARP E’ STATO IMBARAZZANTE: STA ALLA POLITICA…COME IL PAPA AL BUNGA BUNGA.

    VISTO CIO’ CHE SI MUOVE NEL CAMPO DELL’ANTI BERLUSCONISMO, NON CI RESTA CHE SPERARE CHE SCAPAGNINI SI SIA SBAGLIATO!!!

  2. che io me la immagino di dimensioni contenute, per potersi muovere agilmente anche nella stretta viabilità dei centri storici, o nel traffico di quelli delle città industriali del nord. Non sai mai chi devi raggiungere e dove. Nella parte inferiore dello chassis un sistema di pale, come dei cucchiai, rotanti, che raccolgono e convogliano all’interno della camera di lavorazione la terra. Sul tetto un grande serbatoio di acqua che lascia fluire all’interno della camera, quando la terra raggiunge un livello prestabilito e un sensore si aziona, una quantità di liquido variabile a seconda del prodotto che si vuole ottenere: si va dalla consistenza semiliquida per azioni tipo WTSHTF (When The Shit Hit The Fan), dunque ad ampio raggio e che rappresentano sostanzialmente poco più di un fastidio, a quella di densità sopra gli 8.000 kg/m3, per “spazzare via l’avversario”. Un bocchettone dal flusso regolabile dall’interno, tramite apposita valvola a farfalla e filtri intercambiali che ne cambiano la consistenza in uscita.
    Cingoli, ovviamente, per potersi muovere anche in caso di elevate fuoriscite di materiale.

  3. Pino, ti preferisco pigro.

    Sig. Pereira, il buon ricordo l’ha già maltrattato in abbondanza e da tempo, e questo senza uscire dal suo proprio campo. Ed essere “artista” che vuol dire, in sua opinione, in relazione alla capacità di esprimere opinioni valide?
    Cioè, ha detto un’idiozia in assoluto, aldilà del mestiere e della curva, ad oggi, della correlata parabola.

    @ Jacopo Nacci: smettila:D

  4. “…forse la frustrazione nel vedere la propria grandezza artistica ormai sfiorita da decenni, nonostante il sostegno dei musicisti più califfi del mondo…”

    Mancava l’argumentum ad psychen della settimana. 😀

  5. Questa è una cosa che ho notato molto, “a sud”. Io vengo da una zona limitrofa a quella descritta da Saviano – Isernia ed il Molise in generale, vivono a stretto contatto con Napoli e Caserta, sia geograficamente che culturalmente – dove regna però uno stato di rimozione totale sui temi delle mafie. Come si fosse in una valle verde e pura, nel bel mezzo del caos…
    Qui la delegittimazione di Saviano e delle sue opere e parole, è una cosa che ho riscontrato ascoltando voci diverse, provenienti da vari contesti: ” se è ancora vivo significa che qualcuno lo protegge” oppure ” se sta dove sta, a qualcuno serve quello che dice”
    Come con Falcone.
    In questo paese manca – a livello di massa – una coscienza civile. Ancora di più, manca uno spessore morale dove per morale non si intende la bigotta adesione ad un canone, ma la partecipazione emotiva-spirituale-intellettuale-estetica ad un’ETICA.
    Ciò che è bello (in senso lato, est-etico) ai più da fastidio perchè mette in risalto quanto democraticamente ci si accontenta del brutto, quanto i nostri occhi si siano adattati progressivamente e con ampia rassegnazione (“il mondo funziona così”) ad esso. E se vivi sempre al buio, la luce diventa un nemico da cui difendersi.
    inoltre, questo atteggiamento dice di quanto la mafia sia prima di tutto uno status mentale: nel senso che la costriuzione logica del pensiero “se Saviano è vivo significa che non è pulito” mette in risalto il dominio delle logiche mafiose sul pensiero inteso nella sua forma, nelle affermazioni cui da vita. Il buon Michel Foucault – che cito spesso – parla di bio-potere: il potere che colonizza l’immaginario, il modo di pensare, sentire, giudicare risulta molto più efficace di qualsiasi altro.
    E questo paese è – a mio umile avviso – messo molto male. Abbiamo ben pochi strumenti per decolonizzare – anche se a livello dei territori ci sono piccoli-grandi esperimenti (ad esempio?? resmarche.it; mondosolidale.it ..che c’entrano? c’entrano!)- un immaginario affogato nell’oppio della civiltà dei consumi e dei media (Pasolini: Video 1 e Video 2). Perchè? perchè si è pensato bene di eliminarli, di farli morire ad uno ad uno. La comunità, il territorio, la scuola, la politica, la cultura…
    Quindi riusciamo a farci governare da una nebulosa di criminalità varia fatta uomo come il nostro premier e poi facciamo gli esigenti con Saviano o con Falcone, che non rendono un servizio alla collettività certamente passando per la propria passione ed affermazione (e che c’è di male se faccio bene il mio lavoro?), ma sono solo alla ricerca di fama. Non ci indignamo per le varie veline che muovono le chiappe per arrivare alla fama, o di quelle persone che vendono la loro intimità alle telecamere per avere un minuto di gloria…
    mi scuso per la lunghezza!!!!

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