Fra le cinquantamila considerazioni che sono state fatte ieri e oggi su quanto emerso fra lui e le ragazze vorrei evitare accuratamente le più ovvie.

Vi offro allora un accostamento fra due elementi “secondari” che si è formato spontaneamente nella mia testa.

A Berlusconi piace esser chiamato GesùPrimo elemento: una frase presa dalle intercettazioni delle ragazze in cui una di loro dice “Gesù si è sentito con Lele Mora”. Si, dice proprio così. Oltre ai vari nomignoli già noti, usavano anche questo, e a lui non dispiaceva, anzi. Fatto sta che la frase in se riassume – è il caso di dire – “miracolosamente” bene la mescolanza di suggestioni che solo lui sa evocare: consumatore finale di prostitute di tutte le età e – nel contempo – cattolico fervente e generosissimo (soldi dello Stato) con il Vaticano sotto molteplici forme, dai 130 milioni annui regalati alle scuole private cattoliche fino agli insegnanti di religione assunti per nomina vescovile e senza concorso, e ancora all’esenzione dall’ICI e così via. E loro hanno sempre incassato senza fiatare. Pecunia non olet, hanno studiato il latino per le preghiere, questo aiuta. Il denaro non ha odore.

Secondo elemento: tutti i giornali del mattino portano un cenno all’imbarazzo della Chiesa. Titoli del tipo “Si incrina l’asse Vaticano-Palazzo Chigi, la situazione diventa insostenibile”.

Dai… Giura!
Anche Bertone e il Papa hanno scoperto da chi incassavano pelosi favori?

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