Ritratto di Alfredo MarceneiroHo scoperto che molti curiosi della materia che trattiamo non sanno che nelle case di fado si esibiscono anche diversi uomini. Non sono la maggioranza, ovvio, ma il fado cantato al maschile è comunque una realtà che si tocca con mano a Lisbona (mentre a Coimbra in pratica non ci sono donne interpreti) e che rivela anche importanti sorprese. I cantanti di fado nella storia cui sono stati, meno che le donne, ma di grande rilevanza. Cito per tutti Alfredo Marceneiro, a cui si devono molti brani di assoluto livello, ma anche Fernando Mauricio e Carlos Zel, che purtroppo ci ha lasciato molto presto. Carlos do Carmo, Arlindo De Carvalho, Josè Manuel Barreto sono altri nomi di grande rilievo e di cui sicuramente torneremo a,parlare. Come faremo di un giovane che si chiama Ricardo Ribeiro e che propone classici e contaminazioni con grande bravura. Ma questi, diciamo, sono nomi conosciuti e che anche l’Italia ha saputo apprezzare in varie tournée nel nostro paese. Ci sono invece voci che si ascoltano nelle cantine lisboete che meritano un viaggio nelle nostre sensazioni più recondite e veritiere.

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Ho avuto la fortuna di conoscere Gonçalo Salgueiro una sera al Bacalhau de Molho. Era venuto a trovare i suoi colleghi, da Celeste Rodrigues a Raquel Tavares e le altre voci del locale, e soprattutto Jorge Fernando, come sempre mentore delle nuove leve. Gonçalo è un giovane molto simpatico con una voce particolare e un atteggiamento molto dandy. Ma canta benissimo il repertorio di Amalia, tanto che Felipe La Ferla, noto commediografo, l’ha scelto come protagonista del suo “Fado”, il musical che attualmente sta spopolando in Portogallo. Vedrete che prima o poi questo cantante-attore sarà conosciuto anche da noi: la sua voce merita di essere ascoltata.

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Se ci si ferma come giusto fare alla Parreirinha, nel programma della serata capita di ascoltare una voce molto potente ed educata, quella di Pedro Lisboa. Il suo giro di fado è interessante perché alterna la tradizione più consumata a brani recenti. Pedro è una persona assolutamente fantastica, il suo sorriso contagia tutto il locale, ma soprattutto espande la gloria di Argentina oltre le pareti di questo stupendo angolo di Alfama. E’ bellissimo chiacchierare con musicisti e artisti in attesa del loro turno, fuori dalla porta che dà su Beco do Espirito Santo. In qualsiasi stagione, una sigaretta da traspirare all’aria aperta è quasi un tocco di salute, certo da non copiare. Poi si torno nel locale, dove Pedro fa anche da padrone di casa annunciando i cantanti e le cantanti che si esbiscono. Poi il suo turno: ed è sempre una gioia.

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Un fratello d’arte che è qualcosa di più: produttore, consigliere, cantante lui stesso e non certo di minore importanza, anche se ben meno conosciuto soprattutto all’estero. Helder Moutinho non vive con l’ombra ingombrante di Camanè sulle spalle. Tutt’altro. E’ molto sereno, divertente, capace di elettrizzare durante una serata con amici o davanti alle telecamere della tv o nei concerti. Esorcizza il fratello star con la compagnia degli amici, con le belle serate di baccalà e musica. Ho avuto la fortuna di passarne una di queste in un locale molto suggestivo di Rua dos Remedios, una strada molto elegante dell’Alfama. La “Mesa dos Frades”, il refettorio dei frati, era rimasto aperto per noi, in pratica. Mandati via gli ultimi avventori, il titolare aveva ospitato i suoi amici fadisti e io mi trovavo con loro. Alle quattro del mattina eravamo ancora intenti ai giri di fado e di cataplana e non so quale delle due cose era la migliore: di certo, era un fado allegro, perché il Monte Velho era scorso a fiumi. Grazie Helder, alla prossima!

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Ma torniamo, per concludere questo nostro incontro coi fadisti, alla Parreirinha. Luis Tomar è un tipo particolare. Come dice il nome viene dalla splendida cittadina dove si trova il Convento da Ordem de Cristo, meraviglia assoluta del Portogallo e non solo. Poi si esibisce da solo, accompagnandosi con la sua chitarra classica e camminando fra i tavoli sotto le volte dell’Alfama, rivolgendo a ogni persona un sorriso e una dedica e ricevendo in cambio sorrisi e applausi. E’ l’isolo dei turisti, soprattutto anglosassoni, perché esegue i fado e le ballate popolari portoghesi con un piglio sicuro e con un balanço tutto particolare, non nella tradizione, ma privilegiando i testi che parlano di amore per Lisbona, il fado, l’Alfama. Un approccio diverso, ma ch serve a interessare ancora di più e intriga anche i più sospettosi. E il coro che nasce spontaneo su “Lisboa menina e moça” vale un giro in più di porto tinto.

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