A cena con E&TCIo amo i corsi serali, quelli organizzati per i più grandi, per i cosiddetti adulti. Nel corso degli anni mi hanno permesso di approfondire diversi argomenti che già erano di mio interesse e mi hanno consentito, costantemente, di conoscere persone con cui stringere delle inaspettate amicizie. E sì, è più facile trovare in questi ambiti uomini e donne che hanno i tuoi stessi gusti e interessi e così lo scambio di informazioni diviene naturale e immediato.
E succede così che conosci Elisa e dopo il primo corso di spagnolo ne segue un secondo e l’amicizia si consolida. Poi lei si sposa e ti invita al suo matrimonio. Incontro Alessandro, dopo tanto tempo che ci eravamo persi di vista, ma lui è cambiato. Forse anche io lo sono. E perderlo di nuovo non fa poi così male come un tempo.

Con Silvia ci vediamo ancora nonostante siano passati diversi anni. Condividiamo una sensibilità forse regalataci dallo stesso segno zodiacale: i Pesci. Con il marito invece condivido la passione per il Prosecco di Valdobbiadene.
Poi, ad un corso di fotografia, mi capita di sedermi ogni volta al fianco di Licia, che ha un fidanzato da qualche parte del mondo, e finisce che mi innamoro di lei. Ma un amore costruito con il fragile collante dei sensi di colpa non può volare troppo alto. E comunque, anche per un breve periodo, la sensazione che certe favole possano avverarsi mi rimane appiccicata addosso.

Ad uno degli ultimi corsi serali ho conosciuto Linda, una bella signora dai modi gentili e dal sorriso rassicurante. Non so quanti anni abbia, non me lo chiedo, forse è una mamma meravigliosa. Anche perché nelle rare pause del corso ci scambiamo pareri ed informazioni sulle reciproche letture. E così con una buona dose di complicità le rivelo che ho letto Cecità di Saramago e che mi ha entusiasmato. Lei mi parla estasiata del suo amore per David Foster Wallace e io mi mostro concorde. Forse perché non voglio deluderla, ma l’unico libro di Wallace che ho acquistato, una raccolta di racconti dall’esemplare titolo “Oblio”, l’ho lasciato in un appartamento di Akumal, in Messico, sperando di averlo così iniziato ad un vorticoso “book crossing”.

Poi un bel giorno il ciclo di 8 lezioni giunge al termine e si decide di rivedersi una nona volta per una cena di fine corso. Anche per conoscersi un po’ meglio. Succede così che a tavola, oltre alla incantevole Valentina che mi sta di fronte, al mio fianco si siede Linda. E così tra un bicchiere di Rosso Piceno e un Lacrima, dalla letteratura si passa alla musica, transitando brevemente per la politica. Non so bene il perché, ma in questo settore non mi aspetto di poter trovare grossi punti in comune con Linda. Al massimo  tenterà di stupirmi citandomi l’ultimo disco di Allevi, penso tra me, forse arriverà a sorprendermi dicendo che adora Sarah Vaughan o conosce Anita O’Day perchè una cara amica le ha masterizzato il CD.

Invece mi spiazza completamente ed esordisce affermando che da poco ha assistito ad uno dei concerti più belli degli ultimi anni. E’ andata a vedere ed ascoltare gli Arcade Fire, canadesi, una delle band più interessanti di tutto il bestiario musicale internazionale. Un’unica data  in Italia, pure io ci avevo fatto più di un pensiero, ma le finanze in quei giorni erano tutt’altro che floride e ho dovuto passare. Il Vu-meter che internamente regola la mia ammirazione e la stima per questa donna è già salita ai livelli di guardia e ora viaggia regolarmente sul rosso.
Così passiamo l’intera ora successiva a parlare di concerti e dischi del 2010 appena lasciato alle spalle. Dimenticandoci di esser a tavola con altre 12 persone ci perdiamo nelle avventure di concerto memorabili e nei luminosi ricordi delle emozioni suscitate da un disco.
Alla fine della cena strappo un lembo da un tovagliolo di TNT e le chiedo di scrivermi alcuni titoli. Almeno 5 album che  l’hanno colpita nel corso dei 12 mesi ormai trascorsi.

E&TCLei ci pensa su e si mette a scrivere decisa; poi mi porge il foglio e vedo che riporta almeno 7/8 titoli. Tra gli altri scorgo Mumford and Sons, Bombay Bicycle Club, National, Fleet Foxes, oltre ovviamente ai comuni amici Arcade Fire. Ma al primo posto campeggia una sigla, E&TC, e io, lo ammetto, lì per lì non capisco assolutamente cosa voglia dire. Chiedo di essere illuminato. La mia nuova amica non solo non mi ha parlato di Allevi, ma ora mi rimprovera benevolemnte di aver trascurato uno dei più bei dischi dell’anno passato.
In vetta a questa lista, la voglio mostrare anche a voi, c’è questa sigla: E&TC.
Sta per Erland and the Carnival. Un altro amore è sbocciato ad un corso serale.
Intanto godeteveli, magari in un’altra occasione vi spiegherò chi sono. Forse.

[youtube 0t5ed2oqAsU 520]

NdA. I fatti e le circostanze sono reali; i nomi dei personaggi, per ovvie ragioni, sono fittizi.

0 0 votes
Article Rating
Notifiche
Notificami
guest
3 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments
Silvia
Silvia
5 Marzo 2011 19:34

GRAZIE!!!!! veramente grazie, è un piacere essere citata in uno dei tuoi meravigliosi scritti, complimenti! …e poi….come non credere, anche se solo per pochi istanti, che le favole non possono avverarsi………. il gusto della vita è lì, altrimenti svanirebbe il lusso di fantasticare ….che contraddistingue noi eterni e sensibili sognatori………..bye xxx La pesciolina!

Mariangela Lecci
4 Marzo 2011 11:55

Continuo a dire che i racconti di Gianca sono troppo belli!

federico tamburini
federico tamburini
3 Marzo 2011 18:38

E io che mi credevo che per rimorchiare si dovesse ancora andare a far lo scemo in discoteca! I corsi serali, i corsi serali!! Ottimo Gianca, come sempre!