Cerro Alegre - 27 febbraio 2010

Cerro Alegre – 27 febbraio 2010, ore 3:30. Andrea si sveglia con un frastuono inaudito. Capisce subito che questa volta madre natura l’ha fatta grossa. Scendere le scale è impossibile, cambiano continuamente forma. Per strada tantissime persone ma nemmeno un sorriso. La tensione si taglia col coltello. Delle grida in lontananza invitano gli abitanti a spegnere il gas nelle rispettive case. Il primo pensiero nonché la prima telefonata di Andrea vanno alla lontana famiglia che vive a Concepción. Ma è troppo tardi, le linee telefoniche sono collassate in tutto il Cile. E poi quella città già non esiste più.

Nel frattempo, a Curauma, Josué sta cercando di spiegarsi perchè si è svegliato nel pavimento di camera sua quando nota il giardino retrostante, quello delle mille grigliate con gli amici, ridotto a un cumulo di pietre. Antonio, invece, non si accorge di nulla. È in macchina, sta tornando dal lavoro. Sente un rombo in lontananza ma è troppo stanco per preoccuparsi. Arrivato a casa trova il garage completamente raso al suolo. Il quadro della disgrazia inizia a prendere forma. Il Cile piange disperato. Per l’ennesima volta è tutto da rifare.

Penco, Tome e Cobquecura

Gli abitanti di Penco, Tome e Cobquecura per la prima volta si svegliano tutti assieme. Non sono momenti facili, ma c’è stato di peggio. Il mare s’è ritirato di ben trecento metri. Un immenso banco di sabbia bagnata si estende davanti ai loro occhi. Centinaia di pseudo-audaci s’avventurano nel pantano senza pensarci due volte. Pescare frutti di mare non è mai stato così facile. Sono a terra, in fin di vita, pronti solo per essere cucinati. All’improvviso una sirena irrompe nel silenzio mattutino: il mare sta tornando, più forte di prima. Non lascerá scampo a nessuno. Inizia una sfrenata corsa verso la montagna. Il panettiere supera il benzinaio, la maestra prende il vantaggio sulla suora, la jeep del sindaco saluta il popolo e se ne va in testa. Si conoscono tutti, ma chissá se si rivedranno ancora. Non c’è momento migliore per rimpiangere di non aver smesso di fumare. Tutto passa per la testa, entra ed esce veloce. Ma non così veloce come il mare. Addio mondo infame.

I tre villaggi a nord di Concepción vengono letteralmente spazzati via. Chi per primo è partito, per ultimo può ora salutare i tempi migliori. Dalla cima di una montagna, la stessa in cui si faceva all’amore da ragazzi. È tutto finito. Il 27 febbraio 2010 è appena iniziato ma è già nella storia.

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