Progetto Civis BolognaLa puntata di Report di domenica scorsa ha messo in subbuglio la città di Bologna. La domanda era: come sta la città che nel dopoguerra si è fatta modello ideale di virtuosa amministrazione? La risposta è stata impietosa, due ore di racconto della gestione autolesionistica di una città che va ben al di là della mera e inadeguata azione politica, arrivando ad interessare la proprietà della squadra di calcio quanto la gestione del palazzo di giustizia, per non parlare degli ultimi sindaci, dal Delbono seduttore-viaggiatore a spese nostre al Guazzaloca che… vedremo dopo.

Gran parte delle polemiche accese dalla trasmissione televisiva vertono sul famigerato Civis, un progetto assurdo di autobus a “lettura ottica” (vuol dire guidato da un telecamera che riconosce una striscia bianca e la segue) finanziato dallo Stato con 300 milioni di euro ai tempi del primo e unico sindaco di destra della storia, Guazzaloca.

I giornalisti della Gabanelli hanno fatto una cosa semplicissima, sono andati a Clermont Ferrand, altra città in cui era stato preso in esame il mezzo, e ascoltato i motivi per cui era stato scartato: inaffidabile, insicuro, pesantissimo, costoso. Il cittadino qualunque ha così scoperto le magagne che i politici avrebbero dovuto denunciare, mentre la città è un cantiere aperto con gravi danni per le attività commerciali e la circolazione per rifare le arterie in cui dovrebbe passare l’enorme aggeggio inaffidabile.

Non solo, mentre a Clermont Ferrand ne hanno comprati due e lasciati a marcire ingloriosamente, a Bologna ne hanno già acquistati 49, già consegnati, per i quali si spendono già soldi per la mera manutenzione. Da fermi.
A proposito di soldi, i mezzi costano un milione e ottocentomila euro. Ognuno.
Abbiamo assistito così alla definitiva tumulazione della vulgata locale che voleva l’immagine dell’unico sindaco di destra, Guazzaloca, ammantata di paciosa saggezza amministrativa e intatta moralità. Guazzaloca venne ben presto nominato ad un ruolo di prestigio e lauto stipendio di una società vicina a quella che aveva venduto il Civis all’amministrazione bolognese. Sicuramente un caso. Fatto sta che quando il giornalista gli ha chiesto di spiegare lui si è alzato e se ne è andato.

Ciò non mette in miglior luce gli altri candidati alle prossime elezioni – la città è commissariata da due anni – perché oggi Merola, il candidato in pectore del PD, afferma che in caso di elezione farà di tutto per cancellare il progetto Civis. Vien da chiedersi: cosa avevano da dire lui e tutti i politici bolognesi e attuali candidati PRIMA della messa in onda di Report?

L’aspetto più beffardo di questo pantano emiliano è che ogni giorno sembra accadere qualcosa che lo allaga sempre più. Due giorni fa Marco Di Vaio campione simbolo della squadra era stato insignito di una onorificenza civile, il “Nettuno d’oro” per il suo ruolo e valori… oggi esce la notizia che 8 giocatori del Bologna sono coinvolti in una inchiesta per aver usato dei pass per disabili per girare in auto in centro. Fra questi giocatori, indovinate chi c’è?

Pereira

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