Continua l’avventura di Andrea Marzi e Fausto Mesolella come Don Chisciotte e Sancho Panza all’avventura in terra di Spagna
di Andrea Marzi da un’idea e a cura di Federico Tamburini
Leggi anche “Diario dei mulini a vento [Parte 1]“
8 aprile
Ore 9 – Sancho deve lasciare Don Chisciotte, un aereo parte fra poco. Era previsto, domani suona a Napoli dove accompagnerà Raiz (ex Almamegretta). Peccato, è stato bello. Un bacio a tutti. Spero che non passino degli anni prima di rivedervi.
Stamane prove per il concerto di domani, omaggio a un’artista, Marisa Sannia, che in Italia è conosciuta solo per la prima parte della sua carriera, quella di pop star ante litteram negli anni ’60 e ’70. Poi si dedicò alle canzoni in lingua sarda con ottimi esiti artistici. La cosa è più conosciuta in Catalogna che in Italia. Buffo, eh?

Nella foto si possono vagamente riconoscere alcuni dei miei compagni di quello che sarà il concerto di domani: le cantanti sono Ester Formosa, importante figura della scena musicale catalana ed Elena Ledda, vincitrice in Italia del Premio Tenco. Già non è una cosa facile vincerlo, farlo cantando musica sarda poi… Hanno voci bellissime. Altro onore per me. Hanno partecipato altri ottimi musicisti, li voglio nominare tutti perché in due giorni si è creato veramente un bel clima: Marco Piras, Giuseppe Fadda, Maurici Villavecchia, Mathew Simon, Horacio Fumero.
Alle 13 l’organizzazione del Festival ci viene a prendere col pulmino. Si va alla conferenza stampa in un bel ristorante del centro, a pranzo con una decina giornalisti… mi intervista anche la radio nazionale spagnola. Si finisce a parlare di Italia. Ahi. Indovinate di chi ho parlato?
Intervista – parte 1: [audio:intervista-marzi-pilar-1.mp3]
Intervista – parte 2: [audio:intervista-marzi-pilar-2.mp3]
Intervista – parte 3: [audio:intervista-marzi-pilar-3.mp3]
A proposito del Festival, va detto che questo signore, Pere Camps, il direttore, mi ha fatto subito una grande impressione.
Dirige una macchina da guerra che è un po’ il Premio Tenco della Catalogna, solo che… se volete fare le proporzioni, qui si parla di un cartellone di 2 mesi e mezzo con 120 concerti. Soltanto per pubblicizzare il concerto di domani sono stati diffusi 1000 cd con l’intestazione del Festival, con quattro brani di Marisa. Rendo l’idea? Noi abbiamo Sandro Bondi ministro della cultura, appena dimesso. Il paragone è crudele.
Ore 17 – Siamo di nuovo in teatro a provare, la giornata finirà alle 23 a cena in albergo con Elena, Mirella, Marco Piras e Giuseppe Fadda, già partner artistici di Marisa.
Siamo stanchissimi. Eh, cosa vuoi che sia? quanto la fai lunga per cantare una canzoncina…
Prova tu.
Quello che si vede dal palco è questa bella platea, tutta rossa. Pare che domani sarà piena.

9 aprile
Oggi è il giorno del concerto più importante dal punto di vista mediatico. Dopo la mega conferenza stampa di ieri, questa mattina ne parlavano tutti i giornali. Ancora una email di Tamburini… vuol sapere delle emozioni? Stamattina ho cercato di distrarmi per evitare di accartocciarmi in uno stress inutile – e ci sono anche riuscito. In compagnia di altri musicisti che suoneranno nello spettacolo, ho visitato Casa Batllò di Gaudì.

“Io sono un comignolo. E voi? Voi cosa sapete fare? ”
Tetto di Casa Battlò di Antoni Gaudì, genio.
Avevo voglia di concentrarmi e di fare le ultime rifiniture dello spettacolo, così all’una presi un taxi e me ne tornai in albergo. Posso anche far finta di niente ma non è che la radio nazionale spagnola mi intervisti tutti i giorni in vista di un concerto, e quel concerto è fra poche ore. Mi hanno detto che ci saranno anche riprese tv con tre telecamere. Era meglio se non lo sapevo.
Comunque mi sento abbastanza pronto. Peccato che questo non tolga quel sentimento di attesa – indeterminato, indescrivibile e capace di prendere molte forme – che riassumerei sotto l’etichetta di ‘fifa’.
Scaletta dello spettacolo

Fra poco si va in scena, meglio scattare una foto per il diario di Radio Pereira.
Pera Camps, il direttore del Festival, sta introducendo la serata e spiega il ruolo delle “lingue minoritarie” per garantire e conservare la ricchezza culturale in Europa e nel Mediterraneo, una sorta di resistenza all’omologazione dell’anglofonia e al rischio di monocultura. Esiste una “bio-diversità” anche nelle lingue e va protetta, sembra dire Pera. Sono più che d’accordo.
Per la serie “Camerini x Tamburini”, ecco quello del Teatre Joventut, Hospitalet, Barcelona, Festival Barnasants.

David Escamilla, giornalista e scrittore, mi sta presentando – molto bene devo dire – sottolineando la figura del poeta altre che del cantate-autore. Basta che non mi si chiami chitarrista…
Scusate, devo andare.
Quando mi invitarono, non mi aspettavo molto da questo concerto, dovevo fare “solo” due brani voce e chitarra e un terzo, quello finale del memorial, insieme agli altri 7 musicisti.
Mi sbagliavo, è stato molto bello ed emozionante partecipare, addirittura ho avuto il privilegio, con il mio recitativo finale,
di guidare l’impatto di voci e orchestra all’acme finale. Una goduria. Pienamente condivisa dal pubblico a giudicare dagli applausi. Il momento è proprio questo
“…ho visto una donna / sola cantare!”
Bis, chiede il pubblico.
Avevamo preparato “Duerme”, da fare tutti insieme, per il bis. E’ una bellissima canzone scritta da Marisa Sannia in catalano con le parole di una poesia di Federico Garcia Lorca, non so se rendo.
Credo che non siamo stati impeccabili – soprattutto io – nell’esecuzione del bis, ma nello spettacolo c’erano immagini toccanti ed eravamo molto coinvolti.
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Alla fine nel retropalco mi ha raggiunto Pera Camps. Uomo tostissimo, grande sensibilità artistica e lucida visione d’insieme. E una feroce determinazione nel considerare la cultura come la più potente macchina per combattere qualunquismo e populismo. Da invidiare. Per dare un’idea dell’importanza politica e culturale che qui si attribuisce al lavoro degli artisti, questa è la copertina dell’allegato di una rivista, dedicato al Festival Barnasants, leggete la scritta sulla chitarra…

Dopo i complimenti di prassi Pera mi parla dei progetti del festival per i prossimi anni. Mi sembra che dica che io faccia parte di questi piani per l’anno o gli anni prossimi. Si, ho capito bene. Guai a chi mi dà un pizzicotto.
Per sicurezza chiederò conferme a Yanni. Già… Yanni, il manager, Yanni Munujos. E’ grazie a lui e a Laura Magrinyà, se oggi sono qui e anche a Paolo De Bernardin che mi invitò all’omaggio a Marisa di Ulassai di due anni fa.
Ehi, c’è una cosa che ho da dirvi: GRAZIE.
10 aprile
Ore 02,30 – Ciao Barcellona, mi hai dato molto, spero di rivederti presto.
Tuo Don Chisciotte.


E’ bello condividere la propria vita ricca di emozioni,arte e tante belle amicizie con noi…
Grazie Andrea…
P.S.a proposito:io, a quel Sancho Panza lì….l’ho visto al suo ritorno in concerto con Raiz 🙂
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Bravo Andrea !
Complimenti davvero!
Pesaro in Catalogna grazie a te!
Quando Federico Tamburini mi ha chiesto di tenere il diario non avrei immaginato di riceve tanta qualità della condivisione e affetto, vi ringrazio davvero tutti, tanto.
Andrea
Il tuo viaggio contraddistinto da diverse meraviglie, alcune avventure e forti emozioni è stato molto toccante. Grazie. c.m.
Andrea e’ un vero un piacere condividere questa tua esperienza in terra di Catalogna. leggendo questo resoconto traspare veramente l’unicita’ dell’esperienza e la fortuna di poterla condividere con musici di tal calibro ….touche’ …tanto di cappello
e in conclusione di tutto cio ,mi esce una riflessione : l’importanza nell’esistenza di ognuno di noi di poter coltivare un sogno e una passione con orgoglio e ostinazione
penso che potendo e’ una occasione che ognuno di noi si deve dare… grazie
carissimo Andrea, leggerti è stato emozionante – questi due diari sono troppo pieni, pieni di magie e amicizie, di vita pura e applicata.. grazie di averli mandati,
mi sono divertita tantissimo anche a guardare le foto, è una figata vederti nel camerino, e vedere i luoghi di Barcellona così profondamente tagliati dallo sguardo di un giorno e di un momento: grazie. f.c.
Avrei voluto esserci! Ciao