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Berlusconi è scomparso

Berlusconi è scomparsoDa ieri sera non si hanno notizie certe circa la presenza di Berlusconi nel paese.

Pare che fosse incredulo e sconvolto dai risultati elettorali: “Milano in mano agli estremisti” avrebbe sussurrato con una smorfia di sdegno. Ma non ha mica vinto la Moratti…

La scomparsa del capo del governo – lui che ci aveva abituato a vedere la sua faccia a tv unificate per giorni, in queste occasioni – ha nel frattempo dato luogo ad una ridda di voci. Alcuni lo segnalano nei sotterranei di Arcore, da solo, nella palestra di danza davanti alla parete a specchio, intento a raccontarsi barzellette nel tentativo di farsi ridere con risultati opposti che aggravano il già cupo umore.

Berlusconi in LibiaAltri lo danno scappato in Libia – nessuna olgettina al seguito – a baciare la mano di Gheddafi in segno di deferenza nella speranza che lo tenga con se nel luogo più sicuro del mondo:
gli scantinati dell’albergo di Tripoli che ospita la stampa straniera.

Berlusconi nella dacia di PutinE’ stato infine segnalata la sua presenza in una dacia della campagna moscovita in compagnia di Putin, fatto di vodka e viagra, con un decimetro in mano intento a misurarselo in gara con l’amico. Pare che il decimetro sia più che sufficiente. La cosa avrebbe avuto – di nuovo – pessime ripercussioni sull’umore di quest’uomo straordinario a cui tutti vogliamo molto bene e il cui declino – fosse vero – molto ci rattristerebbe.

Pereira

Pereira

348 articoli su Radio Pereira. <a href="https://radiopereira.it/io-sono-pereira/"><strong>Della prima parte della mia vita</strong></a>, molti di voi già sapranno grazie ad Antonio Tabucchi, della seconda invece pochi sanno. Per carità, non che ci sia molto da dire ma visto che i ragazzi della redazione insistono... Venni qui dopo un lungo peregrinare da un paese all’altro, fuggendo da quel paese senza libertà che era diventato il mio paese, il Portogallo, negli anni ‘30. Arrivai subito dopo la guerra e mi trovai così bene da decidere di rimanere. La gente allora era accogliente, nel paese si respirava – grazie al clima di dopoguerra – una voglia straordinaria di fare, di ricostruire e anche io diedi il contributo. Oggi si direbbe che lo diedi da “straniero”, da “migrante”. Ma ero poi così straniero, cioè “estraneo” a questo paese? forse no, visto che sono ancora qui e considero questo paese come l’altra mia patria. <a href="https://rp.liberstudio.com/2008/07/25/il-cantante-vasco-e-la-questione-dell%E2%80%99identita/"><strong>Vedi anche questo post</strong></a>

3 commenti

  1. Ma come, nn eravamo tutti rincoglioniti dalla tv di berlusconi? le nostre menti nn erano addormentate dal dittatore o dal sultano e ke eravamo sotto una dittatura? Poi si scopre d’improvviso ke vince il centro sinistra e allora come d’incanto si torna alla realta’cioè ke in Italia esiste una democrazia dove il popolo ogni qual volta ke è kiamato a votare, esprime liberamente il proprio consenso. Senza tirare in ballo tante scusanti.

  2. Mi chiedo perché chiedersi dove sia, perché immaginarselo chissà dove….perché non ci godiamo semplicemente questo silenzio!!? 🙂

  3. “Pare che il decimetro sia più che sufficiente”.

    Voglio dire, SUL SERIO?!?

    Aridatece’r Gabibbo, per favore.