Confesso: ero pieno di speranze ma non avrei scommesso grosse cifre sulla vittoria del SI.
Felice di essermi sbagliato e rassicurato nei miei timori da un’Italia di cui si erano perdute le tracce, chiedo scusa per la scarsa fiducia che ho avuto.
E ringrazio di cuore tutti quelli che mi hanno improvvisamente portato in un paese più civile.
Il risultato è clamoroso, nessuno aveva previsto niente del genere e i risvolti politici sono inevitabili. Anche se tutti i partiti avevano cantato in coro che il referendum andava preso solo nel merito, a due settimane dalle elezioni di Napoli e Milano, trasformate in “politiche” dallo stesso B. quasi 30 milioni di italiani sono andati a votare per cancellare tre leggi – campioni di arroganza – del governo – idem – fra cui quella dell’impunità garantita a Berlusconi. Vale la pena di ricordare che questo governo è stato messo in sella con il voto favorevole di soli 17 milioni di persone. E’ un messaggio difficilmente eludibile di cosa pensa la maggioranza delle persone su un modo di governare facendosi gli affari propri.
Senz’altro il fatto che fossero in gioco beni primari come acqua, energia, parità e giustizia ha favorito lo smarcamento del 19% degli elettori del PDL e del 51% di quelli della Lega, invitati a fare altro, che sono invece andati a fare la coda al seggio. La differenza è interessante, parla di un elettorato, quello leghista molto meno inginocchiato e capace di pensare con la propria testa (o pancia, ma comunque con qualcosa di proprio).
A margine, ma non poco importante, va detto che il protagonista inaspettato di questa consultazione è stato il web, con FB e Twitter e il ruolo di tam tam che questi mezzi hanno avuto nel moltiplicare i messaggi e surrogare i contenuti informativi in merito alla consultazione, mai tanto deficitari nella informazione televisiva.
Questa volta chi pensava di manipolare il voto con la tv (silenziata ad hoc) ha sbagliato. Incidentalmente, si tratta della stessa persona che in qualità di Presidente del Consiglio si era fatto vanto di non andare a votare, invitando implicitamente i cittadini-elettori-spettatori a non esercitare un diritto.
Ora paghi pegno.
Sipario per una maschera stanca.
Pereira
D’accordissimo con Gaio e con Maurizio. Sulla tassazione il discorso è lungo, e probabilmente servirebbe davvero una riforma, anche se temo che quella pensata da Tremonti non vada proprio nella direzione da noi auspicata. A meno che il “socialismo” del Tremonti non torni fuori in maniera vigorosa…Comunque è vero, il paese va avanti, e si salva, solo se comincia a redistribuire il reddito, a normalizzare gli stipendi, a cancellare un pò di extra-redditi (con il referendum sull’acqua una piccola parte di questi cadrà…)e ad investire in ricerca, per creare nuovi posti di lavoro, in una vera rivoluzionaria green economy. Sulle diseguaglianze tra paesi di continenti diversi, sono ancora un pò pessimista…
Proprio vero Gaioing, sono perfettamente d’accordo con te.
Il problema dell’evasione fiscale nasce dalla assoluta mancanza di una vera culura economica della ns classe politica.
Facciamo un esempio su un aspetto particolare.
I nostri politici preferiscono la tassazione indiretta a quella diretta.
In campo energetico l’accise sul gas che compriamo dall’estero è,ad esempio, del 65% !
In questo modo il cittadino non è cosciente di ciò che accade alle sue finanze.
Ma anche le alte aliquote dell’IVA sono un metodo di tassazione indiretta al contribuente che, essendo l’ultimo anello della catena la dovrebbe pagare per tutti.
Qui il cittadino si fa un pò furbo e si
accorda con l’artigiano e il professionista creando così
le condizioni per una evasione dell’Irpef.
Il concetto da capire è che è meglio essere diretti e trasparenti coi cittadini e dire loro: ti tasso , meno che posso, per fare , coi tuoi soldi, questa azione economica precisa.
Dunque , aliquote IVA e IRPEF ridotte e lotta spietata all’ evasione e all’ elusione.
Al contrario il cittadino viene preferito come soggetto da non informare a che non deve partecipare al contesto decisionale.
In questo modo i furbi imperversano e gli ingenui vengono rapidamente rovinati e la casta dei politici fa quello che vuole e promette sempre le riforme senza mai portar le a termine.
@ Giuseppe Corraducci
Perdona la schiettezza, ma non ti si può leggere con quelle pseudo abbreviazioni che utilizzi continuamente.
Scrivi in inglese, o in qualsiasi altra lingua, ma fallo correttamente. E’ molto meglio, almeno impariamo qualche cosa, ma smetti di torturare l’italiano con quelle “k. Non sei dentro un sms, qui non si paga in base alla lunghezza dei concetti che esprimi e la nostra meravigliosa lingua davvero non merita di essere maltrattata in questo modo.
Per Ermete. Su quello nn ti do certamente torto. Era un discorso legato ai continui ed inauditi spreki dello stato, da qui ne segui’ la frase infelice di cui sopra. Ma è ingiustificabile cmq. Sul discorso di lotta all’evasione credo ke di qualsiasi colore sia il governo, rimarremo ancora delusi dal loro operato. Kiaramente saremmo tutti felici di essere smentiti. E’ una vergogna ke certi industriali o liberi professionisti dikiarino un reddito simile o appena superiore a quello di un loro dipendente, ne parlavo con un mio amico mobiliere. Con una naturalezza disarmante m ha detto ke nn dikiara circa il 40% dei suoi guadagni, aggiungendo ke fan tutti così, è considerata una cosa normale. Mentre il lavoratore dipendente le tasse le paga tutte, al 100%. Complimenti.
@giuseppe corraducci
nn ti viene mai il dubb che se in Italia l’evasione fiscale è ancora così alta la cosa sia dovuta al fatto che negli ultimi 20ann ha governato uno che che diceva che non pagare le tasse era legittimo?
Per Giuseppe
credo anche io che la questione dell’ evasione fiscale sia uno dei problemi più acuti del nostro paese. E certamente risale ad un aspetto culturale antropologico. E non fa bene avere un primo ministro che dice che non pagare le tasse è giusto. Però credo che se non si creano condizioni complessive la lotta all’ evasione sia molto difficile. Se non si ha una proposta economica complessiva in cui la politica fiscale sia ben distribuita allora la lotta sarebbe esclusivamente di tipo persecutorio e come sempre tutto ciò che è perseguito è più difficile da combattere, vedi ultime dichiarazioni di agenzia ONU sulla droga
maurizio
Per f.tamburini. Sicuramente il potere mediatico influisce, ma nn è decisivo. Lo prova il fatto ke la sx è riuscita a battere berlusconi ben 2volte, senza contare le ultime elzioni piu’ il referendum. Quindi gli italiani, qdo è ora, sanno guardare ai fatti senza farsi abbindolare piu’ di tanto.
Per Maurizio. l’idea di chiamare tutti i partiti, le forze sociali, i cittadini per discutere dei problemi del paese, è senza dubbio un idea nobile, ma aime’credo poco realistica perkè poi in Italia ki vince detta le regole e nei centri di potere ci mette i propri uomini.Oltre ai tre punti ke hai elencato e ke condivido ne aggiungerei un altro; la lotta all’evasione fiscale. Una vera e propria piaga sociale, perkè è a livelli altissimi, come aggravante ci aggiungo ke rispetto a questo, è del tutto assente un’etica sociale. L’evasione fiscale viene vista come un peccato veniale e lo stato è il ladro di turno ke si vuole impadronire del salario dei cittadini. I continui condoni e le pene irrisorie (nn come negli usa o in francia dove c’è la galera)nn aiutano certo a cambiare lo stato delle cose.
E due!!!! Vediamo di fare il punto. In questo mese quel che è successo a mio parere è che la gente ha deciso di mandare un segnale molto forte per dire basta alla politica urlata, fatta di disprezzo verso chi la pensa diversamente. La politica tutta autoreferenziale che è una guerra tra bande e che legittima gli interessi particolari e di pochi verso quelli più generali. Insomma la richiesta di cambiare il modo di fare politica e di mettere in primo piano i problemi che assillano la maggioranza e non quelli particolari. Ha vinto la sinistra? Ripeto quel che ho detto in passato ha perso questa destra così incartata nei personalismi e nei giochetti di potere e poco attenta ai problemi. Ricordiamoci che fino a poco tempo fa la crisi non c’era, che si era già fuori dalla crisi, che bisognava essere ottimisti e consumare. La gente ha visto sulla propria pelle e su quella dei propri figli che invece la situazione è seria. Ed allora la risposta di fare la riforma fiscale, quale slogan elettorale, separata da una ben chiara politica economica, ci dice che ancor oggi questa destra pensa che la politica sia sottogoverno, affarismo, particolarismo e che le persone si possono comprare. Ha vinto la voglia di cambiare. La sinistra ha partecipato e per la prima volta da molto tempo ha saputo essere parte di un processo. Ma non ha vinto. Anche perchè cosa è oggi la sinistra? per molti è la caricatura che ne fa la destra che la dipinge come la sinistra dell’ inizio del 900. Per altri è un entità che si fa vedere più per la capacità di litigare che di confrontarsi e di essere propositiva.
Allora io penso che oggi si dovrebbe avere il coraggio di identificare tre o quattro grandi problemi prioritari, elaborare un piano sul che fare e chiamare tutti i partiti, le forze sociali e i cittadini a discuterne. E voglio essere provocatorio, quando dico tutti i partiti dico anche PDL e per di più senza neanche la condizione che non ci sia Berlusconi. So già le critiche ma Berlusconi oramai è nella fase finale e certamente in una qualunque discussione gli aspetti di leggi ad personam e di conflitto di interesse sarebbero comunque evidenti. Ma se non si coglie questo momento in cui cercare di dare una nuova forma all’ attività politica rimaniamo al problema se la sinistra deve parlare con il centro oppure fare da sè. Il momento è estremamente difficile e nuovo e non credo che nessuno abbia la risposta su che fare.
Per me tre sono i grandi problemi su cui elaborare un piano e chiamare a discutere, ricordiamo che il web può essere uno strumento essenziale come dimostra l’ esito del referendum.
1) lotta alle diseguaglianze che si articola a livello di paesi sviluppati, in via di sviluppo e tra paesi. E questo tema non è solo un tema di giustizia sociale ma in realtà è un tema essenziale per riprendere uno sviluppo può omogeneo e che permetta a tutti, anche a chi sta già bene, di stare meglio. Ho già detto in passato che esistono dati molto forti che dimostrano come i paesi ove le diseguaglianze sono minori tutti stanno meglio, anche chi si ritiene in una condizione privilegiata.
2) lotta per il lavoro. Questo ancora una volta è molto diverso se si parla di società sviluppate o in via di sviluppo. Nella nostra società una lotta per il lavoro di per sè ha poco significato. Il lavoro deve essere remunerato a sufficienza e deve tenere conto dei diritti. Ricordo che nei paesi sviluppati il valore medio dei salari, includendo quello dei colletti bianchi, è equivalente a quello degli anni 70, considerando l’ inflazione. Dunque una redistribuzione del valore aggiunto è necessario alla luce del punto 1, la diseguaglianza. Questo permetterebbe anche di incrementare il consumo interno con margini di ripresa economica. Allo stesso tempo nei paesi sottosviluppati sarà importante introdurre tutta una serie di diritti che oggi sono presenti nei nostri paesi
3)Innovazione. Il futuro si baserà sempre più sulla capacità di trasformare la conoscenza in nuovi modi di sviluppare il mondo. Ed in modo sempre più ecologicamente compatibile. Le energie rinnovabili, la diffusione della conoscenza attraverso strumenti informatici,l’ effecienza dei sistemi atttraverso l’ analisi della moltitudine di dati che oggi si accumulano e che vengono tralasciati. Ed allora paesi avanzati dovrebbere puntare su questi aspetti e dare l’ opportunità a paesi in via di sviluppo di produrre quei beni che è conveniente produrre in quei luoghi. Togliamo le barriere doganali ai prodotti della terra, ripensiamo a come si possa armonizzare il rapporto tra consumatori e produttori. Ripensiamo a come si struttura il mercato del lavoro consapevoli che il profitto è un elemento importante ma non è il fine ultimo.
Dunque un programma anche radicale ma capace di essere la base di confronto senza pregiudizi e consapevoli che le mediazioni saranno necessarie ma che vanno fatte alla luce del sole e non con giochetti si sotto banco
maurizio
Per giuseppe: in ordine sparso. Sapere che il 43% degli italiani, su temi fondamentali come giustizia, acqua, nucleare non si sia pronunciato, se ne sia fregato e nella maggior parte dei casi non abbia e non gli interessi avere un’opinione critica mette i brividi. Degli italiani c’è da aver paura. Certo è però che il vento è cambiato. E il vento è cambiato anche perché Berlusconi non è più credibile, soprattutto da un punto di vista mediatico; si è clamorosamente sputtanato (vedi Milano) facendo e facendo condurre una campagna elettorale vergognosa: “puoi far fesso qualcuno tutte le volte, tutti qualche volta, ma non puoi fare fessi tutti, tutte le volte.” E comunque, Giuseppe, io sono convinto che senza il potere mediatico che lui ha avuto in tutti questi anni la sua parabola sarebbe finita molto tempo fa. Ma queste sono opinioni.
Da calcoli che hanno fatto, dicono che hanno votato circa 25 milioni di italiani, NESSUNA forza politica ne dx, ne sx, ne centro dispongono di questi numeri di elettorato, da qui si arguisce che il cittadino medio si è rotto letteralmente i cjapetz di essere trattato più o meno come se non esistesse ed hà dato chiare indicazioni di ciò che vuole o non vuole. Ma ciò sia a chi è al potere adesso che a chi gli succederà…….
Nella fattoria di Orwell, tutti gli animali erano uguali, eccetto alcuni che erano più uguali (i maialini, la classe dirigente) fino alla rivoluzione di tutte le specie………………….
Anke se sono sempre stato per il centro destra ho votato per il si. Pero’ prendo le distanze da tutti quelli ke vogliono strumentalizzare il referendum. Rispetto a quello ke tu scrivi, ma fa piacere notare con ke solerzia, si cambia opinione sugli italiani. Hai spesso scritto ke qsto è un paese rincoglionito dalle tv e giornali di Berlusconi, con la coneguenza(a tuo parere),ke le coscienze venivano continuamente addormentate o plasmate ad uso e consumo del cavaliere. Risultato, “questo paese nn cambiera’ mai”. Io ho sempre sostenuto ke gli italiani nn sono stupidi, sanno scegliere, anke perkè in tv e sui giornali si sentono tutte le campane. Questa è la democrazia, si vince e si perde così. Solo così. E nn trovando scuse patetike qdo le urne danno un responso contrario a quello sperato. O peggio ancora scendendo in piazza, incitando all’odio e aizzando le folle per kiedere di cacciare un premier, in maniera antidemocratica e anticostituzionale. Esistono le elezioni.