Unknown“E’ come il Gioco dell’Oca”, ha detto qualcuno. Con la rielezione di Napolitano a Capo dello Stato, i giocatori ripartono dal via. Ma non tutti, anzi uno solo: il PD (o quel che ne resta). Berlusconi incassa una vittoria immediata e insperata. Grillo mette in cassaforte qualche altro milione di voti e si prepara a diventare il primo partito (con largo margine) alle prossime elezioni. Bersani è il solo sconfitto, sul fronte interno e su quello del confronto con le altre forze politiche.images La sua credibilità personale è a zero e non si possono nutrire grandi illusioni sul suo futuro politico.
Ma cos’è successo?
Vale la pena di un veloce riassunto dal vertice di osservazione delle dinamiche tra generazioni.

Una premessa: sebbene il “vecchio” e il “nuovo” coincidano in parte con i soggetti anagraficamente “anziani” o “giovani”, la dinamica attualmente in atto è tra un ristretto numero di “inclusi” (che lo sono da così tanto tempo da sembrare quasi “reclusi”) e una larga parte di “esclusi” che da tempo, inascoltati, reclamano un rinnovamento ed una possibilità di ingresso.
Cominciò, già qualche anno addietro, Nanni Moretti. Ricordate? “Con questi dirigenti non vinceremo mai.” Affermò già undici anni fa.
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Poi ci furono i girotondi, il popolo viola, i comitati per i referendum (promossi da altri, non dal PD). Poi la vittoria dei candidati non direttamente sostenuti dal PD alle primarie (per la regione Puglia, per il Comune di Firenze, per quello di Cagliari, di Milano, di Napoli, ecc.). La vittoria ai referendum e alle amministrative furono vittorie “di sinistra”, ma non del centro-sinistra e si affermarono principalmente contro Berlusconi, ma anche in alternativa al Partito Democratico. Poi venne Grillo e si impadronì della bandiera dell’alternativa ad un sistema di governo (al centro come in periferia) che coinvolge anche il centro-sinistra.
Renzi, pur con contenuti politici più di destra, offrì al PD l’opportunità di un rinnovamento profondo, images-5se non subito negli uomini, almeno nei metodi e nelle sedi di discussione. Bersani colse l’occasione (non è dato sapere quanto volente e quanto nolente) e fu una piccola apoteosi di democrazia quale, in verità, non se ne aveva memoria all’interno di un partito politico italiano. Seguirono le primarie per la presentazione dei candidati alle elezioni, necessariamente affrettate dall’incalzare dei tempi stretti. E, nel complesso, si affermò un gruppo di “nuovi” candidati che potevano garantire il rinnovamento.
Qui Bersani pensò, evidentemente, che il suo compito di “grande traghettatore” fosse finito. Forse l’uomo non ne ha la tempra, forse nemmeno la volontà, essendo i suoi legami con la “vecchia” classe dirigente quasi legami di sangue. Mentre giurava che avrebbe “smacchiato il giaguaro”, manteneva un atteggiamento gattopardesco,images non indicava un tracciato politico preciso, obbiettivi concreti e dettagliati, alleanze possibili. Perché? Due le ragioni: una esterna, non voleva precludersi alcuna mossa per il dopo-elezioni che pensava di vincere, ma non sapeva con quanto margine; una interna, perché avrebbe dovuto scontrarsi con parti del proprio partito ed acquistare una leadership che evidentemente non gli era garantita dalla sola vittoria alle primarie.
In altre parole, si è “nascosto”, ha evitato lo scontro (e questo è già segno di debolezza). Questo suo “defilarsi”, sfuggire al confronto/scontro ha fatto si che non diventasse, anche simbolicamente, il “padre” di quel rinnovamento che pur aveva (volente o nolente) contribuito primariamente ad avviare. Non è diventato un genitore “sano” che combatte fino all’ultimo per l’affermazione della propria autorità e potere, ma che nel contempo vede con piacere i figli crescere e rafforzarsi nella consapevolezza che presto saranno loro a prendere il comando, ma che -pur nel loro essere altri da lui- essi sono la sua stessa continuazione, la sua eredità al mondo.
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Bersani, e con lui la classe dirigente del PD, non ha saputo ri-conoscere il nuovo come “famigliare” (e il nuovo non ha ri-conosciuto il proprio debito di discendenza). Eccolo allora trattare i “nuovi inclusi”dentro al partito nello stesso modo in cui aveva sempre trattato i vecchi ed ecco questi rispondere “non ci sto” (è quanto è successo con la candidatura 
Marini) dopo aver trattato il “nuovo” fuori dal partito come avrebbe trattato i vecchi partiti ed essere stato per questo sbeffeggiato.

images-3Dalle elezioni in poi, Bersani è parso come certi genitori di adolescenti problematici che dei loro figli dicono: “non li capisco più” e, nel migliore dei casi, chiedono ad uno specialista -insegnante, prete, terapeuta- il consiglio, la formula giusta su come si devono comportare. Allo stesso modo di questi genitori, ha assunto atteggiamenti falsamente amicali (un genitore è un genitore, non può essere l’amico dei figli), ha battuto i pugni sul tavolo rivendicando un’autorità che non gli veniva più riconosciuta, ha chiesto responsabilità senza riconoscere autonomia. Nel rapporto con questi “figli” politici ha completamente perso la bussola, è stato incoerente, non ha saputo distinguere le “ragazzate”, a volte le smargiassate, images-2inevitabili data l’età politica dei nuovi arrivati, dalle proposte serie e dai segnali di reale assunzione di responsabilità(quale è stata la candidatura al Quirinale di Rodotà, un ottantenne professore di specchiata onestà e coerenza già presidente del PDS). Ha sostanzialmente dimostrato di considerare i nuovi inclusi come degli intrusi. Confuso e indispettito (pare di sentirlo mormorare, proprio come quei genitori di cui sopra: “dopo tutto quello che ho fatto per te …”) è ritornato in seno alla “comunità dei vecchi” che con le manovre precedenti aveva tentato di spazzare via.
Ma, se i giovani sono irruenti, i vecchi sono vendicativi … e non gliel’hanno perdonata.
Addio, vecchio Bersani, ennesimo leader di sinistra che è rimasto affogato a metà di un cazzo di guado!
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Da domani ricomincia un’altra storia, di nuovo con Berlusconi rimesso in sella dal suicidio politico della sinistra (anzi dei dalemiani) e Grillo accampato alle porte della città.
Già, comincia un’altra storia e non è detto che sia migliore di quella vista finora.

9 Commenti

  1. @pereira
    (mi scuso per il ritardo) la mia idea invece è che sia proprio il contrario. i ‘traditori’ sono il frutto di un neo-populismo di sinistra che ha spinto l’unico partito italiano a seguire il miraggio del ‘partito aperto’, approdando invece ad un ‘canieporcismo’ lampante.

  2. @celacanto
    Grazie delle sue lucide parole, ovviamentente anche degli apprezzamenti. Intendevo dire che i ‘traditori’ sono i polli in batteria allevati dai Ds prima e dal Pd poi in questi decenni. Il partito ha scrupolosamente sorvegliato le sedi locali per evitare che venisse premiato e scelto qualcuno che mettesse in luce un’etica diversa da quella che a livello nazionale ha preso forma come “abbiamo una banca”. I mediocri sono stati scelti da qualcuno, non sono finiti in parlamento per caso, figuriamoci.

  3. Lei, Pereira, sostiene che a ogni accadimento, ad ogni Fenomeno debba corrispondere una causa.
    Sia pure.
    Potrei individuarla, questa causa, nello sfascio antropologico, culturale, a cui è giunto il nostro paese.
    Il PD corresponsabile? Ovvio.
    Mica dimentico le Bicamerali.
    Il ghigno dalemiano e le bombe sulla Serbia.
    E l’ossimoro esilarante delle guerre umanitarie?
    E le bombe intelligenti sulla testa di un popolo che ha avuto l’unico torto d’opporsi al nazismo d’oltreoceano> siamo tutti amerikani!
    poi ci sarebbero gli assegni che giornalmente staccano gli Sceicchi fascisti a sostegno dell’eroica resistenza contro il regime del perfido assad il cui obiettivo pare quello di sterminare sistematicamente i bambini del suo popolo.
    ha tenuto il conto dei morti zelantemente riportati dai telegiornali di regime?

    Questo per dire che in politica estera il PD è succube della CIA.

    Questo non m’impedisce di vedere in Bersani un uomo giusto e nei suoi antagonisti un’orda di teste di cazzo assetate di potere.
    Ecco l’italia: mafia, familismo amorale, arrivismo, evasione fiscale e tantiiiiiiiissime teste di cazzo.
    Capisco: l’analisi è grossolana, censurabile ma… così lontana dal vero?
    PS.detto questo penso che i suoi pezzi, signor Pereira, rimangono modelli di pensiero lucido,ancorchè io non sempre li condivida.

  4. E’ impressionante il fatto che gli elettori abbiano accettato Prodi candidato e poi in almeno 100 non lo abbiano votato.
    E’ questo il partito, favoleggiato con enfasi dopo le primarie, che discute democraticamente e poi si ricompatta al momento del voto?
    Mi piacerebbe capire la logica della candidatura Prodi ,forse sperare nell’appoggio di M5S ?
    Bersani , ma pure Renzi e D’Alema, dovrebbero ritirarsi a vita privata.

  5. @celacanto
    È curioso che lei non riesca a vedere nel partito e nella cultura di potere e di rapporti che questo ha generato nei decenni, delle chiavi di lettura per capire PERCHÉ i figli avvelenino nascostamente la bevanda di papà. Non succede a TUTTI i figli, un motivo ci dev’essere.

  6. da recalcati avevamo appena dedotto un’analisi su “…Qui il fondamentalismo adolescenziale si ritira. La sua critica è impotente perché
    non è in grado di generare davvero un mondo diverso. Può solo chiamarsi fuori dalle responsabilità
    che scarica integralmente sull’Altro ribadendo la sua innocenza incontaminata.” riferita al gruppo grillino…Questo fantasma di purezza che ha origini in una fissazione adolescenziale della vita si trova anche
    a fondamento di tutte le leadership totalitarie (non di quella berlusconiana che gioca invece sul
    potere di attrazione della trasgressione perversa della Legge). E sappiamo bene dove esso conduce,
    o può condurre.
    “Un leader degno di questo nome lavora alla sua successione dal momento del suo insediamento
    mantenendo il movimento che rappresenta il più autonomo possibile dalla sua figura. Prepara cioè
    le condizioni di una eredità.” nel giro di danza abbiamo scoperto che i leader in una torre d’avorio come nel M.Evo si pugnalano alle spalle…poi cercano la…ultra-mamma Napolitano per farsi proteggere. Da chi? dall’ira degli elettori che dai loro non provvedimenti e delle loro tasse pagano? dal proprio super io? dalla mancanza di rispetto delle persone siano collaboratrici, o avversarie? un disastro che viene da lontano o una farsa congegnata per ammaliarci.
    “altro che Telemaco”- Recalcati- i proci hanno occupato itaca, ma penelope non ha più lana per tessere la tela, e vorrebbero un anchise a giustificarli?

  7. Avvelenare, nascostamente, la bevanda di papà non ha nulla di rivoluzionario; è solo un atto vile.( “1 su 4 fra voi ha tradito”).
    Qui non si tratta dell’orda dei figli che, per poter crescere, annientano il padre.
    Qui si tratta di giovanotti e pulzelle mediocri,di narcisiti in carriera che, dietro alle facili sirene dello slogan “RINNOVAMENTO”, alcuni scioccamente, altri perversamente,tramano per affermare, non l’Idea, ma le proprie, immature, individualità(i minuscola).

  8. daccordo su tutta la narrazione (anche su quelle delle puntate precedenti, ovvero su Grillo e socio).Ma va pur detto esplicitamente che si tratta della narrazione della implosione di tutta la sinistra politica,ivi compreso l’arcipelago dei vari aspiranti costruttori del nuovo i quali da almeno tre decenni fondavano la propria ricerca di legittimazione come “vera sinistra” nella critica (pure spesso condivisibile) delle politiche di DS-PDS-PD; in altre parole accettando come campo di azione la pura sfera della politica, nell’ultimo trentennio trasformatasi in bolla opaca e impermeabile, viste dalla quale le classi e gli strati di cui sono composte appaiono come un insieme indistinto chiamato “la gente”. Chi la avvìa l’altra storia ?

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