Sono giorni convulsi per questa radio,
i ragazzi si stanno impegnando al massimo perché siamo vicini alla “messa in onda” (che poi è “in rete”) e tutti noi non vediamo l’ora ma… fuori il mondo continua a girare, in un senso che non mi piace per niente.

Allora, anche coi lavori in corso e prima del varo ufficiale di questa “nave”, mi affido alle parole di un collega per parlare di una cosa che mi dà un nodo in gola.
Sia chiaro, ho detto “collega” ma non riferendomi ai meriti letterari (in quel senso non ne sarei degno). Siamo “colleghi di degustazione”, anzi di golosìa, io e il lupone Benni. Infatti frequentiamo da anni la stessa eccellente pasticceria con piena soddisfazione di entrambi.

Beh, ringrazio il collega per la bellissima lettera che ha fatto scrivere alla ministra che mi inquieta con le sue parole a forma di bisturi.

Sentite la meraviglia della prosa del lupone:

Il mostro unico

(www.stefanobenni.it)

Cari studenti facinorosi, sono la vostra amata ministra Gelmini.
Dopo il cinque in condotta e il maestro unico, ho una nuova idea che potrà risollevare la scuola italiana.
Da dove inizia l’istruzione? Dall’asilo. E proprio qui bisogna intervenire, perché i bambini diventino obbedienti e ligi al dovere.

E le favole, con la loro sovrabbondante fantasia e il loro dissennato spreco di personaggi, li allontanano dal sano realismo e dal doveroso conformismo e alimentano il pericolo del fuori tema, della deboscia, della droga e del bullismo facinoroso.
Perciò per decreto legge istituisco il Mostro Unico.
Sarà proibito leggere favole che contengano più di un mostro o di un cattivo, con relativo aggravio per la spesa pubblica, e soprattutto si dovrà, in ogni fiaba, sottolineare la natura perversa, facinorosa e vetero-comunista di questo mostro.

Secondo il DMU (decreto mostro unico) sono proibiti ad esempio Biancaneve e i sette nani, perché Grimilde e la strega sono un costoso e inutile sdoppiamento di personalità nocivo all’immaginario dei giovani alunni, per non parlare dell’ambigua convivenza tra Biancaneve e i sette piccoli operai, di cui uno, Brontolo, sicuramente della Cgil.

Cappuccetto Rosso è ammesso, ma si sottolinei come il cacciatore è evidentemente della Lega e il lupo di origine transilvana e rumena.

Proibito Ali Babà e i quaranta ladroni, ne basta uno. Abolito Peter Pan, troppi pirati che gravano sulle casse dello stato. Abolito Pinocchio, anche accorpando il gatto e la volpe in un unico animale, restano il vilipendio ai carabinieri e il chiaro riferimento a Mediaset del paese dei balocchi.

Ammesso Pollicino ma dovrà chiamarsi Allucione ed essere alto uno e settanta, per non costituire un palese sberleffo al nostro amato presidente del consiglio.

Proibito Hansel e Gretel, perché i mostri sono due, la madre e la strega, e inoltre si parla troppo di crisi economica.

Proibito il brutto anatroccolo. Se uno è brutto, lo è per motivi genetici e tale resterà. Inoltre Andersen era gay.
Parimenti proibito il gatto con gli stivali per la connotazione sadomaso.

Proibita, anzi proibitissima Cenerentola. Le cattive sono tre e assomigliano tutte a me.
Cioè alla vostra ministra superficiale, impreparata e ciarliera. Ma la vostra Ministra Unica.

Stefano Benni

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ele
ele
21 Ottobre 2009 11:13

noooo io in Italia ci rimarrei solo per leggere quello che riesce a scrivere Benni!! lo adoro!!! grazie a lui tutto appare un pò più allegro XD

carmela punturieri
carmela punturieri
7 Gennaio 2009 01:23

bisognerebbe avere il coraggio di emigrare e non tornare in questo paese incivile che fa leggi per chi non paga le tasse e si compra macchinoni e case in montagna.
Il problema è che io non HO QUESTO CORAGGIO e adoro l’Italia

Barbara Piperno
29 Dicembre 2008 03:01

ho i brividi…grazie Benni…grazie Radio Pereira.