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Viaggio in Mongolia 4

Darkhan 30 dicembre 2008

Un pensiero a chi…

in questo momento, sta cercando di raggiungere il profondo sud del mondo, che sia con una nave, un aereo, il pensiero, ci arrivera’…a chi da Cagli o dal Cairo scrive parole che lui non sa quanto importanti…a chi da un resort extra lusso(!!!) di Tenerife riesce a vivere come fosse sull’isola di Arturo…a chi canta Jeff Buckley…a chi da Berlino andra’ ad Amsterdam e a Londra…a chi ha Lisbona nel cuore…a chi da Lisbona e’ in esilio ma percepisce, reagisce e resiste…a chi vive in un modulo lunare…a chi da un condominio di Piazza Lazzarini fa puzzle che non riuscira’ mai a terminare…a chi sogna la morte e la trova bellissima…a chi mi sta scrivendo, a chi non mi sta scrivendo ma so mi sta pensando, un pensiero anche a tutti gli altri.

Domani sara’ Erdenet e la sua miniera di rame a cielo aperto piu’ grande del mondo.

Il sole tramonta su Darkan e la luna splende in cielo!

Darkan.

Erdenet 1 gennaio 2009

E la strada mi porta ancora via. Questa strada dritta, ammaliante, che specchia e riflette sotto i raggi del sole. Non cerco niente e il tutto ogni volta mi sorprende. Questa strada, che non dovrebbe neppure esistere talmente bella, mi porta via con se. Praterie ghiacciate, amuleti buddisti su specchietti retrovisori, questo furgoncino da undici con almeno venti persone, strette, pigiate, che tossiscono, dormono, ridono, si fermano per pisciare. Un cavallo morto di schianto ai bordi della strada, eppure bellisimo anche cosi’, inerte e coperto da un manto bianco.

E adesso questo ristorante cinese mi accoglie. Ragazza con le guance rosse da dove arrivi? Vestito rosa, gambe immacolate. Solo in un tavolo da otto. Troppo anche per me. Dove siete, voi altri sette?

F.T.

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Viaggio in Mongolia 3

Viaggio in Mongolia 2

Viaggio in Mongolia 1

Pereira

348 articoli su Radio Pereira. <a href="https://radiopereira.it/io-sono-pereira/"><strong>Della prima parte della mia vita</strong></a>, molti di voi già sapranno grazie ad Antonio Tabucchi, della seconda invece pochi sanno. Per carità, non che ci sia molto da dire ma visto che i ragazzi della redazione insistono... Venni qui dopo un lungo peregrinare da un paese all’altro, fuggendo da quel paese senza libertà che era diventato il mio paese, il Portogallo, negli anni ‘30. Arrivai subito dopo la guerra e mi trovai così bene da decidere di rimanere. La gente allora era accogliente, nel paese si respirava – grazie al clima di dopoguerra – una voglia straordinaria di fare, di ricostruire e anche io diedi il contributo. Oggi si direbbe che lo diedi da “straniero”, da “migrante”. Ma ero poi così straniero, cioè “estraneo” a questo paese? forse no, visto che sono ancora qui e considero questo paese come l’altra mia patria. <a href="https://rp.liberstudio.com/2008/07/25/il-cantante-vasco-e-la-questione-dell%E2%80%99identita/"><strong>Vedi anche questo post</strong></a>

6 commenti

  1. Mi riferivo a B. e al processo Mills… comunque è vero, ha fatto cose ben peggiori!

  2. Ehi No-r-Way,
    tirati su, pensavi che se ne andasse da solo? Che si dimettesse? Ha fatto cose ben peggiori che andare con un trans sniffando cocaina ma non ci pensa neppure a trarre le doverose conclusioni. Siamo resistenti, non possiamo permetterci di stancarci o meglio, possiamo, ma non da soli, se no a che serve Pereira?
    Un abbraccio di sostegno, al prossimo commento ti vorrei sentire pimpante…

  3. Ho un momento di debolezza… ho appena letto:” Non mi dimetterò neppure in caso di condanna.” Sono stanco e piangerei per nulla. Qualcuno ha per me un gesto, una parola? Mi dico che la vita è meglio di tutto questo ma che fatica continuare a crederci. Siamo soli, insieme. Vi do appuntamento su quel pontile a sud del mondo.

  4. sono capitata un pò per caso tra queste fotografie..bellissime le parole associate alle immagini, le rendono vive, umane. L’attimo prima, il dopo e tutto quello che è stato pensato durante lo scatto.bello!complimenti!

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