Darkhan 28 dicembre 08

Gratto via il ghiaccio dal finestrino. Strada dritta come un fuso taglia in due le vallate, bianche, ghiacciate. Piu’ che guardare, immagino.

Darkhan, confine di mondi, terra di nessuno, shock culturale, promessa naufragata. Darkhan spazza via gli equilibri.

Mal di schiena, carne troppo grassa nel mio piatto, ragazza dalle spalle troppo strette. Trovo un internet cafe’, non ho niente da scrivere, niente di nuovo da leggere ma e’ l’unica cosa di famigliare che riconosco. Esco, vado al posteggio degli autobus, mercanteggio una macchina per il monastero, lui parla solo mongolo…non verra’ mai all’appuntamento di domani. Entro in un bar, quattro ragazzi mi rapiscono, offrono vodka, rifiuto, offono vodka, rifiuto, offrono vodka, bagno l’anulare nel bicchiere e lancio un po’ di vodka al cielo, per gli dei; abbracci e promesse d’amicizia, ma la situazione non mi piace, me ne vorrei andare. Esco dal bar, ancora Darkhan. Speriamo domani ci sia il sole.

Paesaggio Mongolo.


Amarbayasgalant Kiihd 29 dicembre 2008

Alle otto e dieci bussano alla porta. Gli uomini che ricevono a torso nudo mi hanno sempre dato la sensazione di uomini rozzi e duri, quindi…apro a torso nudo. E’ il tizio della macchina, ripete due volte il nome del monastero; gli faccio cenno di avere capito e di aspettarmi giu’, con l’aria di chi gli vorrebbe fare capire…se vuoi fregare qualcuno sei cascato male, amico. Venti minuti dopo sono i macchina.

Cento chilometri dividono Darkhan dal monastero Amarbayasgalant, dei quali quaranta di pista.

L’aimag di Selenge racchiude sogni e misteri, apparizioni e miraggi. Questo piccolo pezzo di Mongolia oggi ha raccontato ed io sono rimasto in silenzio ad ascoltare. Che la Mongolia sia la luna? A me e’ apparsa cosi’, almeno per come mi possa immaginare la luna nei sogni.

E il monastero e’ li’, al confine tra il tutto e il niente, pronto ad accogliere.

Venti piccoli lama fanno lezione intorno ad un enorme stufa in ghisa, al centro di un enorme tenda gher. Seguo un piccolo lama che mi apre i cinque tempi, in un silenzio assoluto, in una quiete senza tempo.

Darkhan 30 dicembre 2008

Un pensiero a chi…

in questo momento, sta cercando di raggiungere il profondo sud del mondo, che sia con una nave, un aereo, il pensiero, ci arrivera’…a chi da Cagli o dal Cairo scrive parole che lui non sa quanto importanti…a chi da un resort extra lusso(!!!) di Tenerife riesce a vivere come fosse sull’isola di Arturo…a chi canta Jeff Buckley…a chi da Berlino andra’ ad Amsterdam e a Londra…a chi ha Lisbona nel cuore…a chi da Lisbona e’ in esilio ma percepisce, reagisce e resiste…a chi vive in un modulo lunare…a chi da un condominio di Piazza Lazzarini fa puzzle che non riuscira’ mai a terminare…a chi sogna la morte e la trova bellissima…a chi mi sta scrivendo, a chi non mi sta scrivendo ma so mi sta pensando, un pensiero anche a tutti gli altri.

Domani sara’ Erdenet e la sua mininiera di rame a cielo aperto piu’ grande del mondo.

Il sole tramonta su Darkan e la luna splende in cielo!

F.T.
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Stefano Fiorelli
19 Aprile 2011 19:26

bravissimo fede!

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1 Gennaio 2009 18:08

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