Beppe Grillo Segretario PDLa notizia della candidatura di Grillo a segretario PD mi ha sorpreso positivamente.
Grillo oggi in Italia è la persona che dice più “cose di sinistra” e nessuno più di lui ha saputo interpretare in questi anni i bisogni di una parte della base del centro-sinistra.
Tuttavia, riflettendo sul funzionamento dei Meet up trovo un punto debole e incoerente nell’idea del comico di candidarsi.

Grillo ha diritto di dire tutto quello che vuole (molte di quelle cose le apprezzo, come già detto) anche in termini critici sul PD, su Berlusconi e sulla pseudo democrazia vigente in questo paese. Inoltre ha avuto il merito di creare dal nulla un movimento con un grande seguito.
Il problema secondo me sta qui.

Il limite di Grillo sta nel fatto che per organizzare le persone che ne condividono le idee ha dovuto “appoggiarsi” ad una piattaforma preesistente, ad un tipo di organizzazione che è nata per rispondere a criteri di condivisione-informazione sulla rete (e da qui nella realtà) ma non di democrazia partecipativa.
Ad esempio la regola della piattaforma Meet up chiede al “capo” locale (detto “organizer”) di pagare 19 dollari al mese per l’uso della piattaforma. Nient’altro. Non essendo una piattaforma “politica”, nessuno, tantomeno Grillo, chiede ai singoli gruppi locali di organizzarsi in maniera democratica e rappresentativa, ad esempio eleggendo l’organizer.
Questo significa che paradossalmente alcuni Meet up italiani siano meno trasparenti e democratici degli stessi organi di partito locali.

In poche parole ci sono in giro per l’Italia segretari comunali di Udc, PD e Popolo delle Libertà
scelti con criteri molto più trasparenti di alcuni organizer che magari si sono presentati alle recenti elezioni e sono stati eletti nei consigli comunali.

Dato questo stato di fatto a me sembra che Grillo abbia tutta la credibilità del mondo per fare le sue critiche e le sue importanti proposte in temi politici etici ambientali, ma per insegnare la democrazia agli altri non mi sembra abbia i titoli necessari.
E se si trattasse di un altro lui sarebbe il primo a sbattergli in faccia la verità. Purtroppo la verità è questa ed è bene che le regole, anche di ragionamento, valgano per tutti. Se no che democrazia è?

Detto di Grillo e delle sue forze e debolezze, vorrei aggiungere un pensiero riguardo al PD e alla sua crisi.
La risposta rigida e rifiutante che la maggior parte dei dirigenti PD ha dato alla candidatura di Grillo, spiega il perché quel partito vada via via rimpicciolendosi invece che interpretare il bisogno che c’è in Italia di un partito che si allarghi al massimo a coprire il più possibile l’elettorato di sinistra e centro-sinistra. In poche parole quei dirigenti avrebbero dovuto essere strafelici della candidatura di Grillo e invece…
Vabbè, se il PD è ridotto così, dei responsabili ci saranno pure, e infatti…

A titolo di cronaca aggiungo che un sondaggio in tempo reale di Crespi Ricerche (nell’eventualità di primarie PD) assegnerebbe a Grillo il 20%, a Bersani il 25 e a Franceschini il 27, con Marino al 15%.

Pereira

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