Il terremoto sparito.Qualche giorno fa, viaggiavo diretto a Roma grazie alla gentilezza di un giovane amico che si era offerto di accompagnarmi con la sua auto.
Ad un certo punto sono stato sorpreso da una scritta lungo la superstrada: “Uscita L’Aquila”.
E’ calato il silenzio. Entrambi abbiamo fatto le stesso pensiero: andiamo a vedere con i nostri occhi? A testimoniare quello che si dice in giro (non sui tg) e cioè che la situazione è disastrosa. Il nostro sconcerto avrebbe avuto bisogno di tempi ben più lunghi. L’auto lanciata ha superato l’uscita in un battibaleno e presto mille giustificazioni e gli appuntamenti romani ci hanno fornito buone scuse per sentirci meno in colpa.

Ma io continuo ad avere un debito con quei cittadini.
Come tutti, soprattutto quelli che hanno una voce, un sito, un blog.
E allora vi giro questa testimonianza.
Che non troverete ne sul tg1 ne sul tg2 e neanche ovviamente sui canali berlusconiani.
Vi prego di leggerla.

Pereira

…Ieri mi ha telefonato l’impiegata di una società di recupero crediti,per conto di Sky. Mi dice che risulto morosa dal mese di settembre del 2009.
Mi chiede come mai.
Le dico che dal 4 aprile dello scorso anno ho lasciato la mia casa e non vi ho più fatto ritorno.
Causa terremoto.
Il decoder sky giace schiacciato sotto il peso di una parete crollata.
Ammutolisce.
Quindi si scusa e mi dice che farà presente quanto le ho detto a chi di dovere.
Poi, premurosa, mi chiede se ora, dopo un anno, è tutto a posto. Mi dice di amare la mia città, ha avuto la fortuna di visitarla un paio di anni fa.
Ne è rimasta affascinata. Ricorda in particolare una scalinata in selci che scendeva dal Duomo verso la basilica di Collemaggio.
E mi sale il groppo alla gola.
Le dico che abitavo proprio lì.
Lei ammutolisce di nuovo. Poi mi invita a raccontarle cosa è la mia città oggi.
Ed io lo faccio.

Le racconto del centro militarizzato.
Le racconto che non posso andare a casa mia quando voglio.
Le racconto che, però, i ladri ci vanno indisturbati.
Le racconto dei palazzi lasciati lì a morire.
Le racconto dei soldi che non ci sono, per ricostruire.
E che non ci sono neanche per aiutare noi a sopravvivere.
Le racconto che, dal primo luglio, torneremo a pagare le tasse ed i contributi, anche se non lavoriamo.
Le racconto che pagheremo l’i.c.i. ed i mutui sulle case distrutte. E ripartiranno regolarmente i pagamenti dei prestiti.
Anche per chi non ha più nulla. Che, a luglio, un terremotato con uno stipendio lordo di 2.000 euro vedrà in busta paga 734 euro di retribuzione netta.
Che non solo torneremo a pagare le tasse, ma restituiremo subito tutte quelle non pagate dal 6 aprile.
Che lo stato non versa ai cittadini senza casa, che si gestiscono da soli – e sono ben ventisettemila – neanche quel piccolo contributo di 200 euro mensili che dovrebbe aiutarli a pagare un affitto.
Che i prezzi degli affitti sono triplicati. Senza nessun controllo.
Che io pago ,in un paesino di cinquecento anime, quanto Bertolaso pagava per un appartamento in via Giulia, a Roma.

La sento respirare pesantemente. Le parlo dei nuovi quartieri costruiti a prezzi di residenze di lusso.
Le racconto la vita delle persone che abitano lì. Come in alveari senz’anima. Senza neanche un giornalaio. O un bar.
Le racconto degli anziani che sono stati sradicati dalla loro terra.
Lontani chilometri e chilometri.
Le racconto dei professionisti che sono andati via. Delle iscrizioni alle scuole superiori in netto calo. Le racconto di una città che muore.

E lei mi risponde, con la voce che le trema.
” Non è possibile che non si sappia niente di tutto questo. Non potete restare così. Chiamate i giornalisti televisivi. Dovete dirglielo. Chiamate la stampa. Devono scriverlo.”

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andrea zucchi
andrea zucchi
30 Giugno 2010 11:46

Ho visto coi miei occhi pochi giorni fa paesi ancora devastati non da questo terremoto, ma addirittura da quello di Colfiorito, del 2002 se non sbaglio. E gente che aspetta da allora di riavere la casa, la vita… Ma forse sarà materia di nuovo per un articolo di Pereira…

federico tamburini
federico tamburini
29 Giugno 2010 21:04

Ringrazio Radiopereira per questo post, che mi ha scosso come se mi fossi appena risvegliato da un lungo sonno. Siamo, scusate, sono inqualificabile; alla fine li ho dimenticati. Mi ero ripromesso di tornarci dopo luglio dell’anno scorso, ma poi nulla.. forse a ottobre, meglio natale e il tempo intanto è passato. Abbiamo fatto esattamente quello che loro temevano:li abbiamo dimenticati. Cazzo non me ne ricordavo, c’è Spagna Portogallo questa sera.. bè scappo, arrivederci.

Gaioing
Gaioing
29 Giugno 2010 20:55

@Pereira E’ ovvio che Berlusconi ha “risolto” il problema del terremoto a L’Aquila soprattutto dal lato mediatico. Sostanzialmente ha ricostruito una città nuova e ha lasciato al vecchia città morire. Ha esaltato mediaticamente i risultati raggiunti, ma non ha improntato una strategia socio-economica che andasse al di là del semplice problema della ricostruzione, tra l’altro parziale. La testimonianza che ho letto è la prova di questa mancanza di strategia. Devo dire onestamente che la vicenda L’Aquila mi intristisce molto e la considero una prova in più del declino inesorabile di questo paese. Tremonti e Berlusconi vanno ai summit economici e… Leggi il resto »