Archivio 2008–2020 · Resistere al brutto ✈ Canale Telegram

Home › Politica

Le speranze incenerite da Bersani

Napoli: Inceneritori alla camorraCome spesso accade i vostri commenti mi stimolano e suggeriscono sempre nuove considerazioni. Come sempre, che si tratti di sostegno o critica, vi sono grato.

Oggi ho fatto un pensiero suggerito da voi nei commenti a questo tema, in cui qualcuno parla di Bersani, di affari, di termovalorizzatori – siamo onesti, “inceneritori” – qualcun’altro si interroga su un eventuale “endorsement” – siamo chiari, “adesione”, “appoggio”, “sostegno” – di Radio Pereira a Vendola, attraverso il post di Zucchi.

Rimando ad un successivo post la questione “appoggio” di Radio Pereira, se non si offendono i supercolti osservatori che ci seguono con tanta attenzione e affetto, e colgo l’occasione per dire una cosa che ho sulla punta della lingua da quando nei giorni del convegno di Renzi alla Stazione Leopolda, Bersani disse con orgoglio e quasi tirando le orecchie alla fronda toscana: “Il 70% degli amministratori locali del Pd hanno meno di 40 anni!” come se questo fosse in se un dato che testimoniava competenza e autonomia dai meccanismi e dai tic che stanno affossando il paese. Mi chiedevo, un po’ basito, davanti alle parole di Bersani: ma che me ne faccio – da sinistra – della freschezza e giovinezza di un sindaco o un assessore del Pd, se poi è inginocchiato davanti agli interessi di palazzinari, Hera e cooperative alimentari e di servizi, come Straquadanio davanti a Mr. Bunga Bunga?

Il problema è che Napoli sta togliendo anche gli ultimi brandelli dell’accreditamento pubblico del Pd come forza di sinistra o centro sinistra. Ciò è testimoniato dal fatto che in quella regione sul tema dei rifiuti non ci si scontra fra parti politiche avverse con due visioni politiche alternative tipo “inceneritori contro raccolta differenziata”, ma su chi fa e gestisce gli inceneritori, o meglio, su a chi tocca farli e gestirli con la camorra.

Pereira

Pereira

348 articoli su Radio Pereira. <a href="https://radiopereira.it/io-sono-pereira/"><strong>Della prima parte della mia vita</strong></a>, molti di voi già sapranno grazie ad Antonio Tabucchi, della seconda invece pochi sanno. Per carità, non che ci sia molto da dire ma visto che i ragazzi della redazione insistono... Venni qui dopo un lungo peregrinare da un paese all’altro, fuggendo da quel paese senza libertà che era diventato il mio paese, il Portogallo, negli anni ‘30. Arrivai subito dopo la guerra e mi trovai così bene da decidere di rimanere. La gente allora era accogliente, nel paese si respirava – grazie al clima di dopoguerra – una voglia straordinaria di fare, di ricostruire e anche io diedi il contributo. Oggi si direbbe che lo diedi da “straniero”, da “migrante”. Ma ero poi così straniero, cioè “estraneo” a questo paese? forse no, visto che sono ancora qui e considero questo paese come l’altra mia patria. <a href="https://rp.liberstudio.com/2008/07/25/il-cantante-vasco-e-la-questione-dell%E2%80%99identita/"><strong>Vedi anche questo post</strong></a>

2 commenti

  1. @Pereira

    Esatto!
    Ma non solo!
    La gestione Bassolino Jervolino ha portato Napoli al disastro sul tema rifiuti, ma pure nel centro destra, che è all’opposizione, il recente caso Carfagna dimostra che gli inceneritori , la fonte dell business, guai chi li tocca!
    Ciò è emblematico dell’esistenza, a Napoli e ovunque c’è aria di business,di poteri superiori!
    Nè di destra , nè di sinistra!
    Superiori e basta!
    Vendola coglie il succo del problema, ma ancora, a mio parere,non è pronto.
    Ha davanti una lunga marcia… trasmutare il PD degli affaristi.. e non è semplice!