Brunetta, mamma che brutto!Il ministro Brunetta protesta per un pranzo offertogli a L’Aquila in occasione di un convegno sulla innovazione tecnologica. Il suo portavoce, carta e penna, Vittorio Pezzuto, scrive una lettera di protesta. “Pane raffermo, speck avvolto nelle fette di ananas (roba che neanche gli inglesi), tiramisù giallognolo e improbabile…” trovate tutto qui.

Io ingenuamente ripenso ai pranzi nelle tendopoli nei mesi di luglio e agosto. In trecento sotto le tende, quaranta gradi dentro le tende, i bimbi sopra le panche e sotto le panche a giocare, i cuochi volontari, i camerieri volontari, i volontari da ogni parte di Italia. Il cibo buono, ottimo. Perché condividere del pane e dell’acqua era già molto. In quel momento era tutto.
Caro ministro Brunetta, ci vuole rispetto per i luoghi. Rispetto per le persone. Per le parole.

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