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La voglia di applaudire quei ragazzi

Beata ignoranza A riprova che spesso nei particolari si celano cose importanti… ieri vedendo le immagini degli studenti che invadevano città, autostrade e gallerie in tutta Italia sono stato colpito da un particolare. Mentre sentivo in me la voglia di applaudirli vedevo le persone “danneggiate” dalla loro protesta uscire dalle auto o sporgersi dai viadotti per applaudire il loro gesto, per appoggiarli platealmente.

Un paese che respira, che rialza la testa, che forse troverà le risorse civili e di valori per imboccare una strada diversa da quella intrapresa, che può portare solo all’implosione economica e democratica.

Forza ragazzi, Forza, Italia.

Pereira

Pereira

348 articoli su Radio Pereira. <a href="https://radiopereira.it/io-sono-pereira/"><strong>Della prima parte della mia vita</strong></a>, molti di voi già sapranno grazie ad Antonio Tabucchi, della seconda invece pochi sanno. Per carità, non che ci sia molto da dire ma visto che i ragazzi della redazione insistono... Venni qui dopo un lungo peregrinare da un paese all’altro, fuggendo da quel paese senza libertà che era diventato il mio paese, il Portogallo, negli anni ‘30. Arrivai subito dopo la guerra e mi trovai così bene da decidere di rimanere. La gente allora era accogliente, nel paese si respirava – grazie al clima di dopoguerra – una voglia straordinaria di fare, di ricostruire e anche io diedi il contributo. Oggi si direbbe che lo diedi da “straniero”, da “migrante”. Ma ero poi così straniero, cioè “estraneo” a questo paese? forse no, visto che sono ancora qui e considero questo paese come l’altra mia patria. <a href="https://rp.liberstudio.com/2008/07/25/il-cantante-vasco-e-la-questione-dell%E2%80%99identita/"><strong>Vedi anche questo post</strong></a>

4 commenti

  1. @GCorraducci

    No… la riforma Gelmini non risolve nulla, nè dal punto di vista organizzativo nè da quello delle risorse.
    Su quest’ultimo punto è emblematico che si spendano bilanci enormi per soccorrere le banche irlandesi, come vuole la Merkel, che così sta tranquilla per il suo Bund, o per acquistare i nuovi caccia che vanno ad operare in Afghanistan, come vuole la Clinton,e si dica che non ci sono risorse per l’Università.
    Gli studenti hanno ragione ,ma, a mio parere, dovevano muoversi ben prima …da almeno 10 anni.
    Berlusconi non sa dire di no alle donne che comandano!
    E’ vero che è un leader debole ormai al tramonto, solo che non lo vuole ammettere.

  2. Forse gli intervistati mostrati sono quelli che è necessario
    mostrare per far passare un certo tipo di messaggio, no? E fare
    sì che si trovino soli. Così l’opinione che si forma è che gente
    che non ha un c@**€ da fare. Che dovrebbe stare a casa a studiare.
    Come ha dichiarato qualcuno.

  3. Esatto, qualcosa andrebbe fatto, con giudizio. Non rientrano in questa categoria i tagli ciechi voluti da Tremonti, e fatti firmare alla Gelmini. E poi perché si taglia al pubblico e si finanzia il privato?

  4. Manifestare è il sale della democrazia e questo è sacrosanto. Ma in questo caso, è una protesta palesemnte politica e parekkio strumentalizzata dai soli noti. La protesta va fatta rispetto ai contenuti o comunque specificando bene cos’è ke vorrebbero correggere del Ddl e cosa portare come alternativa. Molti degli intervistati, nn sanno nemmeno cosa dire se nn solo le solite frasi “via il ministro, via berlusconi”. I bilanci delle Universita’ italiane sono al collasso, con perdite inaudite. Per nn parlare di soldi spesi male in facolta’ con un numero di iscrizioni irrisorie. Qualcosa va fatto. E nn credo ke a pagare saranno per forza gli studenti.