Makkox questa settimana ha disegnato e scritto su: la qualità della vita di Gennà e del suo amico topo, i sindacati americani e Marchionne, via!negri assassini, il negoziatore e su tanto altre cose che vi invitiamo ad andare a vedervi su Il Post
.
Noi abbiamo scelto tre strisce, le trovate qui sotto e potete andarci subito. Se invece questa settimana, avete avuto la fortuna di essere compagni di cordata di Martina Navratilova nella scalata al Kilimangiaro, ecco qui un approfondimento sui temi proposti da Makkox:
venerdì 10 dicembre: La consegna del premio Nobel per la pace a Liu Xiaobo
Liu Xiaobo è a Oslo, ma solo in fotografia, e a ritirare il Nobel per la Pace domani ci sarà qualcun altro per lui.
Liu ha 54 anni ed è un attivista e intellettuale laureato in letteratura. È da molti anni impegnato per la difesa dei diritti civili in Cina spesso non rispettati dal governo di Pechino. Nel 1989 Liu Xiaobo partecipò anche alle manifestazioni in piazza Tiananmen. Nel 1991 fu accusato di voler sovvertire il regime e nel 1996 fu condannato a tre anni di lavoro in un campo di rieducazione per «disturbo della quiete pubblica» per aver criticato il partito comunista cinese.
In occasione del sessantesimo anniversario dell’adozione della Dichiarazione universale dei diritti umani, nel dicembre del 2008 Liu ha sottoscritto il manifesto Charta 08, successivamente pubblicato online da oltre 300 intellettuali e attivisti cinesi. Liu venne arrestato due giorni prima della pubblicazione del manifesto e dopo mesi di prigionia, nel giugno del 2009 gli inquirenti hanno confermato l’arresto per atti sovversivi contro il governo. Nel dicembre dello stesso anno, Liu Xiaobo è stato condannato a undici anni di prigionia, una sentenza molto criticata all’estero e contro la quale si sono mossi gli Stati Uniti e altri paesi, senza ottenere però alcuna apertura da Pechino.
Approfondimenti:
– Il governo cinese attacca Liu Xiaobo, detenuto in Cina
– I diciotto paesi che non andranno a Oslo
– L’unico che tace su Liu Xiaobo

venerdì 10 dicembre: “ Il premier offre posti”. Fli si divide.
Nel quartier generale dei finiani regna la tensione. Nessuno nasconde il martellamento di Silvio Berlusconi su una manciata di deputati. “Li chiama tutti i giorni, li blandisce, vende il suo prodotto politico, fa pressione e gli promette la luna”, racconta un dirigente futurista. Dove la luna è un ingresso nella squadra di governo in cambio del voto di fiducia. Così il dibattito interno a Futuro e libertà sul da farsi martedì è sempre più serrato, con qualche colomba attenta alle tesi del premier che chiede “libertà di coscienza” alla Camera. Ma la sensazione dei più è riassunta dal coordinatore Adolfo Urso: “Alla fine il gruppo si esprimerà in modo unitario”.
Approfondimento: “Il premier offre posti”. Fli si divide. Ma Fini ostenta tranquillità

Sabato 11 dicembre: Wikileaks, documenti sul Vaticano
Nuovi documenti di Wikileaks diffusi venerdì sera riguardano il Vaticano e le relazioni dell’ambasciata degli Stati Uniti in Vaticano. Vi si raccontano molte cose, tra cui…
Approfondimento: Wikileaks, i documenti sul Vaticano

@Gianni
Sopra il picchio pacifista…
sotto la sedia del Nobel vuota !
Per me è un segnale di una probabile guerra futura tra USA e Cina.
Un altro, tra i tanti, è che le agenzie di rating cinesi giudicano inaffidabili i debiti USA…
considerano gli USA un paese fallito.
@gianni
Azzardo una spiegazione:
Nel riquadro in alto, camuffato da ideogramma cinese, c’è l’ormai MITICO carrarmato di Piazza Tien An Men con l’omino disarmato che lo “ferma”! (*)
Nel riquadro sotto, sempre travestito da ideogramma, c’è quello che diventerà un altro SIMBOLO ad uso e consumo delle generazioni future: la sedia vuota del neo Premio Nobel Liu Xiaobo.
In sostanza direi una vignetta con un messaggio molto in voga: “buio di China”. Già che c’era poteva metterci pure la signora iraniana Sakineh e poi Madre Teresa di Calcutta e magari Lady Diana o Padre Pio (a scelta). Così potevamo sentirci tutti più buoni in vista del natale.
Liu Xiaobo è una persona che il sistema giudiziario di un paese indipendente con una storia millenaria ha condannato e incarcerato per “incitamento alla sovversione del potere dello stato”, che non è propriamente un reato minore. Da noi molte persone che negli anni settanta – e non solo – fecero la scelta di impegnarsi per lo stesso fine (definiti per questo “terroristi” e non “dissidenti”) finirono in carcere e ci marcirono, compresi quelli che non parteciparono mai ad azioni violente. Pensate che bello se negli anni ’80 l’Unione Sovietica o la Cina maoista avessero deciso di istituire un Premio per la pace e lo avessero assegnato a Renato Curcio o ad Andreas Baader.
(*) a proposito del MITICO “carrarmato cinese di PIAZZA TIEN AN MEN”, quelle immagini dall’alto contenuto simbolico sono state impiantate nei nostri cervelli come fossero microchip: l’omino buono e disarmato che ferma il carrarmato dei cattivi. Per chi non lo sapesse, il seguito di quelle immagini (molto meno conosciuto della prima parte) testimonia l’uscita dal mezzo corazzato del carrista, il quale dopo una discussione neanche troppo concitata con l’uomo, lo convince a farsi da parte. Nonostante il “lieto fine”, però, quelle immagini sono diventate un simbolo dell’arroganza del potere (ma, vedremo: di UN certo potere).
Ben più misera sorte, infatti, è toccata ad altre immagini, simili nel significato a quelle del carrarmato cinese ma ben più cruente nel loro esito, raccolte nel 2003 nei pressi del valico di Rafah, la città palestinese gemellata con Pesaro. C’è una ragazza statunitense poco più che ventenne che si mette di fronte ad un bulldozer dell’esercito israeliano per impedirgli di radere al suolo alcune abitazioni di civili palestinesi. Veste un giubbetto arancione fosforescente ed ha un megafono in mano con il quale sta gridando al militare che guida la ruspa di fermarsi.
Il militare israeliano, però, a differenza del c.c.c.c. (carrista-cattivo-comunista-cinese), non si ferma: tira dritto e schiaccia letteralmente al suolo Rachel Corrie, uccidendola.
Le prime immagini (filmate) sono diventate in tutto il mondo un triste simbolo della Cattiveria; le seconde (fotografie) quanti di voi le hanno mai viste? (se qualcuno volesse vederle: http://electronicintifada.net/v2/article1248.shtml)
Quando qualcuno proporrà di assegnare il Nobel per la pace a Rachel Corrie, potremo finalmente pensare che appassionarsi a questi “premi”, così come firmare appelli per scarcerare persone delle quali non sappiamo assolutamente niente se non che abitano in uno stato-canaglia, non sia una perdita di tempo funzionale a chi detiene il potere “buono”.
Scusate ma non ho capito la striscia di Makkox su Liu Xiaobo. Le altre sono meravigliose.