Chissà come potevano essere, in quei decenni passati, le Grandi notti del fado, gli spettacoloni nei maggiori locali di Lisbona che ogni anno diplomavano davanti al pubblico i migliori cantanti.

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Quando apparve Amalia – narrano gli aneddoti – ci furono artisti già affermati o nuove leve che si rifiutarono di esibirsi quella sera, perché Amalia era già, pur giovane, Amalia. Lo era fin da quando portava la cesta di frutta per venderla ai viaggiatori che raggiungevano il Cais do Sodré o quando con la sorella Celeste giocava per strada. Di origine della Beira Baixa – ma lei nata a Lisbona -, la famiglia di commercianti e artigiani era arrivata in città per lavorare con e tra il popolo. E legata al popolo Amalia in fondo è rimasta fino alla fine, anche se col passare degli anni si è trovata a frequentare tutt’altra società e in tutto il mondo. Celeste lo è ancora, nella migliore accezione del termine, popolana e non se ne vuole staccare.

La meraviglia di questo attaccamento che la città ha con i propri abitanti, è tale anche quando si parla di locali, di luoghi dive incontrarsi. Quando vedete un luogo sfavillante, incantevole, e accanto ne trovate uno umile, modesto, non abbiate paura del confronto. Ciò che è buono, pulito, importante lo sarà anche accanto dove primeggerà l’umiltà, la generosità e la forte presenza di un popolo che non ha bisogno di lustrini per essere bello e risplendere. E quindi se sceglierete un locale popolare invece di quello di classe non vi preoccupate per ciò che proverete. saranno le stesse sensazioni, magari solo su piani diversi, ma con la stessa straordinaria intensità. Questo, fra le altre cose, fa bella Lisbona e quindi anche l’approccio alla sua musica.

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Potreste ascoltare il fado alla Tasca do Chico come al Bacalhau de Molho, all’Adega do Ribatejo come alla Parreirinha da Alfama, alla Baiuca come al Clube de fado o alla Severa o al Luso o al Faia o alle altre case più austere, ma ciò che ascolterete di amatoriale nei localini dove sui tavoli non apparecchiati camerieri improvvisati che non vi riveriscono vi serviranno da mangiare, non vi turberà: in qualsiasi luogo ascolterete la musica di Lisbona, sia quello più raffinato sia quello più popolare, se sotto non c’è il cuore, se non c’è l’essere nato fadista e rappresentarne lo spirito, non ci potranno essere classifiche di merito basate solo sull’effetto visivo di dove vi trovate. Se rispettoso di cuore e spirito fadista, sarà comunque fado vero, genuino, importante. Professionale da una parte, certo, ma dove professionale vuol dire preparato con cura, da gente che lo fa di mestiere che è sicuramente più portata a dare un’impronta di classe della musica popolare, tanto che sono molti ormai gli artisti portoghesi partiti dalle case di fado che sono conosciuti in tutto il mondo. Dall’altra parte ci sono suonatori di chitarra con le corde magari un pochino stonate, ma capaci lo stesso con il cuore a rendere giustizia alla musica e a chi l’ascolta.

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Non ci sono eccessivi consigli da dare per scegliere l’uno o l’altro tipo di locale. Una sera può essere bello e incantevole sedersi al tavolo del Bacalhau o del Senhor Vinho o della Parreirinha o della Severa e godere di stile, bellezza, raffinatezza, di tovaglie bianche e merletti, calici, posate d’argento. Magari il giorno dopo è bello sedersi sulla panca di legno della Tasca do Chico e vedersi gettare un piatto di prosciutto tagliato alto e di formaggio ancora con la crosta spessa, con un bicchiere di vino, buono, meno costoso, ma altrettanto valido di quello che assaggerete altrove. Bisogna sapere stare in mezzo fra queste due opportunità che la città offre. Ognuno può adeguarsi alle proprie esigenze e necessità ed è bello alternare un locale e l’altro perché si capisce che in ogni caso cadi bene, sia nei grandi locali raffinati sia nelle piccole trattorie dove se la cameriera si mette i bicchieri sulla testa e canta portando il vassoio di qua e di là della sala c’è comunque un’atmosfera che ti regala la gioia di esserci, fino all’ora che vuoi, perché è poi bello scoprire la scansione di una serata nella quale tu puoi godere di tutte queste varietà, delle diverse concezioni dell’ascoltare il fado sapendo che se una sera tu vuoi invece essere diverso da questo ricorso alla nostalgia ti puoi sempre buttare su altri locali e nessuno si offenderà. Perché in fondo gli artisti sono tali anche per questo e perché sanno accettare e rispettare i loro ruoli.

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