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B. e il dittatore genocida, accomunati dalla stessa patologia

Berlusconi bacia la mano a GheddafiTutto il mondo ri-guarda allibito quel video del 27 marzo dello scorso anno, mentre noi, anche se non lo abbiamo votato non possiamo evitare di vergognarci. E per quanto lui cerchi di evitare ogni riferimento, troppe cose oltre a questo vergognoso baciamano ricordano l’intesa perversa fra i due: le recenti celebrazioni romane con migliaia di ragazze (italiane) assoldate come Gheddafi-girls e lo stesso giochetto del bunga bunga, nato proprio da una serata in cui i due sono stati complici di baldoria a base di donne a pagamento.

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Ma dopo la vergogna compaiono sentimenti più inquietanti. Infatti mentre gli esuli libici davanti alle ambasciate di tutto il mondo gridano al genocidio di migliaia di civili inermi compiuto con aerei e armi da guerra, il dittatore delira in TV dicendo che non si arrenderà mai, fino alla morte, arrivando ad accusare la stessa Italia di aver fornito razzi ai rivoltosi. E “lui” in questi giorni ha detto di “non voler disturbare il suo amico”. Mentre trucida civili? A questo punto la contiguità e la somiglianza fra i due è fulminante, anche lui, infatti, come Gheddafi è segnato dalla stessa delirante pazzia narcisistica, anche lui è incapace di dimettersi. Non si arrenderà fino alla morte, usando ogni mezzo illecito. Non so se potremo contare su una via d’uscita “parlamentare” rinunciando a scendere in piazza come accade in questi paesi liberandi.

Ognuno di noi ha le proprie responsabilità davanti alla Repubblica e a chi è morto per la democrazia.

Pereira

Pereira

348 articoli su Radio Pereira. <a href="https://radiopereira.it/io-sono-pereira/"><strong>Della prima parte della mia vita</strong></a>, molti di voi già sapranno grazie ad Antonio Tabucchi, della seconda invece pochi sanno. Per carità, non che ci sia molto da dire ma visto che i ragazzi della redazione insistono... Venni qui dopo un lungo peregrinare da un paese all’altro, fuggendo da quel paese senza libertà che era diventato il mio paese, il Portogallo, negli anni ‘30. Arrivai subito dopo la guerra e mi trovai così bene da decidere di rimanere. La gente allora era accogliente, nel paese si respirava – grazie al clima di dopoguerra – una voglia straordinaria di fare, di ricostruire e anche io diedi il contributo. Oggi si direbbe che lo diedi da “straniero”, da “migrante”. Ma ero poi così straniero, cioè “estraneo” a questo paese? forse no, visto che sono ancora qui e considero questo paese come l’altra mia patria. <a href="https://rp.liberstudio.com/2008/07/25/il-cantante-vasco-e-la-questione-dell%E2%80%99identita/"><strong>Vedi anche questo post</strong></a>

5 commenti

  1. Per far riflettere tutti

    I siti finanziari (in questo caso Cobraf) sono una fonte ottima per capire come si muovono gli interessi reali in campo…
    In questo caso quelli di Gheddafi…

    http://www.cobraf.com/blog/default.php?idr=281739#281739

    Certo che sapere che Tony Blair ora è pagato da
    JP Morgan fa un certo effetto pure a me che ne scopro tante di cose strane ogni giorno!
    La sinistra deve dismettersi dai suoi abiti attuali fortemente commercial !

  2. @Carla g

    Occorre anche pensare a manovre di vario genere più o meno nascoste dietro i moti popolari.
    Per prima cosa: chi ha dato le armi ai ribelli?
    Da come si sta mobilitando la UE sui moniti di Obama,
    si teme l’influenza dell’Iran sul futuro politico della regione e dietro l’Iran la Cina.
    I moti saranno pure spontanei ma subito dopo i moti scattano gli interessi strategici e commerciali.
    Obama ha detto di voler chiudere gli spazi aerei tanto per cominciare.
    Dietro le quinte si sta giocando un’altra guerra ed
    è molto difficile capire come andrà a finire, visti i tanti futuri in ballo, di certo non sarà una cosa breve.

  3. Caro Pereira, sembra che Altan la legga, ha detto a modo suo le sue stesse cose accomunando i due amici! e anche oggi Ellekappa: “Gheddafi sta massacrando il suo paese” – “All’inizio voleva solo fargli causa”
    Grazie Pereira

  4. @Giuseppina

    Occorre sforzarsi di capire in chiave storica i rapporti con Gheddafi della politica italiana.
    Negli anni 60 Gheddafi prende il potere e caccia
    tutti gli italiani.
    Segue un periodo di rapporti diciamo cosi’ non ufficiali il cui massimo cultore è stato Bettino Craxi.
    Dicono che sia stato lui ad avvertire il dittatore
    dell’imminente attacco aereo USA al palazzo reale e questi si rifugia nella sua mitica tenda nel deserto.
    I rapporti vengono ristabiliti dal I governo Prodi e le imprese italiane tornano a lavorare in Libia.
    Con Berlusconi rapporti si fanno più stretti.
    Berlusconi riconosce il danno fascita alla Libia proprio con una politica di totale ingaggio economico delle imprese italiane in Libia e questo è il motivo per cui la borsa italiana ha perso 2000 punti in pochi gg.
    Preoccupante è la sudditanza energetica (12% petrolio libico e oltre 14% gas naturale).
    I ribelli hanno già detto che controllano il gasdotto che arriva a Gela e ce lo bloccano perchè non li abbiamo aiutati abbastanza.
    Il baciammano è un ulteriore elemento di folklore, per giunta squallido, ma la situazione per noi è veramente
    preoccupante.