
Oggi ho visto lo straordinario complesso di Chan Chan. Ci sono andato con entusiasmo, in quanto una famosissima guida a stelle e strisce definiva il tutto: “la più grande città precolombina delle Americhe, nonché la più grande città al mondo costruita con mattoni di fango, nonché la-più ad ovest-città al mondo-costruita con la mano destra-mentre nevicava e c’era il sole allo stesso tempo”. Si, insomma, quelle eccessive forme di esagerazione Yankee. Evidentemente negli Stati Uniti ci si annoia parecchio.
Nel periodo di pieno splendore dell’impero Chimu, si stima ospitasse fino ad ottantamila abitanti. Oggi non occorre stimare nulla, non ci abita più nessuno. Dell’impero che fu non restano tracce, o meglio, resta un’assurda ricostruzione, originale all’un percento. Certo, si è cercato di dare una rappresentazione attuale a ciò che fu secoli or sono. Ovviamente il tutto dietro corrispettivo in denaro, gettando cemento su cemento per ricordare una struttura in fango. Da non crederci. Devo riconoscere che la visita è stata avvincente un po’ come portare la ragazza che ami a cena fuori nel ristorante situato all’interno di Mirabilandia. In America latina in quanto a bugie non si bada a spese, è ormai teoria ufficiale.
Alla luce di tutto io vorrei sapere, oggi, in cosa può permettersi di credere il consumatore?