Il concetto di equità, elastico e discutibile
Ringrazio Gaioing e Maurizio per i loro commenti, confessando che anche se Maurizio si dichiara fuori dal coro, fatico assai a dissentire dalle sue parole.
Ma in questo post vorrei fare una cosa che non ho mai fatto, prendere un commento e rispondere come fosse una mail fra due amici, passo passo.
C’è un motivo per questo, prima di scrivere il post Il “Decreto salva-Italia” salverà l’Italia? non sapevo se sarei stato in grado di far intendere ciò che mi muoveva, cioè il bisogno di salutare con favore, al di là del colore politico di quel governo che come già detto non è tecnico, l’apparizione di un leader che ascolta le domande e risponde sul serio (avete visto ieri con che attenzione Monti ascoltava in aula le durissime parole della Lega?).
E il commento di Diego mi ha confermato che si era percepita ogni sfumatura, grazie.
Detto questo mi confesso deluso per aver scoperto la differenza fra il mio concetto di equità e quello del capo del governo. La manovra in questione è da 30 miliardi, con i 16 miliardi dell’asta delle frequenze tv (che verranno probabilmente regalate a Mediaset e Rai) e un prelievo del 35% sui capitali italiani illeciti detenuti in Svizzera (oltre 200 miliardi, quindi al 35% fa 70 miliardi) avremmo avuto il triplo della manovra attuale da dedicare a rilancio dell’economia e dell’occupazione e protezione delle classi deboli senza chiedere sacrifici se non ai ladri e ai furbi.
Dice Diego:
Ciao Periera,
ero curioso di sapere cosa avresti scritto sulla conferenza stampa di ieri.
Io ho acceso per caso la TV proprio all’inizio della presentazione, non sapevo ci fosse.
E’ sono rimasto felicissimo. Sì, mi sarò rincoglionito, ma ero felicissimo.
E non parlo dei contenuti e delle decisioni che sono passati in secondo piano.
Parlo del modo, dell’educazione, dell’attenzione a spiegare a tutto il popolino cosa si accingono a fare. Ho 31 anni e non ricordo di aver mai visto una cosa del genere in Italia.
Quando ho sentito Monti dire “poi naturalmente saremo felici e ansiosi di rispondere alle vostre domande”, giuro che mi è venuto un brivido ed ho sorriso, mi ero dimenticato che durante le conferenze stampa si possono fare domande e chiedere delle risposte!
Ero abituato solo a vedere i “comunicati” stampa, nel senso che il politico di turno si presentava in conferenza e comunicava quello che voleva senza possibilità di dibattito.
Per carità anche Monti ha risposto male (con sobrietà naturalmente come si usa dire in maniera nauseante in questi giorni) se non sbaglio alla seconda giornalista rispondendo ad una domanda alla quale a suo avviso aveva già dato risposta “l’ho ribadito all’inizio, ma probabilmente è entrata in sala un attimo dopo e non ha potuto sentire”, ma vuoi mettere la competenza e l’educazione? Senza ministri che fanno le pernacchie o che danno dello stronzo a turno a chiunque, o ad un premier che risponde “comunisti” a qualsiasi domanda vera?
E poi il gesto di levarsi lo stipendio. Come sottolineavi anche tu Periera, non ce né traccia nella nostra storia degli ultimi anni. Semplice e bella. A me sembra il minimo, visto che siamo in difficoltà e chiediamo a tutti sacrifici, io che le impongo sono il primo a dare l’esempio.
E’ anche una mossa paracula, nel senso che ti puoi sempre difendere dicendo che sei stato il primo a dare l’esempio, sei meno attaccabile.
Caro Diego, hai ragione, ma è inevitabile che sia così (para… intendo) ma questo non toglie che faccia effetto vedere governanti che si calano nella realtà, che danno testimonianza fattiva con un gesto spiazzante. Ce ne fossero.
Paracula è stata anche la conferenza stampa domenica sera, all’ora di cena, a dimostrazione che lavorano per noi anche di domenica anche mentre mangiamo.
Monti ha sentito il bisogno di inserire nel decreto una norma che obblighi a non percepire più di uno stipendio pubblico per tutte le persone che stanno al governo.
Ci voleva tanto? Evidentemente si, se non l’han fatto i professionisti del conflitto di interessi – e fin qui ci sta- ma neanche D’Alema e Prodi.
Evidentemente prima non era così.
Poi nel merito della manovra possiamo parlarne per ore, ognuno ha la sua ricetta, io dico solo che finalmente vedo dei professionisti, con meno conflitti di interesse (addirittura hanno chiesto a Passera se venderà le sua azioni di Banca Intesa…) ed ho l’impressione che non stiano lì solo per accontentare gli amici loro o per curare i loro interessi.
Questo lo vedremo, di sicuro sono molto attenti a non pestare i piedi a qualcuno (Berlusconi e capitali in Svizzera) mentre si sono fatti meno scrupoli con altri, pur lasciandosi sfuggire le lacrime.
Fino a un mese fa il problema più grave dell’Italia parevano essere le intercettazioni telefoniche ed era impensabile tassare gli evasori che avevano scudato capitali dall’estero, e che invece ora si ritrovano un 1,5% in più. Poco ma almeno abbiamo fatto un passo avanti.
Un passo troppo corto, cosa vuoi che sia, una tassazione del 6,5% in totale su capitali mai tassati?
Poi naturalmente come si suol dire “ci sono ampi margini di miglioramento”, ma lo stesso Monti ha ribadito che se invece di due settimane avessero avuto due mesi avrebbero potuto fare di più e comunque se gli daranno altro tempo, probabilmente studieranno altre misure.
Ci conto moltissimo e me lo auguro
Per il giudizio complessivo bisognerà aspettare altri giorni, ma per il momento promuovo i professori.
Per il mio sentire “promozione” è una parola grossa, diciamo che ci stanno tirando fuori dal baratro con una manovra da destra dignitosa e competente, usando finalmente un atteggiamento da paese civile. Quello che dovrebbe essere il minimo sindacale, per il livello istituzionale di cui si parla.
Per quanto pagheremo ancora la “tassa Berlusconi”?
Grazie
Pereira
Molto è nell’ultima frase di Gaioing!
Sul fatto che un governo di sinistra (diciamo PD) farebbe quanto auspica sempre Gaioing, ci crederei molto poco…
Lucidissimo Gaioing…
@Pereira
Monti è bravo a mostrarsi umile ma il suo è un atteggiamento non spontaneo, piuttosto mirato a uno scopo ben preciso.
La spontaneità è della Fornero e questa è la cosa che mi è piaciuta di più per la sua lontananza dal cinismo della politica.
Guardiamo ai fatti.
In questa fase l’UE non si fidava più del governo Berlusconi (giustamente) e Monti ha cercato di realizzare nei fatti una manovra che Berlusconi soltanto prometteva nel 2013.
Forte di questa manovra conta di condizionare le mire del duo Merkel-Sarkosy sul futuro della partita globale riguardante i destini dell’area euro.
Quindi è dovuto andare per le spicce, e sta raccogliendo il raccoglibile.
Per realizzare l’equità in un sistema bacato come quello fiscale italiano ci vuole molto tempo e soprattutto un governo non tecnico.
Ci vorrebbe una netta vittoria elettorale del centro sinistra ai danni del PDL e della Lega e soprattutto un leader e ministri adeguati .
La manovra insomma è un tampone.
Ciò che succederà è nelle mani, di Mario Draghi più che su quelle di Mario Monti.
Lo ha spiegato ieri molto bene all’Infedele Eugenio Scalfari
E’ un vero piacere sentirlo parlare di economia, ha una visione delle cose decisamente superiore.
Ha imparato economia dal cognato Donato Menechella, il quale a sua volta l’ha imparata da Benedetto Beneduce, l’ultimo grande funzionario pubblico che
ha retto, ai tempi del Duce ,la Banca Centrale Italiana , facendo uscire l’Italia per prima dalla crisi del ’29.
Il problema è tutto qua: Banca Centrale Pubblica , allora no debito… Banca Centrale privata , debito che corre più della crescita.