Scegliere i brani attraverso i quali tenere in mente Amalia è molto difficile: fanno tutti parte, i classici, del suo repertorio, non solo di cantante, ma anche di straordinaria autrice: testi sempre profondi, particolarmente profondi direi, con i quali esplorare ogni luogo dell’anima. Amalia Rodrigues è finalmente nell’empireo, alla stregua della Piaf o della Fitzgerald, e lo merita ampiamente. La voglio qui omaggiare con cinque interpretazioni di altrettante artiste importanti e affermate, in un crescendo che mi sembra straordinariamente efficace. Iniziando con una vera e propria presentazione affidata a una cantante ancor giovane.
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Joana Amendoeira sta maturando e il suo ultimo album, “Setimo fado”, merita di essere bene ascoltato. Ho già ricordato che fu lei a essere scelta per la celebrazione ufficiale del decennale della morte di Amalia, una incombenza che ricoprì molto bene. Qui la sentiamo interpretare “Gaivota”, uno dei classici portati al successo da Amalia, un brano delicato e lirico: il gabbiano che vola portandosi dietro i nostri sogni per permetterci di vederli dall’alto e giudicarli, e le sue ali ci tengono in un cielo che brilla e che è il nostro cuore. Un’altra interpretazione di qualche anno fa è quella di Mafalda Arnauth…
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Portare sul palco “Foi Deus” significa avere grande fiducia nelle proprie possibilità. Un testo di grande energia e un precedente, quello di Amalia, talmente ineccepibile e ingombrante che bisogna affrontare questi versi e queste note in modo diverso per non cadere nell’errore di copiare la divina. Mafalda sceglie ogni volta una sua via, non vuole essere né si sente Amalia, tutt’altro, ma vuole dare di lei la sua interpretazione, il suo particolare omaggio. Sento che l’anima si calma con i versi che canto: una poesia, una lirica genuina che va oltre qualsiasi desiderio di voler strafare. Neppure Cristina Branco se lo permette.
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Cristina è una delle massime interpreti contemporanee e come tante altre sue colleghe si apre alle ispirazioni che giungono dalla musica del mondo. Questo brano di Amalia, “Trago fado non sentidos”, è uno dei miei preferiti. Amalia ha scritto una poesia soave e Fontes Rocha, uno dei suoi chitarristi preferiti, ha musicato con leggiadria i versi, dando ad essi una connotazione più serena di quello che significano nel loro profondo, in cui i sentimenti vengono visti attraverso la lente della solitudine. Ma ascoltando questa musica si possono accantonare anche i dolori maggiori. Una interpretazione che Cristina dà dall’alto di una sua straordinaria capacità di modulare la voce sui toni più diversi. E che poi in Dulce Pontes e in questa “Lagrima” raggiunge vette altisonanti.
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Dulce canta davanti ad Amalia nel compleanno della divina. La Rodrigues compiva 75 anni, e la televisione portoghese le dedica una vera e propria festa. A cantare il brano più paradigmatico scritto da Amalia (e musicato da Carlos Gonçalves, l’altro guitarrista del maggiore conjunto della regina del fado assieme a Fontes Rocha) viene chiamata la cantante più popolare in quel momento in Portogallo e già conosciuta grazie al festival dell’Eurovisione che con “Lusitania” ne aveva decretato il successo. Dulce è ancora, a mio sommesso giudizio, in vetta a questa soggettiva classifica. Non è una fadista, dicono, ma sfido a trovare – se non in Argentina Santos – una interpretazione di questo livello di un brano che Amalia ha reso immortale. Un brano di amore perduto, quella lacrima per la quale lei si lascerebbe morire sullo scialle steso a terra se solo l’amato la ricordasse un attimo. Un testo di una forza e di una vitalità allo stesso tempo quasi concorrenti a quelle che sono le parole, che Dulce eleva in questa interpretazione a preghiera. Tornerà altre volte a cantare “Lagrima” l’artista di Montijo, e ogni volta in un tono diverso. Che è dimostrazione di grandezza. Ma ecco la sorpresa finale.
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Non canta una portoghese, ma la pronuncia brasiliana non intacca il senso di questo fado strabiliante, scritto ancora da Amalia (e musicato da Alfredo Duarte Marceneiro), per il suo cuore indipendente. Maria Bethania è una delle voci femminili più importanti al mondo. Sorella di Caetano Veloso (anche lui innamorato di Amalia e interprete di questa canzone in un concerto memorabile davanti alla divina, solo voce e chitarra classica), Bethania porta a Salvador de Bahia la forza di un fado che con la Rodrigues ha abbattuto le frontiere. L’omaggio di Maria Bethania è talmente unico che vale la pena di una riflessione: siamo davvero sicuri che il fado è musica per pochi, limitata ad alcune scene e vissuta solo da pochi intimi? No, la risposta è no: e le vicende legate al riconoscimento dell’Unesco lo dimostrano. Il fado è, sempre e comunque, una strana forma di vita, forse la più intensa e vera. Ascoltare di nuovo per credere.