Twitter è un aggeggio interessante che per quanto in forma imperfetta ti permette di misurare il mondo. E di capire dove ti trovi. Non che sia sempre obbligatorio e decisivo, ma ti offre una modalità istantanea che intriga e può sorprendere.
Ieri sera mi ero messo a vedere #QuelloCheNonHo di cui avevo perso la puntata del giorno prima e mi sono subito trovato a twittare sulla bruttezza della cover di Capossela che faceva il brano di De André alla greca, come gli stranieri superficiali fanno l’Italia coi mandolini facendoci arrabbiare. Imbarazzante. Va bè, io ce l’ho un po’ con Capossela che non sento mai impegnato a far capire le parole delle sue canzoni. Faccio un tweet in tono e scopro di essere sommerso da twittologi entusiasti. Trovo una sola eccezione: lo scrittore Michele Dalai.
Fondo seduta stante l’Associazione Vittime delle cover brutte di De André #Quellochenonho
— Michele Dalai (@micheledalai) Mag 14, 2012
Ho subito cliccato il pulsante “segui”, senza pensarci due volte. In ogni ambito umano abbiamo bisogno di qualcuno che ci capisca, per non sentirci troppo soli.
Poi dopo qualche bel pezzo di televisione torna lo spazio musica e arriva Elisa che fa One degli U2.
Non credevo alle mie orecchie, una cantante che ha avuto mesi per preparare una cover di un brano così noto e impegnativo e lo affronta con tanta sciatteria… senza un guizzo, senza un’invenzione di qualche genere. Piano bar con qualche problema di intonazione.
Mi viene voglia di condividere questa mia costernazione e twitto che Elisa mi sembra una ragazzina alle prime armi che prova nella sala della parrocchia. Naturalmente il mio tweet con ashtag #QuelloCheNonHo finisce affogato sotto una marea di “Elisa può cantare anche l’elenco del telefono e mi fa venire i brividi #QuelloCheNonHo”.
I brividi?
Michele Dalai dove sei? Dì qualcosa ti prego.
Andrea Marzi
Questa piccola discussione ha fatto si che sono andato per la prima volta in vita mia a guardare sul vocabolario la definizione di artista: “Con artista si indica generalmente una persona la cui attività si esprime nel campo dell’arte.
Nel senso più ampio l’artista è una persona che esprime la sua personalità attraverso un mezzo che può essere un’arte figurativa o performativa. La parola viene usata anche come sinonimo di creativo.”
Quello che quindi si potrebbe dedurre è che molti di questi artisti, più che non essere “dei veri artisti” , non abbiano semplicemente una grande personalità. Che sembra la stessa cosa ma forse non lo è!
Concordo!
@ Zucchi
Interessante osservazione, me lo sono perso ma la prendo per buona.
Dunque? Dovremmo pensare che gli attori quando sono artisti veri (come nel caso di Santamaria) sono più attrezzati a fare una cover di “cantanti” che forse non sono artisti? Si, forse in fondo la questione è tutta lì.
Comunque ieri Santamaria non è stato affatto male nel cantarlo…
posso essere la vicepesidente dell’associazione contro le vittime delle cover di De Andrè? odio qualunque storpiamento, arrangiamento, ricantamento delle sue canzoni, che erano e restano uniche, anche perchè unica era la sua voce. non sopporto neanche Cristiano, che pure gli somiglia tanto, mi sembrano delitti di lesa maestà, turlupinature a nostro carico, un uso becero di parole e musiche. cantate battisti o chi vi pare, ma lui no, nessuno può somigliare alla sua voce. costanza, che a suo nipote, non a caso, ha messo nome Fabrizio.
@ Federico
Infatti come detto credo di avere un problema con Vinicio. Purtroppo anche con tutta la buona volontà non ritiro l’iscrizione all’Associazione di Dalai
Eddai!!! Eddai!!! Capossela è un grande! Secondo me però ha un serio problema con le esibizioni live, sempre molto al di sotto delle sue reali qualità. Quella di ieri, che mi sono andato a cercare sul web, è apprezzabile. Almeno nelle intenzioni:-)