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Artisti del fado che il mondo invidiaDopo avere parlato due settimane fa di fado “vagadondo”, ecco una serie di segnalazioni per quello che riguarda i locali dove il fado è “profissional”. Non è una valutazione di merito tra il fado “vadio” e quello di chi per lavoro suona e canta: il cuore che chi si presenta sul palco mette è lo stesso nelle varie case de fado, dalla più illustre alla più umile;  è ovviamente diverso il contesto e anche l’obiettivo che questi musicisti si prefiggono, pur in un momento di crisi che il Portogallo vive. E, decisamente, la qualità, anche se una serata in una piccola tasca può avere effetti contagiosi particolari. Partiamo da un locale simbolo, la Casa de Linhares, anche se quando parli a Jorge Fernando la domanda si porta dietro un nome diverso: “Ci sei stasera al Bacalhau de Molho?”. Ma entriamo in beco dos Armazens do Linho 2, e scopriamo una sorpresa.

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Nei mesi scorsi Misia ha presentato con un concerto speciale il suo decimo album, “Senhora da Noite”, proprio in questo stupendo locale dell’Alfama, aristocraticamente elegante, nel quale convogliano tanti musicisti che vengono a Lisbona a scoprire qualcosa di diverso: è qui che Mick Jagger si è “innamorato” di Ana Moura. Misia ha emozionato la platea con il suo fado di grande classe. Un ambiente degno della cantante che è amata in Francia come in Giappone, e che talvolta nel suo paese viene giudicata troppo “estrema”. Ma l’ambiente del Bacalhau ha dato un qualcosa in più alla sua esibizione, come straordinaria è ogni serata in questo tempio del fado. Dove la viola di Jorge Fernando è colonna sonora portante. Ascoltiamo uno dei giovani che si esibiscono nel locale, André Baptista.

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L’elenco degli artisti del Bacalhau è importante. E va da Maria da Nazaré a Fabia Rebordao, da un monumento vivente del fado, quindi, a una gloria futura. Su Fabia non solo Jorge spende parole di elogio, ma tutti quelli che l’anno ascoltata ne sono rimasti entusiasti. E non solo perché è la pronipote di Amalia e Celeste RodriguesCidalia Moreira, Vania Duarte e le altre non sono personaggi secondari, certo, e quindi questo depone completamente a favore del locale. Che non è solo bello, il più bello, a mio giudizio, di Lisbona. Importante è anche il Clube de Fado: per giungervi dal Bacalhau basta salire alcune rampe di scale di uno dei tanti vicoli dell’Alfama.

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Cristiana Pereira è una delle cantanti di un elenco di valore orchestrato da un grande maestro della guitarra portuguesa, vale a dire Mario Pacheco. Il “professore” sa scoprire il talento come pochi e poi il suo modo di suonare è affascinante: oltre alla bravura tecnica e interpretativa, al balanço che la sua guitarra sa esprimere, è il gesto e il sorriso che esce dai suoi baffoni che ne fanno un personaggio. Talvolta al Clube si esibisce anche un’altra leggenda, Carlos Gonçalves, che si porta dietro il mio amico tassista Lelo Nogueira, violista che fu anche l’accompagnatore nell’ultima tournée di Amalia Rodrigues. Mentre con Pacheco si esibisce Diogo Clemente, personaggio giovane, ma di primo piano (allievo di Jorge Fernando) della viola. I cantanti che si alternano sono molto noti e importanti: si possono trovare da Ana Sofia Varela a Rodrigo da Costa Felix, da Maria Ana Bobone a Cuca Roseta e altri. Un elenco decisamente interessante. Dall’altra parte della Baixa, e qui siamo nel Bairro Alto, ecco un locale che sta decollando: O Faia.

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Se bastasse un solo elemento per farmi entrare in questa bella casa de fado, direi che la presenza di Fernando Silva e la sua guitarra portuguesa rappresentano un motivo di grande interesse. Ho avuto modo di apprezzare questo musicista di Arruda dos Vinhos – località molto amena dove mi sono recato anni fa per gioire di una festa in piazza con Custodio Castelo, Jorge Fernando e Davide Zaccaria – nella sua collaborazione con Dulce Pontes e ora con Zaccaria nel progetto “(Re)cantos da alma”. Fernando è un guitarrista di grande valore e di grande orgoglio, ma soprattutto ama la musica e per lui eseguirla in un locale o in un teatro o  in una tasca è la stessa cosa: basta che possa dialogare con il pubblico e sentirsi in pace con se stesso. E quando accompagna Antonio Rocha o Lenita Gentil nel locale di rua da Barroca 54, è al centro del mondo. E ora è felice: all’elenco si è unito Ricardo Ribeiro, uno dei big del fado, che tiene ancora più in alto il nome della casa. Ma allunghiamo ancora il nostro passo, usciamo dai luoghi consolidati e  arriviamo in rua do Meio a Lapa 18, appunto fra Lapa e Madragoa.

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“Il canto è sofferenza e io non posso stare sempre a soffrire”. Maria da Fè, nome leggendario del fado, premio Amalia Rodrigues 2006 per la migliore interprete, è la fondatrice del Sr. Vinho, locale elegante nel quale si ascolta buona musica, si mangia e beve bene, si viene a contatto con personaggi di grande valore. Nel settembre 2003, quando vi entrai per la prima volta, sul palco c’erano Jorge Fernando e Ana Moura, mentre ai tavoli sedeva Mariza, che da qui aveva cominciato e che vi tornava volentieri quando si trovava a Lisbona. Tempo ne è passato come gli artisti sotto la guida della grande Maria, che quando si esibisce conquista tutti. Ma anche le altre voci sono di spicco, come Vanessa Alves, per esempio, giovane, ma già con esperienza alle spalle e un passato alla corte di Jorge Fernando al Bacalhau, o Gisela Joao, che viene dal nord, o Aldina Duarte, vero e proprio personaggio del fado, poetessa e musicista, cantante di grandissime doti emozionali, o ancora il nuovo arrivo Joana Amendoeira. Maria da Fè può vantare la citazione di Caetano Veloso nella canzone “Lingua” come esempio di personaggio che porta avanti le tradizioni lusofone. D’altronde Caetano quando passa per Lisbona non manca di venirla a trovare. Ma lasciamo il Sr. Vinho e torniamo da dove siamo partiti, dall’Alfama.

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Per entrare nel locale dal quale non si uscirebbe mai: la Parreirinha de Alfama. Quello di beco do Espirito Santo 1 è l’indirizzo giusto. Ogni sera, a eccezione della domenica, si entra in un mondo diverso. Certo, non incontrare all’ingresso Argentina Santos è un duro colpo, ma poi Tina Santos ci fa tornare nella Lisbona più bella e vera. E sei disposto a fare qualsiasi ora della notte e poi girare fino all’alba ripensando a ciò che ti è accaduto dentro.

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