Sentire un musicista italiano, nella fattispecie Davide Zaccaria, realizzare un album di omaggio a Zeca Afonso (e che album!), un musicista che possiamo avvicinare per la sua importanza anche sociale ad artisti italiani come De André e Gaber, dimostra quanto, in fin dei conti, Italia e Portogallo non siano poi così lontani. Fado o musica popolare portoghese che sia, da noi c’è una forte sensibilità verso Lusitania, anche come ispirazione di autori prestigiosi (Fossati o Vecchioni, per dire). Ma questo interesse così profondo, e dai grandissimi risultati, di Davide ci fa indubbiamente onore.

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Recentemente Davide e Maria Anadon hanno realizzato un concerto a Milano nel quale hanno riproposto anche i brani dell’omaggio a  Zeca, fra i quali “Que amor nao me engana”, decisamente una delle canzoni più straordinarie del grande poeta e musicista che ha reso universale la ballata popolare e in cui si è riflessa la generazione della Rivoluzione dei garofani. In “(Re)Cantos da alma”, inoltre, Davide ha portato in evidenza un Portogallo di grande cultura musicale, senza ovviamente tralasciare il fado.

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E qui come non ricordare ancora una volta che Davide è il violoncellista di Dulce Pontes? Le cronache hanno raccontato di due concerti siciliani straordinari per la cantante di Montijo e la sua band, nella quale Davide rappresenta un punto di riferimento di cui non si può fare a meno. E seppure non strettamente fadista, Zaccaria ha comunque una lunga serie di collaborazioni con chi il fado lo mastica come primo alimento, e non solo Jorge Fernando e Custodio Castelo, ma artiste del livello di Ana Moura, Mariza, Joana Amendoeira e altre. Fra pochi giorni, Davide sarà accanto a Margarida Guerreiro, proprio una delle protagoniste della “generazione futuro”

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Margarida non ha paura a confrontarsi con i classici e non ha paura del pubblico. E’ molto spigliata, bella e spigliata; “Gaivota” è un brano difficile, come tutti quelli nei quali l’ombra di Amalia appare inconfutabile ed è difficile da portare via. Come molte sue coetanee, Margarida ama reinventarsi una musica popolare che travalica i generi. Il suo attuale “amore” per l’Italia la fa essere ancor più poliedrica e i suoi progetti navigano in varie direzioni. Sabato 8 dicembre a Olbia (sala congressi del Museo archeologico, ore 21,30, ventiquattresima edizione di Emmas) Davide Zaccaria al violoncello la accompagnerà assieme a Michele Ascolese, chitarra, Eric Daniel, fiati, e Massimo Cusato, percussioni, per un percorso sicuramente avvincente che dal fado arriva alla musica popolare italiana.

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“Eu nao sei quem te perdeu” è un must di Pedro Abrunhosa, uno degli artisti portoghesi più creativi, di quelli che fanno tendenza. Qui Margarida la interpreta bravamente. E se la Guerreiro viaggia fra Portogallo e Italia, con intensità si sta facendo le ossa fra Italia e Portogallo Frida Neri, cantante molisana trasferitasi nelle Marche. Per lei e Antonio Nasone, che suona la chitarra classica, appuntamento la sera del 5 dicembre alla libreria “Il catalogo”, a Pesaro, ma soprattutto venerdì 7 a Roma, proprio con Davide Zaccaria.

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Sarà una serata particolare che si terrà al “The felt music club” di via degli Ausoni, nel quartiere trendy di  San Lorenzo, a partire dalle 22. Repertorio di fado e di musica popolare portoghese, con due cantanti giovani che hanno Lisbona nel cuore: il loro è un omaggio alla città e alla musica che amano e hanno entrambe l’umiltà di farlo senza volere dimostrare chissà che. Oltre a Frida Neri, infatti,  c’è Chiara Morucci.

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Di Chiara avevo già parlato come una delle voci del Conjunto Romano, il gruppo che Carlo Giacobbe aveva messo in piedi con la guitarra portuguesa di Felice Zaccheo e la viola de fado di Franco Pietropaoli. In questa versioen di “Barco Negro”, un poema raffinatissimo di David Mourao-Ferreira musicato da Caco Velho, la Morucci esprime la sua forza interpretativa fuori dagli schemi, ma molto personale. Chiara e Frida assieme saranno sicuramente una sorpresa. E Frida ha una sorpresa in più: il 22 dicembre a Lisbona canterà al Duetos da Sé, un locale di Travessa do Almargem all’Alfama. Più fado di così… In attesa dell’album di Luisa Notarangelo, del ritorno di Elisa Ridolfi e dei concerti di Isabella Mangani, altre voci italiane appassionate di quella città senza confini che è Lisbona.

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