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Abisso chiama abisso

Perché le coincidenze mi hanno portato a passare davanti a quel muro proprio stamattina? Chi ha scritto quella frase evocando la bibbia e quando? Voleva aiutarmi o suggestionarmi o offrirmi una chiave interpretativa delle dimissioni di Delbono?

Scusate a volte il sangue non irrora più il cervello come un tempo…
si, vorrei parlare di Delbono e della questione morale a sinistra, ma per farlo a modo mio vi devo prima parlare del senso della vergogna degli italiani.

E’ un grave errore leggere la politica solo come confronto di parti avverse con diverse (?) proposte per il governo del paese.
Qui bisogna prima parlare degli italiani e del fatto che il senso della vergogna non è più un valore per molti di essi.

Le schifezze di Marrazzo prima e di Delbono poi rimangono banali marachelle di fronte a quanto commesso da B. spaziando in lungo e in largo per i codici penale e civile eppure loro si sono dimessi mentre B. e i suoi elettori non ne hanno mai sentito il bisogno, e si che di occasioni ce ne sarebbero state molte.

Invece le dimissioni di Delbono, come di Marrazzo, sono state accolte dalla maggioranza dei loro elettori con un senso di sollievo perché la vergogna era indubbia. Perché questo elemento non dovrebbe essere un carattere nazionale?
Sarebbe un enorme passo avanti anche per la politica. E’ possibile in altri paesi, dovrebbe essere possibile anche da noi…

Il disprezzo di B. per le donne, per le leggi, e anche per Dio, visto che lo usa come una immaginetta pubblicitaria, avrebbero dovuto muovere i suoi elettori, se non l’interessato, e invece… tutti quei clericali, ciellini, benpensanti vari non hanno mai avuto abbastanza onestà e coraggio da vergognarsi di avere un leader politico impresentabile, offensivo, per il paese.

Ahimé credo che senza una capacità collettiva di vergognarsi che riguardi anche elettori leghisti e di destra, l’abisso in questione non è quello che attende nel suo buio il PD, ma quello che toccherà all’Italia.

Pereira

Pereira

348 articoli su Radio Pereira. <a href="https://radiopereira.it/io-sono-pereira/"><strong>Della prima parte della mia vita</strong></a>, molti di voi già sapranno grazie ad Antonio Tabucchi, della seconda invece pochi sanno. Per carità, non che ci sia molto da dire ma visto che i ragazzi della redazione insistono... Venni qui dopo un lungo peregrinare da un paese all’altro, fuggendo da quel paese senza libertà che era diventato il mio paese, il Portogallo, negli anni ‘30. Arrivai subito dopo la guerra e mi trovai così bene da decidere di rimanere. La gente allora era accogliente, nel paese si respirava – grazie al clima di dopoguerra – una voglia straordinaria di fare, di ricostruire e anche io diedi il contributo. Oggi si direbbe che lo diedi da “straniero”, da “migrante”. Ma ero poi così straniero, cioè “estraneo” a questo paese? forse no, visto che sono ancora qui e considero questo paese come l’altra mia patria. <a href="https://rp.liberstudio.com/2008/07/25/il-cantante-vasco-e-la-questione-dell%E2%80%99identita/"><strong>Vedi anche questo post</strong></a>

1 commento

  1. L’Italia è già nell’abisso.Lo dicono i numeri.Gli italiani non sanno i numeri e votano B. per una nemesi collettiva. E’ come quando votavano Mussolini o premiavano Craxi con un 15% di voti rendendolo di fatto arbitro del potere.. In verità è tutta la classe politica italiana che fa pena ed il cittadino italiano nonostante tutto la vota.Bisogna pensare soprattutto a questo fatto.