Promenade Amalia Rodriguez, Lisboa.Come iniziare bene l’anno sotto il cielo di Lisbona? Ascoltando tanto buon fado. Ma, vi chiederete, quale? Capisco come la curiosità di molti possa essere rivolta verso una specie di classifica che ognuno di noi si fa in testa secondo il proprio gradimento di artisti o album da essi pubblicati, partecipazioni speciali e intrattenimenti televisivi, presenza finanche a Sanremo, quasi ingiustificate (ricordate Teresa Salgueiro inutile “musa” degli Stadio?). Con gli amici amanti del fado, abbiamo spesso discussioni su chi ne incarni maggiormente lo spirito.

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Sono molte le cantanti che salgono sui palchi nel Portogallo e in tutto il mondo. Di tante di loro abbiamo già parlato qui diffusamente. Non sono soltanto artiste eccezionali, ma anche amiche carissime. Io tacerò la mia classifica personale, non per paura di mancare di rispetto a qualcuna di loro, ma per non influenzare i lettori e perché i gusti di ognuno non possono essere presi come propri. Mi diverto a parlarne e mi fido ciecamente delle persone che reputo bene informate e soprattutto dentro le segrete pieghe del fado. Come Jorge Fernando, che difficilmente ha fatto scelte sbagliate, o come l’amico e collega Carlo Giacobbe, amante soprattutto del fado di Coimbra, ma cultore di ogni genere musicale popolare e quindi bene attento alle emozioni e alle qualità tecniche delle interpreti. Con lui abbiamo spesso giudizi difformi, ma l’importante è parlarne con profondità come sempre avviene. E, come sempre avviene, ognuno poi resta della stessa idea.
Per esempio quando parliamo di Dulce fadista io non accetto critiche. Sono troppo severo? Io ritengo che abbia una voce fantastica e una predisposizione naturale al fado. Lo riconoscono anche i detrattori della sua personalità, come Ruben De Carvalho, per esempio, che semmai si scagliano contro altre scelte – di vita e artistiche – che ha fatto (per la verità Dulce fadista piace anche a Carlo). Ma che la sua voce sia magica e magnetica non posso che confermarlo sulla mia pelle: i giorni che abbiamo passato assieme a Obidos e Tomar nella registrazione di “O coraçao tem tres portas” – come ho già raccontato – rimarranno indelebili. Ma non posso negare che anche a me come a tanti intriga la bravura e lo charme di Cristina Branco.

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Di lei fino a oggi non avevo ancora detto nulla su questo blog, ma solo per vergogna. La vergogna di non conoscerla personalmente. Ma ogni volta che ne ascolto i brani vengo scosso da una consapevole emozione. Quando sono entrato nel mondo del fado, il connubio artistico e familiare fra Cristina e l’amico Custodio Castelo era agli sgoccioli e la così bella coppia si stava dividendo sia negli affetti sia nel cammino artistico. Ma è indubbio che Custodio ha fatto molto per Cristina, ne ha plasmato le forme musicali e l’ha fatta decollare anche a livello internazionale. La bravura di lei è stata quella di proseguire nella strada intrapresa e di non fare sentire ai suoi appassionati la mancanza di Custodio. Passione e dolcezza sono le qualità maggiori della Branco, scoperta in Italia da Sete Sois Sete Luas. Un’artista da prendere al volo alla prima occasione.
Di Ana Moura abbiamo parlato tanto: è amorevole in tutto e per tutto, e la incontreremo di nuovo, statene certi. Di Ana Lains, invece, ancora no.

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Ma è giunto il momento di porre rimedio a questa mancanza. Voce interessantissima, personalità, repertorio ne fanno un personaggio importante e l’amico Marco Abbondanza ha fatto bene a farne l’icona del fado, lo scorso anno, per Sete Sois Sete Luas, un festival che mai ringrazieremo abbastanza. Il successo che la Lains ha ottenuto nei concerti italiani merita attenzione e soprattutto la presenza alla prossima occasione.
In Italia vive ormai Margarida Guerreiro.

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Si tratta di un altro nome che, se conosciuto, non dimenticherete più. Suadente, passionale, eclettica, ricordo la prima volta in cui me la trovai di fronte nel 2004 in un locale molto bello che non è una casa di fado, ma un luogo da spettacolo in generale, il Santiago Alquimista, sotto il Castelo di Sao Jorge. Fu un impatto molto forte, si presentò da vera protagonista. Era una serata nella quale l’amico Manuel Halpern presentava il libro “O futuro da saudade” sui volti giovani del fado e sulle curiosità internazionali (per esempio il “fado spaghetti”, simpatica descrizione di Marco Poeta e il suo gruppo), suonavano fra l’altro Guillerme Banza e Jorge Fernando e Margarida si esibì con grande grinta. Con la guida di Custodio Castelo è molto cresciuta e non poteva essere altrimenti. Ora che ha scelto l’Italia, ha avvicinato ancora di più fado e world music (una sua partecipazione straordinaria a Sete Sois Sete Luas è ricordata in un cd di tale genere) e ciò non è male per assicurare alla musica che vorremmo ascoltare di continuo una visibilità ancor più internazionale. Ma se fatta con grande coscienza e rispettando la tradizione.

Vedremo che cosa ci regalerà questo 2011. Buon anno, intanto.

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