Sono tanti, forse troppo, i dubbi che aleggiano intorno all’intervento militare internazionale in Libia. A molti è sembrato tardivo, in quanto non in grado di prevenire il massacro dei rivoltosi operato dal regime libico; a tanti altri è parso precipitoso – nella misura e nell’uso di mezzi militari, impiegati in primis da Usa e Francia – in quanto ancora non era stata elaborata neanche una strategia credibile.
La diplomazia infatti, dopo essere giunta ad un accordo sull’imposizione di una “no-fly zone“, appoggiata anche dagli stati africani, ha lasciato il posto all’azione militare, divergendo così dalle richieste di Lega Araba e Unione Africana, i due soggetti che forse dovevano essere privilegiati come interlocutori.
Un’azione così scoordinata, seppur legata a presunte ulteriori violazioni libiche, ha prestato il fianco a critiche ed insinuazioni, legate ai possibili interessi economici degli stati che si sono affrettati ad intervenire. Ed anche alle recriminazioni del rais della Libia, e dei suoi uomini, che in tal modo hanno potuto trovare obiezioni da porre alle forze dell’Onu, e della Nato, che ha preso il comando delle operazioni.
Gheddafi dice: “lasciate che sia l’Unione Africana a gestire la crisi, la Libia accetterà qualsiasi decisione che l’Unione assumerà”.
Il viceministro degli esteri della Libia, Kaim, accusa invece la coalizione internazionale di voler provocare uno stallo, che spaccherà a metà il paese, facendolo così cadere in una sicura guerra civile. Dice anche che gli attacchi degli Alleati non rispettano la risoluzione 1973 dell’Onu.
Senza voler proporre nessuna interpretazione, vorrei dare la possibilità a tutti di leggerla, questa risoluzione 1973, lasciando formulare ai lettori ogni pensiero sulla correttezza, o meno, delle azioni che ne sono seguite.
Ecco il testo integrale della risoluzione 1973 (2011) sulla Libia, approvata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite il 17 marzo 2011
Ecco anche il link alla risoluzione originale, in inglese.
Everardo Dalla Borsa
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