1987.
Gennaio: la Cassazione rende definitiva la sentenza che in appello ha assolto tutti gli imputati per la Strage di Piazza Fontana per insufficienza di prove.
Maggio: si conclude il processo per la Strage di Brescia: assolti tutti gli imputati per insufficienza di prove
Dicembre: la Corte di cassazione annulla per difetto di motivazione la sentenza di condanna all’ergastolo pronunciata nei confronti di Tuti e Franci per la strage dell’Italicus.
1987: Il gruppo rock demenziale italiano Skiantos pubblica l’Album Non c’è gusto in Italia ad essere intelligenti
Il titolo viene replicato per un libro di Freak Antoni (voce e leader del gruppo) pubblicato nel 1991 (anno della prima guerra del Golfo -quella del capitano Cocciolone, per intenderci-, anno in cui il PCI diventata PDS, della “legge Mammì” sull’emittenza televisiva, quello in cui brucia la Moby Prince -140 morti, nemmeno un colpevole- e in cui la I sezione della Corte di cassazione, presieduta da Corrado Carnevale, annulla la condanna all’ergastolo nei confronti di Pippo Calò e Guido Cercola per la strage del treno rapido 904 del 1984.)
Non c’è gusto in Italia ad essere intelligenti. Quella che potrebbe apparire una boutade un po’ presuntuosa rivela il disagio che proviamo quando si allarga la distanza tra la giustezza dell’idea e l’efficacia dell’azione. A che serve, si chiede a nome di noi tutti Freak Antoni, capire le cose che non vanno se poi non si può far nulla per cambiarle?
Ma c’è di più. C’è una conseguenza tragica. Quando la distanza tra ciò che riteniamo desiderabile e ciò che percepiamo come possibile si allarga troppo, la tensione -il dolore- diventa insostenibile. Allora, se non possiamo modificare il “possibile”, se la realtà presente ci è presentata come immutabile -o come la migliore possibile- piano piano, cominciamo a modificare il nostro desiderio portandolo sempre più vicino alla realtà: ci convinciamo che ciò che abbiamo è ciò che desideriamo. Chi si accontenta gode, dicevano le nostre nonne, così così, aggiunge, più realisticamente, Ligabue.
E’, questo, un potente meccanismo di formazione del consenso. Chi è forte vince, chi vince ha ragione e (quasi) nessuno vuole stare dalla parte del torto.
Accade ogni volta che l’avversario è molto più forte: tutti a saltare sul carro del vincitore e gli altri, quelli che su quel carro non ci vogliono (o possono) saltare, a cercare un colpevole nelle proprie fila o in loro stessi. Meglio pensarsi colpevoli o vittime del tradimento che sapersi deboli, piccoli, impotenti.
“Abbiamo sbagliato. Non abbiamo saputo interpretare il nuovo che avanza. Il nostro avversario ha saputo cogliere meglio le novità della società civile”
E allora eccoli tutti a rincorrere le parole d’ordine degli altri. Che siano il taglio delle tasse, le privatizzazioni o la lotta all’immigrazione clandestina.
(Dimenticandosi che ognuno è più forte e credibile quando sostiene le proprie parole d’ordine).
Oppure ad arroccarsi con protervia in vetuste e obsolete visioni del mondo, ringhiando contro ogni nuovo, quasi che la identità sia più importante della vita stessa.
Poi il vento cambia: succede che tutta ‘sta privatizzazione (e non rompete il cazzo -mi scusi sig. Pereira, ma quando ce vò, ce vò- a dire che non c’è stata: le autostrade, i telefoni mobili e fissi, le televisioni, ecc. dove le mettete? dite piuttosto che non ci sono state le liberalizzazioni, ma le privatizzazioni ci sono state eccome. Anche quella della vita politica, della sede del governo e dello Stato tutto c’è stata!), tutta ‘sta privatizzazione, dicevo, ha stufato e deluso. Tutto ‘sto tagliare le tasse (questo no che non c’è stato, ma intanto hanno tagliato i servizi) per far “dimagrire” lo Stato -che ormai, porello, è alquanto sottonutrito e ce lo farà vedere alle prossime finanziarie che fame che c’ha-, tutto ‘sto incarognirsi contro quei poveri disgraziati che vengono a smerdare i nostri vecchi e a portarci gli accendini ai semafori, tutto questo -ri-dicevo- ha stufato e deluso.
Una delusione che è cresciuta al di fuori, e nonostante, le polemiche tra rinnovatori e conservatori dentro i partiti. Poi le cose cambiano e la delusione diventa consapevolezza.
Così succede che tutto cambia e torna ad esserci gusto a cercare di capire, a fare funzionare il pensiero, perchè, forse, tornerà ad essere efficace l’azione.
Tutto cambia e ci si può trovare tutti in piedi a festeggiare i 110 anni della Fiom come non eravamo riusciti a festeggiare i 100.
Tutto cambia -speriamo- e allora torna ad esserci gusto -speriamo- ad essere intelligenti in Italia.
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La questione del referente è davvero molto interessante, ma qui non riesco davvero ad esprimermi su chi possa realmente diventarlo. Ho una vaga speranza su un personaggio già esistente, ma i dubbi sono molto forti. Spero proprio di poterli dissolvere, o di vederne emergere uno nuovo…
Caro Gaioing, ho sentito Di Pietro ammettere di voler Prodi per un nuovo governo…!!!
Che il benessere riduca la natalità è una legge naturale ampiamente dimostrata, ha ragione Maurizio.
Pure sul fatto che la società sia stata ormai parcellizzata, disunita, minata alle fondamenta. Per annullare ogni possibilità di mettere realmente in discussione la struttura di comando. La legge elettorale lo ha fatto in termini tecnici. La disgregazione socio-culturale ne è la controparte interna. Dalla scuola che forma sempre meno, al lavoro reso sempre meno dignitoso, ai sindacati che non rappresentano più nulla, ai vecchi emarginati. La trasmissione della conoscenza è stata quasi completamente annientata, e quel poco che ne è rimasto affoga nel mare magnum di internet e degli altri mezzi di comunicazione di massa. La solidarietà esiste ormai solo nell’associazionismo e nel volontariato, non all’interno delle comunità. Anche perchè essenzialmente non esistono più le comunità… Però qualcosa forse sta cambiando, ed a guardar bene si avverte che forse il grande ciclo dell’individualismo ha superato il suo culmine. Dai movimenti di massa come quelli che in sordina hanno portato ai recenti risultati elettorali\referendari. Al semplice fatto che il forte e repentino impoverimento globale riporta la gente a vivere a più stretto contatto. Le generazioni a mischiarsi di nuovo. I giovani a vivere coi vecchi. Conosco persone che hanno lasciato un lavoro malpagato per diventare i badanti dei proprio genitori, vivendo con la pensione di accompagnamento di questi ultimi. Ho visto anche belle esperienze di gruppi spontanei che si formano per progetti bellissimi, come il co-housing o i gruppi di acquisto solidale. Una speranza, un qualcosa si vede, caro Maurizio. Ma la lotta è ancora impari, le lobby di potere sono più simili al Leviatano che a Golia. Ma basta una piccolissima crepa nella diga…
Questo non è un paese per……..
Bambini, che se ne fanno pochi e grazie al cielo ci sono gli immigrati. Ma molti altri paesi ne fanno pochi. Basta produrre abbastanza benessere e la natalità scende, vedi Cina dove prima della crescita la politica di controllo a mala pena controllava e adesso nelle città ricche hanno una tale diminuzione delle nascite che hanno tolto la legge di un figlio per coppia. Ma avevamo l’esperienza degli asili nidi e delle materne forse più avanzato e lo stiamo distruggendo.Anche perchè la scuola dovrebbe diventare la cinghia di trasmissione per le aziende.Non si pensa più a formare un cittadino ma a creare forza lavoro. E si toglie il concetto che un lavoratore dovrebbe avere per prima cosa, la dignità, senza la quale i rapporti di forza si trasferiscono tutti a chi ha il potere. Abbiamo genitori sempre più vecchi e se prima erano i nonni a badare ai bimbi, con tutta la carica sociale conseguente, adesso avremo i genitori-nonni con tutte le implicazioni antropologiche che dovremo capire. I bimbi si facevano giocare, si portavano al mare oggi li si mette davanti alla tv o alla playstation. E le politiche per la famiglia le promettiamo da anni e niente è stato fatto.
Giovani. Non è solo la disoccupazione che è un problema. I modelli sociali fanno della professionalità un elemento secondario, anzi scomodo. Meglio giocare al calcio o fare la velina. La precarietà non è più esigenza di flessibilità ma ancora riportare il confronto con il potere a livelli di sottomissione. E la scuola non serve a sviluppare conoscenza ma diventa un luogo di parcheggio. Si parla di meritocrazia e si va avanti solo per network. Il network è importante in tutti i paesi ma solo in italia è dissociato dalle competenze. Non importa quanto tu sia capace se non sei figlio di…amico di….E diventano “l’italia peggiore” quando cercano di farsi sentire. E il sindacato ha scoperto i precari da poco quando da anni questo è il problema. Ed il salario dei giovani più qualificati è tra i più bassi d’ europa. E mentre le menti più brave e più audaci vanno all’ estero da noi non viene nessuno. Guardate quanti giovani dall’ india, dalla cina, dal brasile vanno a studiare in USA in Inghilterra e quanti vengono da noi. E quanti giovani lavoratori di questi paesi trovano opportunità in paesi diversi dal loro tra i quali non c’è l’ italia.
Donne. Il lavoro per le donne in italia rimane un miraggio. Viene pagato meno di quello degli uomini, vero anche in altri paesi,ma lì c’è dibattito movimento. Le politiche di sostegno all’ attività femminile non esistono. La donna che lavora fa due lavori perchè gestisce anche la famiglia.Nei posti di maggiore responsabilità, sia pubblici che privati, la percentuale di quelli ricoperti da donne è tra gli ultimi dei paesi avanzati. Ma in pochi altri paesi la mercificazione del corpo della donna è così spinto. La tv generalista italiana ha al suo centro nel corpo della donna fatto ad oggetto. E le donne che hanno un ruolo sono spesso confinate ad atteggiamenti maschili, se non hanno le palle non contano,trasformazione antropologica comune in altre società ma acuta nel nostro paese.
Anziani. Provate a rimanere senza lavoro dopo i 50 anni. La probabilità che troviate un altro posto è bassissima. Non esistono forme di riqualificazione. L’età pensionabile aumenta, a questo punto perchè si deve andare in pensione? basterebbe dire che si lavora tutta la vita, ma poi se non trovi lavoro che fai? Il ruolo che una volta avevano gli anziani di trasferimento delle responsabilità alle nuove generazioni scomparso perchè il valore del lavoro di gruppo è stato messo in discussione e gli aspetti di gerarchia fanno sì che non conti l’ esperienza ma il ruolo. L’estremizzazione dell’ individualismo nega il processo di transizione.
Vecchi.Pensioni sempre più povere, costo della vita sempre più alto.La famiglia non è più l’amalgama sociale e l’idea che si possa finire il proprio ciclo in ambienti dedicati fanno dei vecchi un gruppo emarginato. Il tempo per stare ad ascoltarli non c’è più e se finisce il ruolo di trasmissione del passato perchè bisogna vivere più a lungo? E la tecnologia avanza per cui si vivrà più a lungo ma nessuno pensa per che cosa. La vita è sacra ma perchè?Per un Dio che non conosco?
Mi direte che sono pessimista che non colgo il vento che si alza. Ebbene in questo paese certo ci sono individui capaci e che hanno voglia di mettere in discussione la situazione attuale, e ne abbiamo avuto un esempio tra voto amministrativo e referendum. Però appena il vento si alza la nostra matrice barocca, il nostro portato di una visione del particolare che viene dalla storia dei comuni prevale. Il vento si alza ed il giorno dopo chi era il più estremista diventa capace di inventarsi la pietas. E non ci spiega perchè di pietas bisogna parlare di chi è ancora al potere e lo usa per i suoi fini. E nessuno nell’opposizione diventa un punto di riferimento indicando la strada spiegando quali programmi. Ci sentiamo dire che hanno depositato leggi che hanno le loro idee, ma in realtà non dicono niente. Stanno a pensare a quali allenze ma non su programmi chiari ma su logiche tutte di sottogoverno e di conti politici che essi stessi sanno non porteranno a soluzioni.Che quadro squallido. Perchè qualsiasi movimento, qualsiasi vento se non ha un referente politico è destinato a fallire. Il potere è potente, controlla le leve dell’ economia e la gestione dello stato. Se non nasce il referente sarà impossibile contrastarlo. E’ interessante che se uno guarda alle parole in sè non sono sbagliate, ma se cominci a ragionare il perchè vengono dette ti accorgi che tutto mira alla propria posizione a come potrà avere più voti domani. In realtà della prospettiva del paese a pochi importa.
Allora ai giovani non rimane che andare fuori. Andate lasciate questo paese che dovrà essere distrutto prima di poter forse rinascere
@Norman Bates
Incredibile!
“Ragazzo mio” a me?!
E’ proprio vero, una voce fuori dal tempo come quella di Norman …..annulla il mio tempo!
Non è il tempo che degrada l’uomo, ma l’uomo che porta al tempo !
No, caro Gaioing, nè troppo visionario nè troppo pessimista.
Come dicevi in un commento precedente, siamo ad uno spartiacque. Non solo in Italia, ma nel mondo. Nuovi equilibri si disegneranno. Le acque cadranno un po’ di qua e un po’ di là. Si rimetteranno in discussione assiomi che credevamo immutabili. Si libereranno forze potenti (anche terribili, vedi la ricomparsa del nazionalismo razzista in Europa). Quello che ci insegna quest’ultimo anno di vicende nazionali e (soprattutto) internazionali è che le masse (come si diceva una volta) o i popoli (come si dice adesso) sono tornati soggetto attivo. Nuovamente protagonisti (non da soli, purtroppo, come fai notare tu, non da soli) sulla scena politica. Come finirà dipenderà da un sacco di cose, e soprattutto, come sempre, dai rapporti di forza. Speriamo bene, ragazzo mio, speriamo bene.
@Norman Bates
Vorrei sapere da Norman se condivide questo mio giudizio o se mi ritiene troppo visionario e pessimista.
E’ vero, c’è aria di alzare la testa in giro, ma le forze che dirigono il mondo,le banche centrali, sono già all’opera.
Ci aspettano, per 5 anni, 5 manovre da 50 miliardi di euro ciascuna (ieri a Ballarò) per abbattere a 70 dall’attuale 120 il rapporto deficit PIL.
Le prime 2 manovre le farà l’attuale maggioranza, se sopravviverà , le altre l’attuale opposizione.
Ovvero, come sempre capita, i sacrifici si fanno con un governo di centro-sinistra.
Mi aspetto un Prodi di turno o anche lo stesso Bersani,
ma spero che la gente continui a tenere la testa alta
ugualmente.
Grazie per tutti questi complimenti,
Come direbbe il mitico Freak Antoni:
voi mi confondete … con un altro
Come sempre, Norman, mi complimento per l’ampiezza, la ricchezza e la profondità con cui il suo sguardo si posa sul mondo.
Mi associo ai complimenti e aggiungo: non è che se ne leggano tanti di articoli di questa lucidità e ampiezza di visione. Meglio per Radio Pereira, ma non un bel segno per il paese che comunque – concordo – sembra si stia riavendo.
grazie grazie grazie.
mai più in ginocchio, mai più seduti.
ora in italia c’è gusto ad essere intelligenti…..senza doversene andare.
basta emigrazione intellettuale: mandiamo il nano e l’ubriacone e le loro ballerine e trote a FankhiuloIsland
Certamente siamo in uno spartiacque.
Ora bisogna vigilare che non succeda il famoso “tutto cambia ..niente cambia”.
Per ora l’allineamento planetario dei Maya (31-12-2012)
sembra significare proprio questo: un nuovo modo di pensare, di sentirsi intelligenti!
Grazie Norman, bell’articolo davvero!
Certo che devi essere proprio matto per scrivere queste cose, mi sa tanto che i tuoi programmi di recupero non hanno avuto una grande efficacia…