Forza Gnocca

Forza GnoccaSineddoche: figura retorica che consiste nell’uso figurato di un termine attribuendogli un significato più o meno esteso. La sostituzione del significato della parola in questione può riguardare: la parte per il tutto (“i cervelli” per “gli intellettuali” quando si parla, ad esempio di “fuga dei cervelli”); il tutto per la parte (“scarpe di camoscio” per “scarpe di pelle di camoscio”); il materiale per l’oggetto (“ferri” al posto di “strumenti”: “i ferri del mestiere”); il genere per la specie e viceversa (“il felino” per “il gatto”, “i mortali” per “gli esseri umani”); il singolare per il plurale e viceversa (“davanti alla tv mi cala la palpebra” invece che “le palpebre”).

La sineddoche, come si vede dagli esempi sopra citati, è usata nel linguaggio comune e nessuno immagina che dall’Italia vi siano cervelli, con o senza scatola cranica, che fuggono (con quali mezzi poi?) verso paesi più attrattivi per la ricerca e i lavori intellettuali.
Altrettanto, se sentiamo un ragazzino parlare a proposito della sua innamorata definendola “la mia figa”, non dubitiamo della validità del suo amore, al massimo della sua educazione e del mondo culturale in cui è immerso.

Si tratta, in entrambi i casi, di quelle che si possono definire “forme retoriche fruste”, che hanno perso originalità (e quindi forza retorica) e che hanno finito per sostituire nella lingua parlata le espressioni originarie.

“Figa” e “gnocca” hanno sostituito, negli ambienti culturalmente più immiseriti, il termine “donna”.
Per questo motivo ho apprezzato (forse per la prima volta) l’idea insorta nell’entourage berlusconiano (forse ad opera del Presidente stesso) di fondare il “Forza Gnocca” il cui nome andrebbe, ovviamente, emendato da quell’inevitabile tasso di volgarità dovuto alla nota miseria culturale e intellettuale del succitato entourage.
“Forzaa Donna”, allora. O, abbandonando totalmente la sineddoche, “Forza Donne”.

Confesso di aver, in cuor mio, gioito per la concomitanza cronologica di questa lungimirante idea con la notizia della morte delle sei giovani donne in un laboratorio tessile a Barletta. Che chiaro esempio di sensibilità umana e sociale! Quasi la creazione di un nuovo 8 marzo (che, com’è noto, ricorda il giorno di una strage di operaie negli Stati Uniti): fondare, in questa tragica circostanza, un partito dedicato alle tante donne costrette a svolgere lavori faticosi e spesso umilianti in condizioni frequentemente pericolosi per la vita o la salute e poi, a casa, si sobbarcano il doppio, pesante, lavoro di accudimento della famiglia!

O, forse, no?
Starò, per caso, facendo quel che la sottosegretaria Santanché (con la consueta misura ed eleganza) definisce un “pensiero del cazzo”? (E, nel caso, quale figura retorica sto usando?)
Il dubbio mi assale.
In costoro (nel noto entourage; forse nel Presidente stesso) le aree corticali superiori -che normalmente esercitano una funzione di controllo e inibizione su quelle inferiori, più “animali”- hanno forse smesso (sempre che ne siano state capaci) di esercitare un governo sulla loro natura più becera e sguaiata?

La disfunzione cerebrale, degenerativa o vascolare che ne fosse la causa, avrebbe nell’età (dell’entourage e del Presidente stesso) la sua ragione ultima e -in fondo- meriterebbe una qualche forma di comprensione umana. Una comprensione facilitata dalla facile consolazione provocata dal confronto: nonostante la nostra veneranda età, abbiamo avuto la fortuna di non ridurci in tale stato.
Nostre amiche che lavorano in case protette per anziani raccontano della frequenza con cui ultraottuagenari indementiti, parkinsoniani e scialorroici si lanciano in sconci commenti sul sesso femminile e tentano in tutti i modi palpeggiamenti ed altre forme di indecente contatto fisico.
Pur nella comprensione del fenomeno, rimarrebbe certo la tristezza, se non l’indignazione, al pensiero che costoro (l’entourage e il Presidente stesso) non sono confinati nei tristi padiglioni di uno dei tanti istituti “Giovanni XXIII”, ma scorazzano liberi nel Paese, nel Parlamento e nelle televisioni (di proprietà del Presidente e variamente popolate dal suo entourage).

Immersi in questi pensieri, la nostra memoria va ad alcuni decenni orsono (capita ad una certa età) quando la divoratrice macchina televisiva imponeva “l’universo di Drive-in”: maschi cialtroni o frustrati che si muovevano tra oche poppute (ed era importante che ogni tanto parlassero per dimostrare di essere oche) recitando gag pseudo-comiche ad un pubblico di beoti pronto a ridere di tutto.
Un universo talmente vincente nel tempo da divorarsi perfino le parodie grottesche tentate (con un qualche successo all’epoca) da Arbore con “Indietro tutta!” che, infatti, rivisto oggi non colpisce più, nè se coglie più la esasperata esagerazione, essendo l’intera televisione (ed ogni mente di telespettatore) popolata di “bravi presentatori” e “ragazze coccodè”.
Un universo talmente vincente da imporsi come modello di partito politico.

E queste senili memorie ci aiutano nella comprensione: oche poppute, gnocche di partito, ministre da calendario da appendere in auto-officina, igieniste dentali da bunga-bunga, sono l’invenzione delirante di una “nuova razza” destinata a dominare il mondo; non quello reale -impresa non riuscita nemmeno alla ben più cruenta macchina eugenetica hitleriana- ma quello dell’immaginario e delle rappresentazioni, fino ad arrivare a oscurare, a nascondere la vita reale e le donne che la vivono. Fino a non rendere più visibili le donne di Barletta di cui, infatti, si è parlato un giorno -quello della loro morte- e subito dimenticate come tutte le altre che ancora vivono e lavorano nelle identiche condizioni.
Gnocche di plastica per nascondere le donne “intere” di carne, pensieri, capacità, desideri, fatiche.
Gnocche di plastica per un “Partito del Cazzo”… in culo agli italiani (donne e uomini).

P.S.: Con tutto il dolore che comporta la scomparsa di un giovane di 24 anni e la simpatia che ispirava Marco Simoncelli, c’è qualcuno, in questo paese, che ancora riesce a meravigliarsi che di questo ragazzo milionario (in euro), morto mentre si divertiva (lautamente remunerato) in motocicletta, venga invocato -da tutte le forze politiche- un ricordo in Parlamento e vengano trasmessi i funerali in diretta televisiva, mentre delle sei povere vittime dello sfruttamento e del degrado nessuno parla più?

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Fabiosca60
Fabiosca60
1 Novembre 2011 19:21

Non conoscevo il sito, me l’ha linkato un amico che ringrazio, grazie Claudio perchè l’ironia fatta bene è una bella cosa.

Soffio
Soffio
1 Novembre 2011 10:46

Non seguivo Radio Pereira da un po’. Devo dire che nonostante la ricchezza di offerte sulla rete, di post raffinati e ben fatti come questi ne leggo raramente. Complimenti e grazie.

Maria Pia Miglio
Maria Pia Miglio
29 Ottobre 2011 16:35

concordo pienamente con l’articolo e ammiro chi riesce ancora ad essere sarcastico ed ironico.