Ore 18, poltrona, pantofole, dalla finestra uno stanco vociare. Televisione accesa; all’improvviso un linguaggio inutilmente scurrile mi sorprende e mi desta dal mio torpore. Mi ritrovo a domandarmi: “Ti sembra un linguaggio accettabile?” Non intendo solo in TV, ma in generale nei media.
Pensiamo che su una piattaforma pubblica come una TV o come un blog sia possibile ignorare un progressivo abbassamento del livello del linguaggio? Pensiamo di no. Ma mentre per quanto riguarda altri media la cosa non dipende da noi, Radio Pereira la facciamo noi.
Per questo abbiamo preso alcune decisioni per favorire in tutti – lettori e autori – una riflessione sul linguaggio.
Con questo non vogliamo ridurre la vivacità dei dibattiti ma invitare i commentatori a sfidarsi sul piano dell’ironia e dell’efficacia delle argomentazioni.
Gli ultimi decenni hanno visto il linguaggio comune prendere una china che lo ha portato spesso ad appiattirsi e banalizzarsi insieme con i concetti che il linguaggio stesso dovrebbe veicolare. Si è persa la biodiversità delle parole, spesso privilegiando termini e atteggiamenti volgari e sempre meno rispettosi.
Oltre a promuovere questa riflessione introduciamo elementari regole per garantire un livello minimo di rispetto per le parole (e quindi per le persone) perché “le parole sono importanti!” (Nanni Moretti in Palombella rossa).
Nello spazio riservato ai commenti da oggi è riportato:
Radio Pereira pubblica i commenti agli articoli da parte dei lettori ritenendoli una grande e irrinunciabile fonte di arricchimento del dibattito intorno ad essi.
Allo scopo di mantenere alta e soddisfacente la qualità dei contenuti pubblicati sulle sue pagine e di rendere la lettura e la partecipazione ai commenti un’esperienza positiva per i suo lettori RP si riserva il diritto di rimozione e di non pubblicazione dei commenti che contengano:
– Termini volgari o offensivi.
– Attacchi o valutazioni personali nei confronti dell’autore dell’articolo, o di altri.
– Contenuti che sembrino poter offendere, provocare, umiliare qualcuno.
– Contenuti razzisti, sessisti, omofobici o violenti.
Tali regole vincolano in primis gli autori degli articoli.
Cara Redazione,
GRAZIE!
E’ vero: dobbiamo tornare a rispolverare le regole di un minimo bon ton. Sono le attenzioni che dovrebbero aiutarci a raggiungere un rispetto ed attenzione verso gli altri istintivi.
Circa 20 fa, mia figlia in uno dei suoi primi temi doveva parlare della liberta’. Come tutti i bimbi (e non solo) credeva che la liberta’ fosse fare tutto cio’ che voleva. Riuscii a farla riflettere dicendole: la liberta’ di una persona finisce dove inizia quella di un’altra.
Grazie per il vostro richiamo a una buona convivenza civile. Credo che sia molto importante per tutti.