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Non c’è democrazia nel M5S? Dov’è la novità?

Improvvisamente emerge un problema di democrazia all’interno del M5S. Il consigliere regionale dell’Emilia Romagna Favia afferma (esilarante questa versione con sottotitoli) ciò che abbiamo anticipato da parecchio tempo a questa parte in numerosi post su questo blog circa il ruolo della Casaleggio associati. Ad esempio in questo post del giugno scorso anticipavo alcuni dubbi citando lo stesso caso Tavolazzi che cita Favia nell’intervista “rubata”. In ogni caso sincera.
Ancora, più di un anno fa – luglio 2011 – pubblicavamo una lettera di un ex militante uscito dal movimento dopo il primo V day insieme ad altri proprio per aver constatato a livello locale che a Grillo (oggi diremmo a Casaleggio) della democrazia interna importa poco, anzi, Casaleggio, a sentire Favia, la vivrebbe come un intralcio. Ne sono personalmente convinto anch’io, senza dimenticare gli aspetti positivi della battaglia di Grillo, aspetti oscurati – come dice ancora Favia – dal fatto di essere un istintivo, condannato quindi ad appaltare gli aspetti organizzativi ad un Casaleggio qualunque. –Io l’isola non l’ho trovata, Grillo si? –

Pereira

 

Pereira

348 articoli su Radio Pereira. <a href="https://radiopereira.it/io-sono-pereira/"><strong>Della prima parte della mia vita</strong></a>, molti di voi già sapranno grazie ad Antonio Tabucchi, della seconda invece pochi sanno. Per carità, non che ci sia molto da dire ma visto che i ragazzi della redazione insistono... Venni qui dopo un lungo peregrinare da un paese all’altro, fuggendo da quel paese senza libertà che era diventato il mio paese, il Portogallo, negli anni ‘30. Arrivai subito dopo la guerra e mi trovai così bene da decidere di rimanere. La gente allora era accogliente, nel paese si respirava – grazie al clima di dopoguerra – una voglia straordinaria di fare, di ricostruire e anche io diedi il contributo. Oggi si direbbe che lo diedi da “straniero”, da “migrante”. Ma ero poi così straniero, cioè “estraneo” a questo paese? forse no, visto che sono ancora qui e considero questo paese come l’altra mia patria. <a href="https://rp.liberstudio.com/2008/07/25/il-cantante-vasco-e-la-questione-dell%E2%80%99identita/"><strong>Vedi anche questo post</strong></a>

3 commenti

  1. Caro Vanny, forse ti è sfuggito ma la stampa cartacea ha dedicato molto spazio a quel post che – purtroppo – non è di Grillo ma di un giornalista free lance che ipotizza complotti e artifizi tecnici. Non mi permetto di confutarli, non è questo il problema. Il problema è: può il leader carismatico e spesso brillantemente logorroico, perdere la parola proprio nel momento più delicato della vita del Movimento e sul tema più importante (la democrazia interna)?
    Per me la risposta può solo essere politica, non di un giornalista free lance. La si può pensare diversamente da lui? Gli elettori hanno diritto di saperlo altrimenti tocca rivalutare pure Berlusconi non vedendosi la differenza.
    Comunque fra pochi minuti vedremo se Favia va dalla Gruber… un po’ di nebbia nel caso si dovrà diradare dal blog di Grillo. Prima o poi.

  2. Come non dice niente? Semmai perché la stampa di regime (Repubblica in primis) non dice niente della replica di Grillo? Forse perché Partiti, massoneria e banchieri si sono alleati per sopravvivere contro il comico populista? Lo squadrone capitanato da Napolitano e Monti grida guerra al “populismo” e tutti agli ordini. Ma che viva Grillo allora! Comunque la spiegazione di Grillo c’è e come, e come sempre solo ed esclusivamente sul suo sito, leggasi Il gelato nascosto. E che diciamo invece dei post illuminanti sulla situazione sudamericana che il “comico” ci sta regalando? Perché invece di tutto ciò non se ne ha la minima informazione su tutto il resto dei media? Perché?