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Ci scusiamo per il ritardo con cui è uscito questo articolo, che per motivi tecnici non è stato pubblicato domenica 16 settembre.

Tendinha al RossioLa cosa più bella che si fa a Lisbona, non mi stancherò mai di ripeterlo, è passeggiare a ogni ora e scoprire cose sempre nuove. E’ una verità che vale per il turista che cerca angoli nascosti e ne esce entusiasta – viuzze, azulejos, miradouros, statue, palazzi, piccoli musei -, per chi cerca ristoro nel localino tipico e per chi, ovviamente la sera, va a caccia di fado. Una particolare e verace rappresentazione di esso è quella dei locali di dilettanti, dove il fado è “vadio”, appunto “vagabondo”, improvvisato, randagio, amatoriale, insomma.

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Ho scelto di raccontare tre locali, quelli che conosco meglio, ma ce ne sono tanti altri,  che nascono e proliferano e che danno una visione assolutamente popolare di questa musica che popolare lo è per definizione. E quando per esempio mi sono imbattuto in quella che era una novità per me, A Tendinha al Rossio, un bar dove si stava cantando fado in mezzo alla gente che passeggiava, ho avuto una grande emozione e ho visto il segno della estrema validità di un genere che cresce e prospera grazie a una città intera. Al Bairro Alto, ed ecco il primo dei tre locali scelti, una sua identità particolare ce l’ha l’Adega do Ribatejo. L’ambiente è vociante, si mangia “pesante”, si beve “forte”, e le virgolette servono a specificare che per la gente in dieta è difficile frenarsi, ma è davvero un luogo di grande magia. Maria è la cantante di punta del locale, Joao Braga il suo animatore, c’è un “cartaz” di cantanti e musicisti fissi, ma la cosa bella è che poi tutti possono salire sulla pedana e cantare, scoprendo in se stessi la vena musicale e nei clienti la curiosità e talvolta l’ilarità. Rua do Diario de Noticias, la strada del Bairro Alto dove c’è l’Adega do Ribatejo, possiede, pochi passi oltre (al 23 la cantina, al 51 l’osteria) un simbolo del fado “vadio”: la Tasca do Chico.

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Partiamo, in questo caso, da chi si è esibito in questo luogo carismatico: uno di quelli che ce la possono fare è Duarte. Premio Amalia Revelaçao del 2006, Duarte sta adesso realizzando una serie di concerti accompagnato da una coppia molto importante, Pedro Amendoeira alla guitarra portuguesa e Carlos Garcia alla viola de fado. Lui stesso suona talvolta la viola. Il suo album che in questo momento è molto ascoltato si intitola “Aquelas coisas da gente”, ma già pensa al prossimo. “Durante i concerti – dice Duarte – sto sperimentando le parole di una nuovo brano sulla musica del fado meia-noite, è un testo autobiografico e si chiamerà Fado Escorpiao”. Ma Duarte, al di là della rincorsa al successo discografico, non si dimentica mai della Tasca. E ci torna spesso. Ma ora dal Bairro Alto facciamo un salto di là dalla Baixa, all’Alfama.

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Alla Baiuca di Henrique Gascon l’ambiente è emozionante. Qui, davvero, la musica è una colonna sonora improvvisata e penetrante, con l’anziana cameriera che passa fra i pochi tavoloni e tiene in testa la brocca del vino e nel frattempo esegue un fado tradizionale. L’indirizzo di rua Sao Miguel 20,  nel più bell’intrico di vicoli dell’Alfama, è molto appetito dai cultori del fado. La concorrenza in zona è tanta, aumentano sempre di più i luoghi dove si canta fado, ma qui sarete certi che oltre al baccalà non verrete traditi neppure dalla musica, genuina come il cibo. E’ chiaro: Amalia è un’altra cosa, ma senza queste piccole gemme non ci sarebbe stata neppure la divina. Ed è anche bello, alla Baiuca, rimanere appoggiati al muro lungo la strada e sbirciare di tanto in tanto dentro con un bel bicchiere di rosso in mano. Ma torniamo alla Tasca do Chico.

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Jorge Costa è un personaggio amato e stimato, un animatore sempre pronto a realizzare le vostre fantasie. Sulla pedana della Tasca si esibiscono sempre cantanti diversi, che girano questi locali e ormai sono molto conosciuti. Nel localino, pieno di foto e scritte, e sulla sua porta si assiepano folle di amanti di fado e curiosi, ma soprattutto è un punto di ritrovo importante, proprio per scoprire Lisbona, dei giovani di Erasmus, studenti che vogliono entrare nelle tradizioni della città dove studiano magari a un prezzo accettabile. Trovare un posto nelle panche lunedì e mercoledì, le serate di spettacolo, è difficile, ma ci si deve provare. Nelle altre sere è gradevole andare a bere una birra e discutere, con meno confusione, delle cose più varie. La musica d’ambiente è, ovviamente, fado. Ci fa bene, in questo nostro viaggio serale lisboeta, fra un bicchiere e l’altro, farci di nuovo una camminata verso l’Alfama.

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Per dire che la Baiuca dove nuovamente entriamo è il regno del fado “vadio” dal giovedì al lunedì e che merita davvero di essere scoperta e iscritta in quel novero di locali lisboeti nei quali vivere una città mai uguale a se stessa, mai noiosa, mai ripetitiva. E soprattutto vivace e certo fatta a misura di tiratardi, perché succede talvolta che se anche la porta di un locale appare chiusa, basta spingere ed entrare e nessuno vi manderà via. Anche in strade che magari non sono le più frequentate. E quindi per chi ha pazienza un indirizzo sicuro è in rua Sao Lazaro, una strada che parte da Martim Moniz e sale verso il Campo Martires da Patria: Os Ferreiras è uno di questi ristoranti dove una guitarra portuguesa non manca mai. Ma torniamo, e chiudiamo, la nostra passeggiata ancora al Bairro Alto.

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Lo spettacolo “differente” offerto dall’Adega do Ribatejo, come recita la pubblicità, va in scena tutte le sere, fino a mezzanotte. E non stanca. Organizzandosi con le serate e gli orari, si riesce davvero a fare una bella scorpacciata di fado “vadio”, il più naturale!

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