pericolo_amiantoTra i maggiori produttori e utilizzatori di amianto in Europa, l’Italia dal secondo dopoguerra fino al 1992 ha consumato più di 3,5 milioni di tonnellate di amianto grezzo. Ad oggi sono stati individuati 34.148 siti contaminati di cui 50 derivanti da una contaminazione di origine naturale e 373 siti con classe di priorità 1. La mappatura dei siti andrà completata con i dati relativi alle regioni mancanti e si stima che i siti a rischio potranno arrivare a 500. Sono 32 milioni le tonnellate di cemento-amianto ancora da bonificare.

Il quadro della situazione è stato delineato il 17 settembre a Casale Monferrato (in provincia di Alessandria), in occasione della la presentazione del Quaderno del Ministero della salute n. 15, con un titolo che lascia presagire dati allarmanti benché non inaspettati:”Stato dell’arte e prospettive in materia di contrasto alle patologie asbesto (= amianto) correlate“. Nient’altro che un report (alla buon’ora!) dettagliato sulla presenza dell’amianto nel nostro Paese e sulle conseguenze relative.

Il Ministro della Salute, Renato Balduzzi, ha esordito comunicando che le risorse economiche disponibili non saranno sufficienti per bonificare tutti i luoghi inquinati. Benché sia provato che le malattie legate all’amianto rappresentino “un’emergenza nazionale” – come lo stesso Ministro ha dichiarato – , da cui dovrebbe derivare “un insieme coordinato di interventi” non solo per bonificare i siti ma anche per “predisporre percorsi diagnostico-terapeutici per i pazienti malati“.

Insomma, non ci sono soldi per la salute dei cittadini, per l’ambiente, per rispettare norme di sicurezza. L’amianto è stato messo al bando nel 1992 ma dopo vent’anni tutto ancora tace, tutto deve essere ancora deciso e messo in essere. Purtroppo è difficile restare sorpresi e anche questa situazione rientra nel quadro dell’immobilismo italiano…

A novembre si terrà a Venezia la seconda Conferenza nazionale sull’amianto, per fare nuovamente il punto della situazione. “È urgente la creazione di una rete della ricerca sull’amianto e delle azioni di sanità pubblica – ribadisce Balduzzi -, per mettere in comune le informazioni e i risultati del lavoro di tanti ricercatori impegnati in questo settore”.

Chiarezza è richiesta anche sulla questione risarcimenti in seguito alla condanna dei vertici Eternit. Si chiede al Governo di dare piena attuazione alla sentenza in cui per la prima volta al mondo dei vertici aziendali sono stati condannati per disastro ambientale aggravato.

Molti cittadini di Casale Monferrato, divenuta città simbolo delle vittime del’amianto, si chiedono quanti siti si potrebbero bonificare e quante famiglie potrebbero essere risarcite, ad esempio, con parte dei soldi indirizzati agli acquisti militari. [NB: La spending review del comparto Difesa e sicurezza è stata praticamente insignificante, con lievi tagli alle risorse per i contingenti dispiegati sotto le bandiere dell’Onu e della Nato. Quasi inalterato tutto il comparto di acquisizione di armamenti, compreso il contestatissimo programma dei cacciabombardieri, da 12 miliardi di euro].

Ce lo chiediamo anche noi.

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Anna Maria Virgili
6 Ottobre 2012 16:31

Con tutto il denaro pubblico che viene sprecato, con il denaro della corruzione (furti, appropriazioni, tangenti e altro), con il denaro male amministrato (incapacità e impreparazione di amministratori pubblici e dirigenti,scelte irrazionali e clientelari), con il denaro delle evasioni fiscali, con il denaro destinato alle spese militari, cion il denaro che circola nelle tasche di qualcuno a suo insaputa…. con tutto questo denaro avremmo potuto già da un oezzo risolvere il problema amianto sotto l’aspetto sanitario, previdenziale e ambientale. Invece siamo ancora al punto di partenza. Nel Lazio un esempio concreto a cui spetta il primato per non aver fatto… Leggi il resto »