MarizaCi sono interpretazioni di Amalia Rodrigues che rimangono uniche e che meritano di essere ascoltate e riascoltate senza limite. L’ho scritto tante volte: Amalia è stata, è e sarà per sempre la regina del fado, la sua morte il 6 ottobre 1999 è stato più che mai un evento “fisico”, ma la trasmissione della sua voce e della sua immagine non terminerà mai. Le grandi cantanti venute dopo di lei ne onorano la memoria e non vogliono farle gara. Ma certo anche le loro di interpretazioni dei classici che Amalia  ha cantato, e spesso ha scritto, sono comunque molto interessanti. Mariza con la sua versione di “Barco Negro” è un esempio illuminante.

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In questa guida all’ascolto ho scelto cose che mi piacciono, ovviamente, e spero piacciano anche ai nostri amici. E ho anche tenuto presente non solo i miei gusti, ma quelli di chi più sento vicino in questo percorso del fado. E allora, come fare mancare Dulce Pontes? Per carità, Mariza è una grande, ma l’affetto e l’amicizia che mi lega a Dulce è tale che ogni sua interpretazione suscita in me emozioni particolari. E non solo in me: per molti è lei la vera artista portoghese post Amalia. Io non voglio fare classifiche, ma tifo sotto sotto per lei. Sentiamola in un capolavoro, “Estranha forma de vida”, proprio con le parole scritte da Amalia.

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Dulce ha avuto l’occasione di cantare di fronte ad Amalia per un compleanno della divina. E’ nata artisticamente e profondamente legata al fado e ad Amalia e alle grandi voci del passato, fino a quella di Argentina Santos, che ama perdutamente. Vive più discosta delle altre colleghe, ma il suo afflato la lega naturalmente a Lisbona

anche se adesso se n’è allontanata per vivere a Bragança. Più di Dulce, semmai, Ana Moura è stata immersa nelle case de fado fino a ora e ne ha imparato la grande lezione. Dalle case è esplosa, come già ho avuto modo di dire, e il verbo di Amalia lo ha internazionalizzato coinvolgendo addirittura uno dei suoi primi ammiratori, Prince, in una versione particolare e immaginifica di “Vou dar de beber a dor”, uno dei brani più classici del fado.

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Un brano che Ana ci regala anche nella versione che più conosciamo e che Amalia ha reso grande.

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Mi sono intrattenuto con Ana perché rappresenta il futuro della musica popolare portoghese e sta conquistando i mercati internazionali, ma non possiamo dimenticare le altre cantanti che, giornalmente, danno del fado una visione magica. Ana Sofia Varela è una di queste artiste. Bravissima, ha una voce coinvolgente e un sorriso smagliante. Al tavolo del Bacalhau de Molho, invitata da Jorge Fernando, ci spiegò che cos’è per lei il fado: vita e passione, fulcro delle proprie emozioni da raccontare alla gente, con lo stesso entusiasmo sia rivolto ai lisboeti sia ai curiosi che vengono da fuori. Qui la sentiamo in un brano scritto ancora da Amalia (con José Fontes Rocha, guitarrista indimenticabile, morto nell’agosto 2011 a 85 anni) di una profondità immensa, “Tive um coraçao perdi-o”.

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Se ascoltare fado può essere straordinario nelle case  – di qualsiasi genere esso sia – è anche vero che spesso non si perde nulla nelle registrazioni migliori. Cristina Branco è una di quelle cantanti che fanno la differenza. Dopo il sodalizio con Custodio Castelo, ha continuato con successo la sua carriera. Qui la ascoltiamo in “Meu amor è marinheiro”, brano di indubbio fascino. Eseguito alla guitarra portuguesa proprio da Custodio.

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Mi fido ciecamente degli amici che conoscono la materia e con i quali mi piace discutere a lungo. Per Carlo Giacobbe, collega e cantante sublime, autore del più volte ricordato libro sul fado di Coimbra, Carminho rappresenta una realtà importante, per lui la più valida della nuova generazione. Accolgo con reverenza il giudizio di Carlo e propongo un brano divertente e conclusivo di questo nostro incontro settimanale, “Fadinho serrano”.

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Il fado, che passione. Anche per i musicisti italiani, e così è bello invitare gli appassionati all’Osteria il Conventino di Monteciccardo (Pesaro), mercoledì 31 ottobre alle 20,30 con l’”Omaggio al fado” di Frida Neri e Antonio Nasone. Gustosi anche gli accoppiamenti culinari che ci porteranno nelle tasca di Lisbona. Buon appetito e buona musica. E até breve

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