Ariel ricoperta dal petrolio

Mi sono imbattuta in queste meravigliose foto “artistiche”, terribilmente attuali, nel sito della rivista online The Post Internazionale. Parlano, anzi, gridano aiuto relativamente ai grandi temi del nostro mondo postmoderno, problematiche ed atteggiamenti troppo opprimenti e del tutto irrisolti: inquinamento e disboscamento, violenza sulle donne, sperimentazione su cavie animali e maltrattamenti sugli animali, (mancata) libertà di espressione, società dell’apparenza e chirurgia estetica, razzismo e ghettizzazione, tossicodipendenza, povertà…

Jeff Hong è un animation storyboard artist che vive a New York e che ama i personaggi delle fiabe Disney, ma ha voluto traslare la bellezza del “lieto fine” in un mondo crudele come quello in cui viviamo. Come sarebbero perciò i beniamini dei cartoni più belli, come sarebbero principi e principesse se vivessero nella vita reale? Il loro finale vero è solo uno: da “infelici e scontenti”. Il blog di Jeff Hong su Tumblr, Unhappily Ever After, raccoglie l’amarezza delle grandi storie con le quali siamo cresciuti, in cui la speranza è svanita e né coraggio né beltà d’animo sono bastati ai protagonisti per raggiungere la felicità.

Mulan si protegge dall'inquinamento

E allora Mulan si protegge dallo smog in Cina, la Sirenetta resta impantanata nell’oceano inquinato di petrolio, Belle si guarda allo specchio con i segni preventivi di un’operazione chirurgica al viso, il piccolo dolce Rémy, il topolino di Ratatouille, è una triste cavia da laboratorio, Dumbo è sottomesso ad un crudele e violento domatore, Cenerentola è vittima di uno stupro, il povero Winnie The Pooh si trova spaesato senza casa in una foresta martoriata dal disboscamento…

Winnie the Pooh e il disboscamento

Sulla pagina Facebook di The Post Internazionale è possibile vedere quasi tutte le “rivisitazioni d’arte”.

Beh, è legittimo sperare nella felicità “eterna”, almeno nelle fiabe. Ma è altrettanto legittimo essere consapevoli della brutalità del mondo in cui viviamo. E lavorare assiduamente perché il “bene” trionfi, perché i nostri figli e i figli dei nostri figli non crescano nella disillusione di traguardi irraggiungibili e di un futuro privo di felicità, ma possano ancora scorgere la bellezza del “per sempre” nei propri sogni.

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