Certo non si può dire che Radio Pereira sia una caserma…
la pubblicazione della adesione di questo vecchio al NoBday,
– la più grande manifestazione virtuale di tutte i tempi in Italia, nata da una organizzazione spontanea di blogger sulla rete – ha suscitato parecchi mugugni fra i magnifici e generosi giovani della redazione (alcuni dei quali saranno a Roma, insieme col mio cuore).
Detto questo è doveroso rispondere a quelle legittime perplessità.
Io, come già ricordato in un vecchio post, sono Pereira, quello del romanzo, sono un uomo che nell’altra vita si rese conto troppo tardi, e grazie a un ragazzo, di aver vissuto sotto un regime senza prendere posizione.
Prima ancora che un veicolo di cultura e musica la mia è inevitabilmente una voce contro TUTTE le meschinità e le ingiustizie e di fronte a queste non posso (più) girare la testa dall’altra parte, non posso rimanere fuori a guardare.
Se questa fosse stata l’intenzione, avrei continuato ad usare la terza persona come fa il libro, “Sostiene Pereira”, appunto.
E’ per questo che uso la prima persona singolare, per sottolineare che le cose, ora, non le vedo dal di fuori. Mi riguardano.
Anche a me non piace il mestiere dell’antiberlusconismo come meccanismo e come riduzione a quello di tutti i mali del paese… Ma se oggi in Italia la democrazia è minacciata da una cosa che si fa chiamare “destra” guidata da un Presidente del Consiglio che si fa fare le leggi su misura come i vestiti, è colpa di Pereira? C’è pericolo? Da questo pericolo bisognerebbe stare distanti e fuori?
Forse non tutti hanno seguito con attenzione la pubblicazione del reportage su Cuba e della mostra di Federico Tamburini sullo stesso tema (pubblicizzatissima da un nostro mega banner).
Ebbene quelle foto sono un atto di accusa durissimo, e chi se ne importa se è verso un dittatore che si dichiara di “sinistra”. Pensate un po’, quella mostra è stata attaccata sui giornali da Rifondazione…
Pereira è Pereira ed già stato troppo zitto di fronte a Salazar per fare il bis con B.
La cultura, la bellezza, fanno parte del mondo proprio come l’arroganza e l’ingiustizia.
Se ci sono “artisti” o lettori che si sentono feriti da queste considerazioni, cioè che si sentono impigliati in un discorso in cui la destra sarebbe Berlusconi (e perciò lo votano) contrapposti ad “artisti” e lettori per cui la sinistra sarebbe Bersani (e perciò lo votano)… per me… detto col massimo rispetto… possono anche non sentirsi a casa loro. Infatti Radio Pereira non è casa degli uni ne degli altri.
Nessuno ha pretese ecumeniche, solo civiche e democratiche.
Infine, non vedo Radio Pereira come un paradiso artificiale in cui vengano tenute fuori le cose del mondo, ma come il progetto, la fantasia, il sogno, di un mondo meno brutto su questa vera terra, in questo nostro paese.
Pereira