Cattivo
Cattivo, dal latino captivo (che è fatto prigioniero in guerra e vive in servitù) derivante da captare (impadronirsi).
Non potevamo aspettarci immagine più eloquente che racconti l’origine di comportamenti, pensieri e sentimenti cosiddetti cattivi! Eccoci di fronte ad un qualcosa che viene sottratto, rubato e lasciato alla mercè di qualcuno o di qualcosa e del suo potere.
E se pensiamo al tono mattutino dell’impiegata delle poste vicino casa, all’automobilista romano che sbraitando sorpassa sulla destra, al linguaggio colorito della coppia che scoppia, ritroviamo la stessa identica dinamica.
«L’esclusione dalla lingua italiana del latino màlus e l’uso in sua vece di cattivo (…) è originata da una confusione di idee particolare, che richiama alla mente le le inasioni barbariche del medioevo, la innumerevole quantità di prigionieri, le loro lacrime, la loro disperazione che trascorre in rabbia, in ferocia. Tutta la storia di quei tempi nefandi sta racchiusa nella voce Cattivo »
