Leggo i commenti e vi sono grato, la questione che avete sollevato è importantissima e come vedete si configura con la domanda: che cosa è l’arte? Ma va molto oltre. Questa domanda comunque ha quasi cento anni, la pose in maniera esplosiva con le sue opere Marcel Duchamp fra cui spiccano per provocatorietà l’orinatoio – Fontana – e L.H.O.O.Q., la Monna Lisa coi baffi e il pizzetto.
Gianni dice in un commento: ‘Ho visto che sulla vostra pagina facebook una persona ha scritto in risposta a questo post: “Va la, faceva pena.” Il rischio è questo. Una cosa è brutta e non ci piace quindi è giusto cancellarla. Mi sembra ci sia sempre più confusione a riguardo.’ L’orinatoio di Duchamp è al Beaubourg di Parigi e in tutto il mondo viene considerato arte, tanto da avere un valore praticamente inestimabile; forse per qualcuno “fa pena” anche Fontana. E’ legittimo sostenerlo.
In certe occasioni ripeto sempre ciò che scrisse il grande critico Gombrich: “L’arte non esiste, esistono gli artisti”.
E allora, Blu è un artista?
Mah, forse siamo daccapo, in ogni caso non lo farei decidere ad un singolo, neppure se esperto, figurarsi se non lo è.
Comunque, mi auguro di fertilizzare le vostre considerazioni, riflessioni, commenti con due definizioni di arte.
La prima è un chiaro omaggio al Resistere al brutto di Radio Pereira!
L’arte comincia dalla resistenza: dalla resistenza vinta. Non esiste capolavoro umano che non sia stato ottenuto faticosamente.
(André Gide)
L’arte è l’espressione della personalità: io, l’artista, io sono importante nell’arte,: io mi devo esprimere, eventualmente, io devo comunicare. Questo è tutto quello che è importante nell’arte. Ciò ha rovinato l’arte.
(Karl Popper)
Pereira
@ Cristina Principale Grazie per il link. E’ interessantissimo, tanto da suggerire considerazioni sul fatto che anche a Bologna non venga fatta nessuna distinzione fra una scritta generica o un t.v.t.b. adolescenziale e un’opera di Blu o di Ericailcane. Vengono tutte considerate graffiti…
Un’altro aspetto gravemente misconosciuto per incapacità di lettura dei soliti “politici” (prima o poi bisognerà ricordare che c’è qualcuno che li ha eletti e votati e ha quindi delle responsabilità in merito) è il fatto che i cosiddetti “graffiti”, che siano o meno da considerare opere d’arte sembrano avere tutti una costante: il disperato bisogno di segnalare l’esistenza di una mano dietro al graffito, di una faccia, di un autore, cioè di un giovane che vive in una società, una famiglia, un mondo che prevelentemente lo ignora senza offrirgli alcuna occasione di essere protagonista in nessun modo che non sia antagonista e provocatorio.
“l’opera d’arte è intesa come manufatto umano da esperire esteticamente“*
Grazie, adoro i “mattoni” 🙂 Aspetto un vostro invito a Pesaro, chissà, magari da Parma arrivo “Teletrasportata”
Scherzo!!!
@Simona e @Azucchi
Simona… se vuoi approfondire le tue affermazioni sulla meccanica quantistica e sul cervello umano , ti consiglio la lettura de ” Il cervello quantico” Jeffrey Satinover Macroedizioni.
E’ un pò tosto, ma un pò per volta e senza scoraggiarsi ti aprirà grandi prospettive culturali.
Io lo sto leggendo per la III volta.
Andrea…
è incredibile vedere come un giovane imprenditore prenda per oro colato tutto ciò che dice mister B.
I giovani imprenditori, che abbiano un’idea di ciò che sta accadendo, dovrebbero starne ben lontani!
Semplicemente dico che la fisica quantistica spiega il mondo in termini di energia. Materia ed energia sono collegate. Ciò che crediamo e che pensiamo modificano il nostro corpo. Utilizziamo solo una minima parte delle potenzialità del nostro cervello, l’emisfero sinistro e ignoriamo quello destro del cuore, creatività…..
Se tutti fossimo consapevoli del potere che abbiamo!!! Chi ha ricevuto il miracolo ha saputo utilizzarlo e ora…dopo ciò…non fatemi fare la fine ingloriosa di Pirro….
Quindi si muovono come gli uccelli in stormo! Il movimento di questi è di una finezza quasi ineffabile, eppure è così semplice. Ma ne stanno studiando il movimento, per tentare di applicarlo a futuri robot che dovranno risolvere il problema della mobilità. Come vedi Gaio, lo studio della natura serve a qualcosa…
Non ti preoccupare che per il prossimo concerto ti avviso personalmente!
@AZucchi e @Simona
Urca…mi è sfuggito e, probabilmente, ero pure a Pesaro!
D’ora in poi ti nomino mio “segretario mnemonico” solo per eventi di questo tipo.
“Acqua Diamante di Joell Ducatillon” … sì , ho letto qualcosa, ma non mi sono mai avvicinato a pratiche simili.
Al momento,a parte l’esperimento della doppia fenditura,che peraltro genera molta confusione in chi vi si avvicina, l’unico esperimento chiarissimo, nel senso che,macroscopicamente, rivela effetti quantistici, è quello che si crea facendo oscillare una bottiglia contenente elio liquido, fermandola di colpo ed osservando che il dondolio del menisco sembra durare all’infinito, contrariamente alla legge dell’entropia.
Lo stesso esperimento, fatto con all’interno acqua, invece che elio liquido, dimostra, come ormai tutti sanno, che il menisco, per il principio dell’entropia, dopo un pò, non oscilla più.
Perchè?
Perchè le molecole di elio, per effetti quantistici, si muovono senza urtarsi tra loro, contrariamente a quelle dell’acqua e quindi il dondolio del menisco sembra durare all’infinito.
Questo esperimento mi ha colpito perchè ho pensato a cosa sarebbe il pianeta Terra se gli umani si muovessero senza urtarsi troppo tra loro….
semplicemente si durerebbe , tutti, di più!
Poi.. e questo non lo sanno neppure gli elettricisti,
una semplice spina di corrente, esposta all’aria anche per pochi secondi, si ossida e diventerebbe un isolante perfetto. Eppure , perchè , una volta innestata nella rete elettrica, gli elettroni circolano lo stesso?
Perchè essi, come tutte le realtà quantistiche, sono teletrasportati! Semplicemente..spariscono qui … e ricompaiono qua ! Sono inafferrabili e nessun principio deterministico li può catturare!
Gli effetti quantistici in natura sono innumerevoli , ma pochi li conoscono e non è un caso.
Ah Gaio, parli di concerto e non sei venuto al tributo a George Harrison, il cui scopo era, oltre al ricordare il caro George, anche quello di innalzare, anche solo un pochino, l’energia della terra!
Comunque lo rifaremo, e per quello o per un altro, la serata quantico\musicale la organizziamo, contaci!
Magnifica idea, ma al posto del buon vino vi porterò un po’ di Acqua Diamante di Joell Ducatillon. In base alla fisica quantistica aiuta ad aumentare il flusso di coscienza e…mi piacerà parlare con persone che mi sembrano intellettualmente molto vitali Un Sorriso Simona
Gaioing non sbagli un colpo!! Evvai con la serata quantica!
@Simona
Eh …occorrerebbe sollecitare Pereira ad organizzare una serata quantica, invitando il popolo di questa web-radio ! Magari anche un concerto! Magari per Natale !
Un idealista dell’energia ad oltranza! Complimenti, sono perfettamente in sintonia con il tuo pensiero e sarei felice di conoscerti….
@Gianni
Ovviamente esprimo solo la mia visione su ciò che mi domandi ..i quesiti che poni non sono semplici.
Per me l’anima è il contenuto energetico puro che ciascuno di noi ha ed è quello che l’artista letteralmente esplode dal suo veicolo biologico che è il corpo umano.
L’anima di Caravaggio è sanguigna, quella di Raffaello è leggera e composta e questo è quello che io, ma anche tanti altri, percepiamo dalle loro opere.
La cosa che mi interessa di più, nell’arte di vario tipo, è l’individuazione di uno stacco quantistico che porta a una nuova tendenza.
Come vedi, uso il termine “quantistico” che è tipico di come si trasmette l’energia e che pertanto può essere riferito anche all’arte che è materia ed energia insieme.
Ad esempio, nell’architettura romanica non ci sono colonne addossate, ma solo muri maestosi.
Poi, con il gotico, compare la nervatura che si sprigiona dai pilastri e raggiunge le volte.
Poi, all’improvviso, e questo stacco lo si vede proprio a Urbino nella Chiesa di S.Berardino di Francesco di Giorgio Martini, la colonna addossata è adornata con un capitello, e questo stacco porta alle chiese del Rinascimento e poi all’eplosione del decorativismo Barocco più tardi.
Cioè ci sono gli stacchi in una continuità precedente.
L’orinatoio di Duchamp è uno stacco , è il consumismo del design, tipico di questa nostra pazza era moderna, che esplode.
Questo discorso porta alla percezione diversa da persona a persona, ma pure diversa da età a età.
Tutto avviene a livello di DNA , la doppia o tripla elica in cui, flussi velocissimi di elettroni,portano le informazioni al resto del corpo indicandogli come deve crescere e come deve mantenersi invecchiando e come selezionare le percezioni.
Ogni persona ha il suo, ma il DNA di un uomo del barocco è diverso da quello di un uomo del XXI secolo…. c’è un processo evolutivo in mezzo che è sempre presente.
Ciò fa nascere le scuole, le tendenze e il modo in cui vengono percepite.
Mi sembra che ci sia come una sorta di ineluttabilità in questi processi.
Cioè ogni cosa a suo tempo e poi all’improvviso lo stacco. Ma è la massa che percepisce l’arte che piano piano , silenziosamente, esige lo stacco , poi arriva il genio che interpreta queste richieste silenti.
Anche qui è una questione di continuum energetico, esattamente come è fatto l’Universo.
Come vedi sono un idealista dell’energia ad oltranza !
Perfetto Gaioing. Ma l’anima che fine fa? E poi perché allora il sentire e il percepire cambia da individuo a individuo? La mia è una domanda non vuole essere una provocazione. Mi interessa ciò che hai da dire.
Bravo Federico, condivido ma non tutte le retine si lasciano ingannare…:-)
@ Federico Tamburini
Non esistono metodi per percepire correttamente l’arte , occorre solo raggiungerne una soglia di sensibilità gradatamente.
Ovviamente tutto avviene a livello di retina per l’arte visiva o di chiocciola (orecchio interno) per l’arte canora.
Approfondiamo un attimo ancora il concetto di approccio retinico.
Il miglior modo semplice di capire la retina è vederla come una propaggine del cervello che ti sbuca letteralmente dagli occhi, tant’è vero che viene chiamata anche il “IV cervello” ( gli altri 3 sono la neo corteccia, il limbico e il rettile).
Ora la retina non è altro che una rete di neuroni (cellule cerebrali) collegate da filamenti che si chiamano sinapsi esattamente come negli altri 3 cervelli.
Il concetto di rete neurale è affascinante perchè di fatto essa impara da sola, ed evolve progredendo , sbagliando !
Ci sono dei neuroni detti di ingresso (imput), che recepiscono le prime informazioni, poi si sono i cosiddetti “neuroni nascosti” che costituiscono un filtro alle informazioni ed infine ci sono i neuroni di uscita (output).Il tutto, assieme alle sinapsi di collegamento, forma la rete neurale.
Appena il processo di informazione compie un primo errore , la rete lo elimina e si riconfigura e così di errore in errore fino a diventare sempre più precisa!
Con questo meccanismo di continua riconfigurazione la retina percepisce le forme, i colori e tutto il resto!
Quindi se la retina impara sbagliando , noi impariamo sbagliando.
Non esistono scorciatoie!
C’è solo una lunga strada verso l’evoluzione.
“Ma insomma è arte questa? Dove siamo arrivati dunque? E noi dobbiamo starcene zitti e passare anche per ignoranti, se ci opponiamo? Rasoiate sulla tela, cianfrusaglie accumulate, critici che parlano difficile per non farsi capire, mercanti che fanno solo affari. Farsi notare solo questo gli importa, manca il cuore, il sentimento. E la bellezza, dov’è più la bellezza? Raffaello, Michelangelo, Leonardo, nelle tombe si rivoltano! E’ la rovina. Più o meno è questo l’atteggiamento del vasto pubblico di fronte a certe forme di arte moderna: e dal suo punto di vista non ha tutti i torti. Come è possibile orientarsi in questa confusione? Che cosa c’è da capire, se i linguaggi cambiano ogni momento, se uno non fa in tempo a guardare una cosa, che già subito è superata e non interessa più agli stessi artisti? L’Occhio comune, dal suo angolo visuale, può avere anche ragione. Ma ecco il punto: ma questo suo angolo visuale è il più adatto o non è possibile trovare altri punti di vista, per distinguere , almeno – e opporsi, se si vuole, a certe forme – ma con chiarezza critica? Distinguere significa sempre conoscere, scegliere il vero dal falso, il tentativo non riuscito dal risultato, la proposta più vera dal trucco dell’orecchiante: significa camminare da soli e mettere l’occhio bene a fuoco: avere la possibilità di non smarrirsi nel labirinto e non restare fuori dalla porta. Chi non ha l’inclinazione a voler capire non verrà mai persuaso.” GUIDO BALLO – OCCHIO CRITICO 2 -1968 … Poi molto più avanti elenca una serie di frasi fatte (circa una cinquantina!) che la gente comune pronuncia in genere nei confronti degli artisti, frasi tipo “E’ una questione di cricche” “Una volta si diceva il genio è follia. Oggi c’è solo l’idiozia” Ballo conclude dicendo: “Per queste frasi che riguardano il senso di truffa, da cui si sente preso l’Occhio comune, non occorrono commenti. Basterà ricordare che molte opere di oggi non sono affatto opere d’arte: sono false, intenzionali, stupide anche. Bisogna distinguere, giudicare di volta in volta. Ma queste frasi sono spesse riferite per i maggiori artisti del nostro tempo, da Picasso a Duchamp, da Munch a Klee, contro cui l’Occhio comune si scaglia con astio, perché non li ammette, per pregiudizio.
L’Arte è Bellezza e rimane a testimonianza del Tempo.
L’Orinatoio “la dice lunga” del Tempo che stiamo vivendo…
L’Arte è bellezza e rimane a testimonianza del Tempo.
L’Orinatoio “la dice lunga” sul tempo che stiamo vivendo…
@Gianni
Quando parli di approccio retinico non fai altro che convalidare la mia tesi che arte è energia-materia.
Infatti, cos’è la retina?
Non è altro che un meraviglioso filtro di frequenze !
Cosa sono le frequenze ?
Sono onde di energia !
Il fruitore di arte filtra con la sua retina le frequenze dell’artista, ma deve essere preparato a dovere per riuscirci.
E come fa l’artista, non l’improvvisatore, a trasmettere le sue onde di energia che diventano materia nel suo manufatto o nel suo brano musicale o in qualunque altra forma di arte?
Col talento innato e soprattutto con l’allenamento!
Un pittore artista , allena la sua mano a diventare un tutt’uno con la sua mente!
Quando Mark Knopfler suona un pezzo, le sue dita sono un tutt’uno con la sua mente!
La mente è energia, la mano è materia .Materia ed energia nell’arte sono tutt’uno.
@Pereira
Certo che lo so !Putroppo siamo in pochi a formare le menti!
Su Mazzini ho intuito qualcosa e ora devo dire che, se il suo sogno era questo , e’ stato, inconsapevolmente, un precursore di Einstein.
Poi dovresti vedere quello del suo fondatore-capo, di cui non ricordo il nome adesso: da film dell’orrore!
Perchè ci collabora? Perchè fanno lavori gratis o economici…perchè? Si potrebbe immaginare qualcosa, ma sarebbe troppo oscuro anche per me…
Altre due considerazioni, senza esagerare! Riguardo a Blu all’epoca trovai inquietante il quasi totale silenzio dei “giovani”. Tranne, credo, il meet-up di Grillo, nessuno ha protestato o si è fatto sentire con convinzione. E si che a Pesaro ci sono molti writers e illustratori o persone legate al mondo dell’immagine (anche se per ammirare Blu non occorre essere tutte queste cose). Ecco mi chiedo perchè i ragazzi (venti-trentra’anni) non si siano fatti sentire. Eppure era una parte del loro mondo che veniva toccata. L’altra considerazione è riguardo allo stesso liceo scientifico. Sebbene l’episodio sia stato pessimo sotto tutti i punti di vista, credo potesse offrire l’occasione a studenti e insegnanti per confrontarsi e approfondire temi riguardo al mondo dell’arte. Stavano vivendo in diretta un incredibile esempio di inciviltà e ignoranza. Ecco mi chiedo come abbiano vissuto quei giorni, quando il dibattito è scoppiato. Sarei voluto essere in una classe insieme al professore di italiano o storia o storia dell’arte e ascoltare. Ci sarà stata discussione e dibattito oppure il silenzio? Ecco la scuola.. l’insegnamento della storia dell’arte nella scuola. Questo si sarebbe un argomento! P.S. andreazucchi sono andato a vedere il sito di cui parlavi, quello di regresso arte. Ma che diavolo è. Il comune collabora con gente del genere? Perché?
@ Gianni e Gaioing,
davvero stiamo parlando di Duchamp e del suo ruolo, di cosa è l’arte, davvero stiamo invitando le migliaia di persone che ci leggono a interrogarsi su questi temi? Sapete che ingigantendo quel numero di persone il consigliere comunale che ha promosso la cancellazione non avrebbe osato? Sapete che addirittura lui stesso se la scuola lo avesse formato a dovere avrebbe saputo muoversi diversamente? Infine, sapete che questa opera di divulgazione che state facendo era il sogno di Mazzini?
Commento molto bello quello di Gianni, nella cui conclusione mi ritrovo in pieno! Se non ci fosse differenza tra un artista ed un improvvisatore, potrei mettere della colla su un muro, gettarci quello che mi viene in mente, e dire che per me è arte, perchè sentivo che bisogna fare dell’arte la struttura stessa della nostra vita (vedi le mura) e non lasciare più che l’arte stessa rimanga posticcia, come un quadro appeso ad un muro fissato in una semplice e caduca pellicola di tessuto…
Questo argomento non saprei nemmeno da che parte cominciarlo. Vorrei solo di dire una cosa. Quando si parla di arte, di ciò che è lecito e non, si cita sempre Duchamp. Ecco non è che Duchamp una mattina si è svegliato e ha detto-sai che c’è, c,è che oggi piazzo un orinatorio in un museo- prima, molto prima Duchamps è stato molte cose, pittore, sculture, animatore del dadaismo e del surrealismo e poi dell’arte concettuale (wikipedia o un buon libro di storia dell’arte sarà più esauriente) ecco dopo tutto questo è arrivato a mettere un orinatorio in un museo. « Il futurismo era l’impressionismo del mondo meccanico. […] A me questo non interessava. […] Volevo far sì che la pittura servisse ai miei scopi e volevo allontanarmi dal suo lato fisico. A me interessavano le idee, non soltanto i prodotti visivi. Volevo riportare la pittura al servizio della mente […] Di fatto fino a cento anni fa tutta la pittura era stata letteraria o religiosa: era stata tutta al servizio della mente. Durante il secolo scorso questa caratteristica si era persa poco a poco. Quanto più fascino sensuale offriva un quadro – quanto più era animale – tanto più era apprezzato.
La pittura non dovrebbe essere solamente retinica o visiva; dovrebbe aver a che fare con la materia grigia della nostra comprensione invece di essere puramente visiva […] Per approccio retinico intendo il piacere estetico che dipende quasi esclusivamente dalla sensibilità della retina senza alcuna interpretazione ausiliaria.
Gli ultimi cento anni sono stati retinici. Sono stati retinici perfino i cubisti. I surrealisti hanno tentato di liberarsi da questo e anche i dadaisti, da principio. […] Io ero talmente conscio dell’aspetto retinico della pittura che, personalmente, volevo trovare un altro filone da esplorare. » Quando leggo queste parole (e il lavoro che c’è dietro) ho l’impressione che oggi ci siano sempre più improvvisatori e sempre meno artisti consapevoli. Blu senz’altro appartiene a questa seconda categoria.
@Pereira
Arte è energia che l’artista trasmette all’esterno del proprio corpo materiale.
Il risultato di questo trapasso energetico è un manufatto (nel senso letterale del termine) che però vibra e trasmette sensazioni a chi lo guarda.
Quindi l’arte è materia ed energia insieme come la fisica moderna giustamente insegna.
Non so se qualcuno abbia mai dato una definizione di questo tipo, può darsi di sì o di no, in ogni caso la considero frutto genuino del mio pensiero.