Signore e signori, ecco a voi la Fase 2! Ma come, di già?

Strani effetti della pandemia

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Gentile sig. Pereira,
eccoci, dunque, al dunque: la quarantena finisce, inizia la “Fase 2” e io non mi sento pronto.
Così come mi aveva colto all’improvviso la costrizione all’isolamento, mi rendo conto che sono sorpreso e impreparato di fronte a questa, se pur parziale, apertura.

In fondo mi ero abituato al gioco: il Presidente del Consiglio dei Ministri emanava un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che dettava certe regole (spesso confuse) valide per un certo periodo, poi lo stesso Presidente del Consiglio dei Ministri, allo scadere del precedente Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri , emanava un altro Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri con regole un po’ più confuse, ma anche più restrittive, che avrebbero dovute restare in vigore per un certo periodo di tempo al termine del quale il Presidente …
Se l’aricivescovo di Costantinopoli si disarcivescoviscostantinopolizzasse …

Beh, questo lo abbiamo imparato: esiste uno strumento di legge che si chiama, per brevità, DPCM. E ci siamo ricordati che in Italia non abbiamo un premier né un Primo Ministro, ma un Presidente del Consiglio dei Ministri. Ma ci siamo anche accorti che se il Presidente del Consiglio dei Ministri usa troppo il DPCM è come se fosse il Primo Ministro. E, in questo caso, tutti a protestare anche, anzi soprattutto, quelli che vorrebbero trasformare l’Italia in una repubblica presidenziale o con un Primo Ministro con pieni poteri.
Strani effetti della pandemia!

Potevamo (potremo?) fare solo le cose strettamente necessarie. E giù a riflettere su cosa ci è strettamente necessario.

Certo i due giovani sposi che conosco, due figli, 7 e 3 anni, a casa da scuola, due camere e cucina, entrambi a fare smart working (lavoro agile? intelligente? furbo?) scoprono che è necessario uno spazio idoneo per lavorare e che forse ‘sto lavoro è furbo soprattutto per chi te lo dovrebbe dare, lo spazio.

Altri, come il nostro amico Michele Gianni (a proposito, consiglio a tutti di leggersi la sua splendida e toccante Rantologia), scoprono che, come avrebbe detto la nonna, l’importante è la salute e che quando la si perde, come è inevitabile prima o poi, è necessario avere una Sanità adeguata ed efficiente e personale sanitario competente e gentile.

La macelleria dove mi servo, quella con le fiorentine buone e alte tre dita, è nel territorio dell’altro Comune. Potrò convincere la Polizia Municipale che per me è strettamente necessario fare lì la spesa?
E la mia corsa?
E la partita di calcio?
E la scuola per mio figlio?
E l’incontro, clandestino, con l’amante?

Come direbbe Jovanotti: non c’è libertà!

Ecco un lavoro che questa timida Fase 2 rischia di lasciare a metà: la discussione di cosa sia la libertà.
In specifico il rapporto tra la “libertà di” ( di parola, di stampa, di movimento, di voto, di proprietà, di impresa, ecc.) e la “libertà da” (dal bisogno, dalla malattia, dall’oppressione, dallo sfruttamento).
Che giudizio dare quando la mia libertà di … impresa, ad esempio, o di spostare dove preferisco i miei capitali o la mia sede fiscale, produce un nocumento alla libertà, sempre ad esempio, dalla miseria di una o molte altre persone?
Un tempo, parecchi decenni addietro, si sarebbe detto che le prime racchiudono il concetto di libertà del capitalismo, mentre le seconde quelle del comunismo (ops! mi scusi la parola).
Poi sappiamo che il capitalismo non sempre concede tutte le “libertà di” (esistono tante dittature capitaliste) e il comunismo non ha realizzato la “libertà da”.

In ogni caso è stato singolare vedere alcuni personaggi della destra italiana invocare il restringimento delle libertà di (spostamento, lavoro, socialità) in nome della libertà dalla malattia.
Inoltre, costoro, invocando la chiusura di tutte le attività e la quarantena generalizzata ponevano il bene della collettività al di sopra degli interessi e delle libertà individuali!
Attilio Fontana, la Meloni, Salvini, sono diventati comunisti????
Ma no, suvvia, non scherziamo!
Infatti dopo pochi giorni se ne devono essere accorti ed eccoli di nuovo tutti a invocare il ripristino delle libertà …
Ripeto: strani effetti della pandemia!

Capisco che sia indispensabile far riprendere l’economia ed il lavoro, so che non si può sospendere a lungo il reddito e la produzione, eppure …
Eppure ho uno strano senso di incompiuto.
Non è che, mi domando, potremmo prendere lo spunto da questa vicenda per ragionare – finalmente – su quello che viene chiamato il modello di sviluppo? Sui concetti di necessità e libertà. Su cosa e come si produce. Su un turismo devastante che divora e, letteralmente, infetta i luoghi in cui arriva. Sui rapporti tra le persone. E su quello tra gli Stati. Sui debiti e la finanza. Sul ruolo dello Stato in economia. Sugli “investimenti strategici” (la Sanità, per esempio).
E, invece, no: tutti allineati ai canapi, scalpitanti come i cavalli del Palio, in attesa del segnale del mossiere e che arrivi il cavallo di rincorsa e possa (ri)cominciare la gara.

Ma forse, amico mio, ho questa sensazione solo perché non ho finito di fare (anzi a dire il vero ho solo iniziato) tutto quello che avevo in animo di fare.
Non ho letto tutti i libri.
Non ho scritto tutti gli articoli.
Non ho ascoltato tutti i concerti (registrati e/o in streaming).
Non ho visto tutti i film (sempre in streaming).
Non ho scritto le lettere a tutti i vecchi amici. E, spesso, non li ho nemmeno chiamati per telefono.

E poi, la cosa più grave di tutte: non ho nemmeno finito di riparare il casotto degli attrezzi in giardino …

Insomma, amico mio, la quarantena è finita e io non ho niente da mettermi!

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Adam
Adam
6 Maggio 2020 20:16

Come sempre Norman riesce nel suo racconto a dosare in giusta misura interesse e stimolo intellettuale. In particolare, il pensiero che viene proposto circa il discorso sulla libertà porta ad una riflessione laddove si definisce e distingue il concetto di libertà congiungendolo alla preposizione semplice di piuttosto che da (cioè essere libero di oppure libero da). Proseguendo il ragionamento si potrebbero aggiungere anche altre preposizioni: ad esempio essere libero tra uguali o disuguali, libero in un luogo, piuttosto che in un altro, libero con qualcuno e non con qualcun altro e si potrebbe proseguire a lungo. Il principio di libertà… Leggi il resto »