Dalla Verità (che se esiste, forse è inconoscibile) alla Realtà (anzi alle Realtà molteplici) in cui viviamo; questa settimana infatti gioco un po’ d’anticipo e mi voglio occupare di reality; a inizio maggio arrivano due importanti film sugli schermi italiani: mi riferisco ad Hunger Games e Big House. Il primo è un film d’azione che in America sta realizzando incassi stratosferici, avendo superato i 250 milioni di dollari in sole due settimane di programmazione. Tutto nasce da un libro in cui un gruppo di giocatori in un futuro distopico si trova sbattuto dentro a un reality game dove per vincere bisogna… sopravvivere. In realtà il soggetto non è originalissimo, dato che ha più di qualche assonanza con L’implacabile – The running man, un piccolo cult interpretato da Arnold Schwarzenegger (l’attore la cui mimica facciale può vantare quasi due espressioni) e tratto da un racconto di Stephen King (uno davvero dotato di Shining e che ci ha visto sempre molto lontano). Hunger Games sembra tagliato su misura del pubblico più giovane e, almeno commercialmente, l’operazione può dirsi più che riuscita; se la qualità fosse direttamente proporzionale ai risultati del box office ci troveremmo di fronte a un nuovo Matrix, anche se qualche dubbio circa la direzione di Gary Ross (che fino ad oggi ha firmato solo Seabiscuit e Pleasantville) mi sento di nutrirla. Decisamente maggiori aspettative le ripongo su Big house, il nuovo film di Matteo Garrone che, insieme a Paolo Sorrentino e Saverio Costanzo è sicuramente il “giovane” autore italiano più talentuoso in circolazione (lo sostengo sin dai tempi dell’eccezionale L’imbalsamatore e assai prima del Gran Premio della Giuria a Cannes per Gomorra). Grande attesa anche perché Garrone ha dimostrato di possedere un tocco realistico, ma al contempo sospeso e immaginarlo alle prese coi reality non è certo facile; non so perché, ma mi viene in mente David Lynch… Nel frattempo potrebbe essere utile ripassare la filmografia su questo tema che è stata decisamente florida nell’ultimo ventennio, sebbene i film degni di nota non siano tantissimi: fra i tanti thriller, il migliore è probabilmente il quasi dimenticato My little eye, mentre sul piano teorico-filosofico nessuno può competere con The Truman show ed infine trovo piuttosto divertente e corretto Ed Tv di Ron Howard. Discorso a parte per 1984 di Michael Radford, tratto dall’omonimo romanzo. Film purtroppo rimosso e invece davvero pregevole, certamente penalizzato dal futuro orribile e opprimente che descrive e in cui si trova immerso il malcapitato William Hurt. D’altra parte è una caratteristica di molti fanta-movie quello di immaginare mondi catastrofici ad attenderci e questo non facilita il successo, specie quando la speranza è completamente assente, come in questo caso. Però a ben pensarci a noi è andata anche peggio e ancora una volta la (nostra) realtà ha battuto la fantasia e neanche George Orwell poteva pensare al terribile Grande Fratello che ci è toccato: quello condotto dalla Marcuzzi e il suo circo(lo) di decerebrati…
Ivan il Terribile
Finalmente è arrivato il momento della premiazione.Caro Matteo, hai fatto veramente un lavoro di squadra con la tua sagacia, la tua determinazione, oculatezza e soprattutto tanta tanta pazienza. Bravissimi, tutti, ve lo siete meritato il gran premio. Ora dobbiamo gustarci anche noi il film. Un abbraccio con cordialità Giulio Giliberti da Napoli detto gilbtg
Il film di Matteo Garrone Reality (alias Big House) è atteso con trepidazione e sono certo che avrà un enorme, meritato successo. Da quanto ho potuto capire la trama verte tutta sui Reality, che falsificano la vita reale e come si dice a Napoli ‘NCE ‘MBRIACANO ‘E CERVELLE”. Ho avuto il piacere di assistere ad alcune riprese del film (come comparsa figurante) e mi sono reso conto della bravura professionale di tutto lo staff tecnico e della meticolosità del regista.Auguri, a tutti e in bocca al lupo!
gilbtg