Diaries 222
"L'abbiamo ucciso, giustizia è fatta" B.Obama-Premio Nobel per la pace
Potrei dirvi cos’è il 6 aprile
Pochi giorni fa ho rivisto in tv (su La7) il film Draquila, di Sabina Guzzanti: mi è sembrato “diverso” rispetto a due anni fa, superato per determinati dettagli ma ancora terribilmente attuale e duro,...
Gli alberi di Hiroshima: dalla distruzione nasce nuova vita
Circa 170 alberi sono sopravvissuti al disastro nucleare di Hiroshima, 68 anni or sono. E pensare che subito dopo il bombardamento del 6 agosto 1945 uno scienziato, il dottor Harold Jacobsen, aveva dichiarato che i luoghi colpiti sarebbero rimasti completamente privi di qualsiasi forma di vita per i successivi 75 anni. E invece è ancora possibile riconoscerli perché sono segnati da una targa che li identifica come "Hibaku Jumoku", cioè "albero sopravvissuto". I loro semi vengono piantati in Giappone o in altre zone del mondo, in un atto che testimonia con grande vigore come dalla distruzione possa nascere nuova vita.
Gianni D’Elia sulla censura dei “Fogli Fossili”
Foglio fossile
di Gianni D’Elia
Ma non cancella la storia
la testata cancellata,
nè la razziale memoria
dal “Carlino” pubblicata...
Ieri e oggi, fuori e dentro la scuola,
o amici o nemici della parola.
Gianni, hai visto? Anche Pirani ha parlato con...
I nostri nemici più testardi sono stati le Istituzioni
L'ho incontrato tante volte, dalle conferenze sul biologico con "Alce Nero", ai bellissimi convegni che organizzava a Montebello - come l'ultimo straordinario su Maria Maddalena - e mi incuteva sempre un certo timore. Lo...
Fuggire da Fukushima: l’appello di una mamma con il figlio malato di cancro
Migliaia sono le persone evacuate da Fukushima. Ma ora, a distanza di un anno e nove mesi dall'incidente, il Governatore dell'area del Giappone devastata dall'incidente nucleare ha deciso di sospendere gli aiuti alle famiglie che vogliono lasciare la zona. Così una mamma, Tokiko Noguchi, decide di lanciare un appello per chiedere aiuto al mondo. Su Change.org, la più grande piattaforma di petizioni online, questa mamma coraggiosa e disperata racconta: "[...] la prefettura di Fukushima ha appena annunciato che il 28 dicembre ritirerà i sussidi concessi alle persone che vogliono andare a vivere al di fuori dell'area di Fukushima. Il giorno in cui ho saputo che il governo avrebbe smesso di fornire gli aiuti, ho ricevuto un’ altra cattiva notizia: i test del cancro alla tiroide di mio figlio avevano rivelato la presenza di tumori di piccole dimensioni. Sono molto spaventata e preoccupata per come le radiazioni della centrale stiano colpendo i miei figli."
Diaries 60
Non so, mi è venuto in mente Bersani che lancia la grande alleanza contro Berlusconi.
E così pure la festa della mia città organizzata dal maggior partito all'opposizione in parlamento: c'era di tutto, per tutti,...
Signore e signori, ecco a voi la Fase 2! Ma come, di già?
In fondo mi ero abituato al gioco: il Presidente del Consiglio dei Ministri emanava un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che dettava certe regole (spesso confuse) valide per un certo periodo...
Donne tunisine: appunti per il futuro
Mentre pranzo scorrono davanti le immagini dei nuovi sbarchi a Lampedusa. I soliti tunisini che al posto di andare “fora di ball” continuano ad approdare sulle nostre coste per “rubarci il lavoro”. Che...
Una primavera che non è sbocciata
Ogni lunedì leggiamo, analizziamo, commentiamo i fatti di cronaca e i grandi temi dell’attualità politica e sociale con un “editoriale”, o meglio una “distorsione”, facendo parlare una canzone, un autore o un album.
Abbiamo, noi...
La voglia di applaudire quei ragazzi
A riprova che spesso nei particolari si celano cose importanti... ieri vedendo le immagini degli studenti che invadevano città, autostrade e gallerie in tutta Italia sono stato colpito da un particolare. Mentre sentivo...
Il virus metterà in scatola le sardine?
Gli esperti sostengono che non vi sia una gerarchia all’interno della moltitudine, tanto meno una leadership.
A me piace immaginare che si diffonda tra gli individui che la compongono un “comune sentire”, una specie di impulso “collettivo e naturale” a fare una certa cosa, ad andare in una certa direzione.

