Diaries 60
Non so, mi è venuto in mente Bersani che lancia la grande alleanza contro Berlusconi.
E così pure la festa della mia città organizzata dal maggior partito all'opposizione in parlamento: c'era di tutto, per tutti,...
Il terremoto sparito
Qualche giorno fa, viaggiavo diretto a Roma grazie alla gentilezza di un giovane amico che si era offerto di accompagnarmi con la sua auto.
Ad un certo punto sono stato sorpreso da una scritta lungo...
Il “problema rifiuti”? Finisce nel cestino.
Se alcune delle nostre città hanno problemi nella gestione del ciclo dei rifiuti in tempi normali, nei momenti di picco dell'afflusso turistico la situazione non può che peggiorare drasticamente. Perciò addio raccolta differenziata. E questo non solo e non tanto perché il turista in quanto tale non ha voglia di essere ecologico e rispettoso dell'ambiente in vacanza, ma anche e soprattutto perché sono le strutture che li accolgono a non gestire la maggiore quantità di spazzatura nel modo adeguato, magari per risparmiare "tempo", senza rendersi conto dell'impatto negativo che ricade di certo non solamente sul cassonetto più vicino.
Fuggire da Fukushima: l’appello di una mamma con il figlio malato di cancro
Migliaia sono le persone evacuate da Fukushima. Ma ora, a distanza di un anno e nove mesi dall'incidente, il Governatore dell'area del Giappone devastata dall'incidente nucleare ha deciso di sospendere gli aiuti alle famiglie che vogliono lasciare la zona. Così una mamma, Tokiko Noguchi, decide di lanciare un appello per chiedere aiuto al mondo. Su Change.org, la più grande piattaforma di petizioni online, questa mamma coraggiosa e disperata racconta: "[...] la prefettura di Fukushima ha appena annunciato che il 28 dicembre ritirerà i sussidi concessi alle persone che vogliono andare a vivere al di fuori dell'area di Fukushima. Il giorno in cui ho saputo che il governo avrebbe smesso di fornire gli aiuti, ho ricevuto un’ altra cattiva notizia: i test del cancro alla tiroide di mio figlio avevano rivelato la presenza di tumori di piccole dimensioni. Sono molto spaventata e preoccupata per come le radiazioni della centrale stiano colpendo i miei figli."
Miniera di Nuraxi Figus: protestare per la vita e l’ambiente
La sera di domenica 26 agosto i lavoratori della Carbosulcis hanno deciso di occupare la miniera di Nuraxi Figus, nel sud ovest della Sardegna, e di tenere sotto "sequestro" 600 chili di esplosivo, a 373 metri di profondità....
Il Festival della Felicità farà contento chi lo vede o chi lo fa?
Ogni lunedì leggiamo, analizziamo, commentiamo i fatti di cronaca e i grandi temi dell’attualità politica e sociale con un “editoriale”, o meglio una “distorsione”, facendo parlare una canzone, un autore o un album.
In un...
Nasce “Barricate” – l’informazione per chi non si rassegna
È in tutte le edicole italiane dal 5 dicembre la prova che c'è ancora qualcuno che non si rassegna. Vale la pena seguire chi con tale passione e competenza dà vita a periodici di...
Donne al volante, pericolo costante
Ricordo la mia prima lezione di scuola guida. Ricordo il percorso in salita, le mani sudate e la sensazione di guidare una navicella spaziale, o comunque qualcosa di più grande rispetto a uno Scarabeo...
…ma non togliamo la fascia del lutto
In queste ore è stata rimandata a settembre la discussione per la definitiva approvazione della famosa legge-bavaglio volta a minare in modo irreparabile la libertà di stampa e il funzionamento stesso dei blog italiani, compreso...
La delirante colonna sonora del razzismo
Conoscete Jhonny Rebel? Be' meglio per voi che la risposta sia no, perché è l'autore di canzoni come "Nigger Nigger" e "Some nigger never die".
Alla scoperta di Nonna Africa
C'è una valle, in Ecuador, povera e felice. Si chiama Valle Del Chota. Proprio qua, nel diciassettesimo secolo, vennero trasferiti in massa tutti gli schiavi provenienti dall'Africa per lavorare nelle piantagioni di canna da zucchero.
Una calda estate di follia?
Ogni lunedì leggiamo, analizziamo, commentiamo i fatti di cronaca e i grandi temi dell’attualità politica e sociale con un “editoriale”, o meglio una “distorsione”, facendo parlare una canzone, un autore o un album.
Israele non...